“Ci vuole un maxi-rinascimento per salvare la Costa degli Dei”. È allarme erosione sulla litorale costiero vibonese da parte degli operatori turistici. “Servono interventi immediati. Purtroppo il litorale della Costa degli Dei sono sotto attacco per effetto dell’erosione”. In questi giorni ad incalzare la Regione Calabria sono soprattutto i balneari che, da qui a qualche anno, non sapranno dove mettere gli ombrelloni.
“Vorremmo sapere – commentano – quanti soldi ha destinato la Regione Calabria a questa emergenza?” La Regione per il periodo 2026-2028 a difesa della costa vibonese non avrebbe destinato un euro.
Zero risorse e nessuna strategia
La cosa grave è che manca ancora una strategia per gli interventi strutturali. Su questa emergenza regionale la risposta della giunta regionale continua a risultare carente sul piano della chiarezza, della completezza e soprattutto della visione strategica.
Infatti, è sotto gli occhi di tutti che l’erosione avanza lungo tutta la costa, che le mareggiate continuano a cancellare metri di spiaggia e che in alcune aree esiste un concreto rischio di ingressione marina con possibili effetti anche sui centri abitati e sulle attività economiche“. A soffrire di più sula Costa degli Dei sono le zone di Pizzo, Vibo Marina, Briatico, Zambrone, Parghelia, Tropea e Ricadi. Stessa situazione tra i comuni di Nicotera e Joppolo.
Maxi-ripascimento, solo promesse
“Sul fronte del maxi-ripascimento – aggiungono gli operatori turistici -, un intervento strategico per la difesa della costa, la Regione ancora prende tempo. Dovrebbe, a nostro avviso, avviare un tavolo tecnico con i sindaci dei comuni più a rischio. Siamo ancora alle intenzioni in quanto mancano un quadro economico complessivo, le fonti di finanziamento e un cronoprogramma certo.
I governatori che da anni si alternano alla guida della governance regionale da anni annunciano studi, progetti e sperimentazioni, ma non esistono ancora certezze su tempi, risorse e interventi concreti, nemmeno sui quantitativi di sabbia per molti tratti di costa. Per questo – ribadiamo con forza – serve una pianificazione strutturata, a 360 gradi e con una visione unitaria della costa. Un cambio di passo non è più rinviabile“.




