La testimonianza di una Madre disperata che non è riuscita a liberare il figlio dalla droga. Per anni ha accompagnato il figlio drogato a curarsi. Dapprima ad un Serd calabrese e successivamente in diverse comunità del centro nord. Nonostante i sacrifici fatti i risultati sono stati insignificanti perché il suo ragazzo non è riuscìto a liberarsi definitivamente da questa mortale dipendenza. Spesso si è disintossicato ma poi è ricaduto per le solite frequentazioni.
Il dolore delle madri dei figli schiavi della coca
Le testimonianze delle Madri di figli schiavi della “coca” rivelano un percorso lastricato di bruciante dolore, caratterizzato da un iniziale senso di sottovalutazione del problema e, successivamente, da una lotta estenuante per salvare i propri ragazzi. Molte Mamme descrivono la droga come un inferno familiare, che porta alla necessità di gestire la violenza e i continui furti in casa.
Spesso i genitori sottovalutano il problema, specialmente l’uso di marijuana, paragonandola all’alcol e non percependo il rischio che la situazione degeneri. Le Madri si sentono impreparate e si interrogano su cosa abbiano sbagliato nell’educazione, nonostante l’attenzione e il controllo esercitati.
Notti di angoscia, violenza e paura
Le testimonianze di tante Madri dolorosissime raccontano di notti passate a cercare i figli, la paura che si uccidano, la convivenza con la violenza e la necessità di chiudere le porte a chiave per proteggersi. Le Madri testimoniano di come sia fondamentale non assecondare con comportamenti sbagliati la dipendenza e di come sia necessario cercare aiuto in comunità terapeutiche. Nonostante il dolore, alcune testimonianze evidenziano la possibilità di guarigione e rinascita del figlio e della famiglia, con un percorso di disintossicazione e il supporto di comunità. La confessione della Madre di un tossicodipendente è la confessione di una battaglia dura dove l’amore materno deve trasformarsi in fermezza per cercare di strappare il figlio dalla dipendenza.
Il racconto di mamma Luciana
Nel racconto di Mamma Luciana si legge la sofferenza di una persona che avrebbe voluto salvare il figlio dalla droga ma non è ancora riuscita. “Mi resta un grande rimorso. Non sono riuscita a strappare ai “pusher” mio figlio che è diventato uno schiavo di queste persone che non conosco altrimenti li avrei denunciati. Non avrei perso un attimo per mandarli in galera. Il coraggio, arrivata a questo punto, non mi manca. Se li avessi mandati in galera avrei liberato la nostra terra da questi infidi assassini. La mia vita è quella di mio figlio sono state un inferno. Insieme a noi ha sofferto tutta la mia famiglia che ha dovuto gestire la sofferenza di Massimiliano (nome di fantasia) il quale, per settimane non da notizie di lui. La droga nel territorio calabrese gira a quintali per cui non sai come comportarti. Mi sento in trappola come mio figlio. La sera quando vado a coricarmi sono terrorizzata. Ho paura che mi arrivi una telefonata inaspettata da parte dei carabinieri per dirmi che mio figlio…
Non siamo i soli che combattiamo questa battaglia in Calabria. In quante famiglie un figlio è drogato? Ci si accorge tardi perché i tossicodipendenti sono degli abili manipolatori. Riescono ad imbrogliare. Il tossico in casa crea un vortice di follia che, nella tragedia, contagia tutti. I più grandi e i più piccoli. La droga si insinua anche nelle famiglie più controllanti, quelle in cui i ragazzi sono bravi a scuola e non sono palesemente emarginati. Il tossicodipendente non è solo quello che troviamo agli angoli delle strade ubriaco e fatto. Molti, di botto, si trovano un figlio cocainomane. Certo in alcuni casi sarà pure colpa dell’ inadeguatezza di noi genitori. Ma non sempre è così. Certo che noi Mamme ci colpevolizziamo. Anche io mi sono colpevolizzata per anni. E’ naturale, ma solo la lucidità e non la confusione con il dipendente aiuta tutti ad uscire dal dramma.
Durante le notti. Quando un figlio non torna a casa comincia l’angoscia. La ricerca affannosa nel quartiere, le telefonate. L’ospedale, l’attesa. L’attenzione a non svegliare gli altri. E quando torna, è una lotta impari. In cui c’è tutto, anche la paura della morte”.
Il dramma nascosto nelle famiglie calabresi
Questo è il dramma di una Mamma che ha il proprio figlio drogato. In Calabria, dove molto spesso si sa tutto di tutti, si chiudono gli occhi per non vedere un dramma che affligge centinaia di famiglie. Famiglie che si sono impoverite per le continue richieste di soldi da parte dei figli schiavi della tossicodipendenza. Purtroppo questi soldi legali, lavorati con il sudore della fronte, finiscono nelle casse delle mafie.






