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22 Aprile 2026
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Crotone, il grido disperato dei lavoratori Konecta: “Non siamo fantasmi, siamo padri di famiglia”

Flash mob con maschere bianche davanti al Comune: 74 precari rischiano il licenziamento il prossimo 18 maggio. Il sindacato Confial annuncia esposti in Procura: "Fondi pubblici utilizzati male, ora serve chiarezza".

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Una distesa di maschere bianche e cartelli eloquenti ha invaso stamattina la piazza antistante il Comune di Crotone. “Non siamo fantasmi”: è questo il messaggio lanciato dai lavoratori di Konecta R, l’azienda incaricata del progetto di dematerializzazione delle cartelle cliniche calabresi. Il flash mob, organizzato dal sindacato Confial, ha voluto squarciare il velo di invisibilità che avvolge decine di operatori, molti dei quali ex dipendenti Abramo Customer Care, transitati in questo progetto finanziato con 20 milioni di euro complessivi tra Regione Calabria e Governo. Anche il sindaco Vincenzo Voce ha voluto testimoniare la vicinanza dell’istituzione indossando la maschera in segno di solidarietà.

Il paradosso degli ammortizzatori: chi resta fuori

Nonostante il progetto mirasse a stabilizzare il bacino occupazionale, la realtà attuale è segnata da una drastica carenza di commesse. Dal 9 aprile, Konecta ha ottenuto l’accesso alla Cassa Integrazione Guadagni (CIG) per 654 dipendenti fino al 2026, una misura che colpisce duramente il sito di Crotone con 387 unità coinvolte.

Tuttavia, il cuore della protesta riguarda i 74 ex lavoratori a progetto (LAP). Questi precari storici, pur essendo parte integrante della filiera produttiva, si trovano in un limbo normativo: Scadenza imminente: Il loro contratto a termine scadrà il prossimo 18 maggio. Nessuna tutela: A differenza dei colleghi, non hanno accesso alla cassa integrazione né garanzie di riassorbimento a tempo indeterminato, nonostante le promesse istituzionali iniziali. Reddito zero: Senza una proroga o una stabilizzazione, dal 19 maggio si ritroveranno senza stipendio e senza ammortizzatori sociali.

L’affondo del sindacato: esposti alla Corte dei Conti

Il segretario provinciale di Confial, Fabio Tomaino, ha usato parole durissime contro la gestione dei fondi pubblici destinati alla digitalizzazione. «Questi lavoratori vengono trattati come fantasmi, ma sono loro a mandare avanti la catena produttiva. È mancata l’attività di monitoraggio sull’uso dei soldi pubblici che era prevista negli accordi», ha dichiarato Tomaino. Il sindacato sta già preparando un esposto da presentare alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, chiedendo conto di come siano state impiegate le risorse calabresi se il risultato finale è ancora una volta l’emergenza sociale.

Prossimi passi: il tavolo in Prefettura

La tensione resta alta, ma si apre uno spiraglio di dialogo istituzionale. La vicenda dei 74 lavoratori “invisibili” sarà oggetto di un confronto urgente convocato presso la Prefettura di Crotone per il prossimo 24 aprile. In quella sede, i rappresentanti dei lavoratori chiederanno risposte concrete per evitare che la scadenza del 18 maggio si trasformi nell’ennesimo dramma occupazionale per il territorio crotonese.

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