Un 25 aprile carico di emozione e dolore a Catanzaro, dove le celebrazioni della Festa della Liberazione si sono svolte nel giorno del lutto cittadino proclamato per la tragica morte di una madre e dei suoi due figli. Un clima di raccoglimento ha accompagnato le commemorazioni, segnate da parole sobrie e da un forte senso di comunità.
Il Prefetto De Rosa: “Mai disperdere i valori della Costituzione”
A margine delle celebrazioni, il prefetto Castrese De Rosa ha ribadito con forza il significato profondo della giornata: “Non è la distruzione, la violenza o il conflitto a rappresentare la soluzione ai problemi di oggi”. Un richiamo diretto ai valori espressi dal Presidente della Repubblica e dal Pontefice, sottolineando la necessità di coesione, dialogo e responsabilità. Il rappresentante del Governo ha ricordato anche il dolore della città:
“Il mio pensiero va a questa mamma e ai suoi due figli. C’è poco da aggiungere, io sono per il silenzio”, con un messaggio di speranza rivolto alla bambina ricoverata a Genova.
Occhiuto: “Il 25 aprile appartiene a tutti, festa di libertà e democrazia”
Anche il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha voluto sottolineare il valore della ricorrenza, definendola una giornata che “appartiene al Paese intero”.
“Celebriamo il giorno in cui l’Italia archiviò il nazifascismo, ritrovando la strada della libertà”, ha dichiarato, ricordando come la festa affondi le sue radici nei valori più alti della Costituzione repubblicana.
Occhiuto ha poi insistito sulla necessità di fare del 25 aprile un momento di unità nazionale, capace di superare le divisioni:
“Ricordare significa custodire la memoria, il modo più autentico per onorare chi ha lottato per consegnarci un’Italia libera, democratica e in pace”.
Le istituzioni unite nella commemorazione
Durante la cerimonia è stata deposta una corona d’alloro al monumento ai caduti, alla presenza delle principali autorità civili e militari, tra cui il sindaco Nicola Fiorita, il comandante della Legione Carabinieri Calabria Riccardo Sciuto, il questore Giuseppe Linares e l’arcivescovo Claudio Maniago.
Celebrazioni analoghe si sono svolte in tutte le province calabresi, in un clima di unità istituzionale e rispetto.
Un appello alla coesione: libertà e democrazia come pilastri
Il Prefetto ha sottolineato come questa giornata rappresenti un monito attuale: “Divisi non si va da nessuna parte. Solo nella libertà e nella democrazia le società possono prosperare”. Un messaggio che richiama gli anticorpi della Costituzione come strumenti per affrontare le sfide contemporanee.
Il ricordo della Liberazione e il contributo della Calabria
Anche da Reggio Calabria arriva un richiamo forte ai valori della memoria. Il presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo ha ricordato come il 25 aprile rappresenti la radice della libertà italiana, sottolineando il ruolo del Mezzogiorno e della Calabria nel percorso verso la Liberazione.
Un passaggio storico che, insieme al referendum del 1946 e al voto alle donne, ha segnato la nascita di una democrazia fondata su diritti, partecipazione e dignità.
Memoria e futuro: il messaggio alle nuove generazioni
Il filo conduttore resta la responsabilità collettiva: custodire la memoria per costruire il futuro. L’auspicio delle istituzioni è che il ricordo della Liberazione continui a parlare soprattutto ai giovani, rafforzando il senso di comunità, rispetto e impegno civile. In una giornata sospesa tra dolore e celebrazione, la Calabria ribadisce così il valore più forte: la libertà costruita insieme.






