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25 Aprile 2026
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Vigile del fuoco cancellato e poi riammesso: il Tribunale di Catanzaro smonta l’automatismo del Ministero

Il Giudice del Lavoro sospende il decreto di cancellazione di un volontario dal Corpo Nazionale. Contestati automatismi e mancanza di motivazione nel provvedimento ministeriale. Rilevato il rischio di danno professionale irreparabile in attesa del giudizio di merito

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Il Tribunale di Catanzaro, in funzione di Giudice del Lavoro, ha disposto la sospensione dell’efficacia del decreto con cui il Ministero dell’Interno aveva cancellato un vigile del fuoco volontario dagli elenchi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Il provvedimento amministrativo, adottato nel dicembre 2025, aveva determinato l’esclusione dell’interessato, iscritto dal 2008 nel Comando Provinciale di Catanzaro, facendo riferimento a una serie di elementi ritenuti ostativi: un decreto penale di condanna risalente al 2006, una sentenza di prescrizione del 2022 e alcune informazioni della Questura relative a procedimenti conclusi senza condanna.

Il ricorso e le contestazioni

La difesa, affidata all’avv. Fabio Verre, ha impugnato il provvedimento evidenziando una serie di criticità ritenute decisive, tra cui il difetto di motivazione, la mancata comunicazione di avvio del procedimento e la violazione del diritto di difesa.

Al centro del ricorso anche l’assenza di un accertamento individualizzato e la presenza di un presunto automatismo sanzionatorio, ritenuto incompatibile con i principi generali dell’ordinamento.

Le valutazioni del Giudice del Lavoro

Nell’ordinanza, il Tribunale ha ritenuto fondate le doglianze del ricorrente, chiarendo che la normativa richiamata dall’amministrazione – in particolare l’art. 35 della L. 521/1988 – prevede la radiazione automatica esclusivamente in caso di condanne per delitti dolosi, circostanza non ravvisata nel caso esaminato.

Il giudice ha inoltre definito “manifestamente irragionevole” l’utilizzo di un provvedimento penale del 2006, precedente persino all’iscrizione del volontario negli elenchi del Corpo. È stata ribadita anche l’impossibilità di equiparare una sentenza di prescrizione o semplici iscrizioni investigative a una condanna definitiva, richiamando il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.

Il periculum in mora e la riammissione

Nel valutare il profilo cautelare, il Tribunale ha riconosciuto il periculum in mora, individuandolo nel rischio di un depauperamento professionale del volontario, derivante dall’impossibilità di partecipare ad attività operative e formative.

Per effetto dell’ordinanza, il Ministero dell’Interno ha proceduto alla riammissione immediata e provvisoria del vigile del fuoco volontario negli elenchi, consentendogli di riprendere servizio in attesa della decisione nel merito.

Il quadro giuridico e i prossimi passaggi

La decisione si inserisce in un contesto giuridico in cui il giudice ha ritenuto non sufficiente il richiamo a precedenti vicende giudiziarie non sfociate in condanna definitiva per giustificare misure espulsive automatiche.

La vicenda resterà ora al vaglio del giudizio di merito, che dovrà stabilire la legittimità complessiva del provvedimento ministeriale e la correttezza del procedimento amministrativo seguito.

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