Sono infatti diciassette i Comuni della provincia di Catanzaro chiamati alle urne in occasione delle elezioni amministrative 2026 del 24 e 25 maggio.
Un appuntamento che, pur riguardando centri di dimensioni medio-piccole, assume un peso politico rilevante per gli equilibri territoriali, mettendo alla prova amministrazioni uscenti e nuovi assetti locali tra fascia ionica, tirrenica e aree interne.
I centri più popolosi: Girifalco, Montepaone e Davoli in testa
A guidare l’elenco per popolazione sono Girifalco (5.623 abitanti), Montepaone (5.614) e Davoli (5.481), seguiti da Gizzeria (4.997), realtà che rappresentano i principali poli demografici coinvolti nella tornata elettorale.
Subito dopo si colloca Satriano (3.360), mentre sotto la soglia dei 3mila abitanti si concentrano numerosi comuni che compongono il tessuto amministrativo più diffuso della provincia.
Il mosaico dei piccoli Comuni: cuore amministrativo del territorio
Tra questi figurano Serrastretta (2.945), Taverna (2.529) e Montauro (1.771), insieme a Sant’Andrea Apostolo dello Ionio (1.759), Amaroni (1.680) e San Vito sullo Ionio (1.629).
A completare il quadro Carlopoli (1.406), Belcastro (1.227), Cerva (1.106), Palermiti (1.075), Martirano Lombardo (980) e Andali (662).
Un mosaico di realtà locali che, pur con numeri contenuti, rappresentano nodi fondamentali della vita amministrativa e sociale del territorio.
Territori diversi, sfide diverse: costa contro entroterra
La geografia del voto restituisce un territorio articolato, dove le dinamiche elettorali assumono caratteristiche differenti a seconda dei contesti.
Nei centri costieri, come Montepaone, Davoli e Gizzeria, le amministrative si intrecciano con questioni legate allo sviluppo turistico, alla gestione del territorio e ai servizi.
Nei comuni dell’entroterra, invece, il confronto politico ruota attorno a temi come spopolamento, infrastrutture, servizi essenziali e capacità di attrarre risorse.
Le sfide nei Comuni più importanti
Tra i centri più rilevanti della provincia di Catanzaro spicca senza dubbio Girifalco, dove la competizione vede contrapposti il sindaco uscente Pietrantonio Cristofaro (area centrodestra) e Mario Deonofrio (centrosinistra), già primo cittadino in passato. A Gizzeria, invece, si ripresenta l’uscente Francesco Argento, sfidato da Salvatore Francesco Vescio.
Soveratese: duelli e ritorni eccellenti
Diversi i comuni del comprensorio del Soveratese coinvolti nella tornata elettorale. A Davoli si profila un confronto tra l’uscente Giuseppe Papaleo (centrosinistra) e Vittorio Procopio. A Montepaone il clima è già acceso per il duello tra il sindaco uscente Mario Migliarese e Massimo Rattà, già alla guida del Comune in passato.
A Satriano la sfida è a tre: il sindaco uscente Massimiliano Chiaravalloti, Michele Drosi – ex sindaco e già presidente provinciale del Partito Democratico, sostenuto anche dalla Lega – e Giuseppino Basile.
Sfide aperte e candidati già noti
A Sant’Andrea Jonio torna in campo l’uscente Nicola Ramogida (centrosinistra), che dovrà vedersela con Maurizio Lijoi, anche lui ex sindaco. A Montauro si corre in tre: il sindaco uscente Giancarlo Cerullo, Pantaleone Procopio e Giuseppe Schipani. Ad Amaroni tenta la riconferma Luigi Ruggiero (centrosinistra), mentre a Palermiti la sfida è tra il vicesindaco uscente Antonio Truglia (centrodestra) e il capogruppo di opposizione Roberto Giorla (centrosinistra). A Taverna confronto interno tra ex alleati: il sindaco uscente Sebastiano Tarantino contro l’ex assessore Wladimir Vavalà.
Comuni con pochi candidati: corsa quasi senza rivali
In alcuni centri la competizione appare più definita. A Martirano Lombardo i candidati sono Franco Pucci e Pasquale Scalese. A Belcastro si ricandida l’uscente Antonio Torchia (centrodestra), mentre a Carlopoli l’unica candidata è la sindaca uscente Emanuela Talarico. Situazione analoga ad Andali, dove corre solo Pietro Antonio Peta.
Il caso Cerva dopo lo scioglimento per mafia
Particolare attenzione su Cerva, dove si torna al voto dopo il commissariamento seguito allo scioglimento per infiltrazioni mafiose legato all’inchiesta “Karpanthos” della DDA di Catanzaro. Qui è presente un’unica candidatura: quella di Sara Colistra (area Forza Italia), chiamata a guidare una fase delicata di ripartenza istituzionale.
Una tornata decisiva per gli equilibri locali
Il quadro che emerge è quello di una tornata elettorale estremamente variegata, tra sfide politiche accese, ritorni di ex amministratori e candidati unici. Le elezioni comunali 2026 nel Catanzarese rappresentano così un vero banco di prova per gli equilibri territoriali, con i cittadini chiamati a scegliere tra continuità e cambiamento in un contesto politico sempre più frammentato e dinamico.
Un test politico per il territorio
Non meno rilevante è il dato politico complessivo. In molti di questi comuni il voto rappresenterà un banco di prova per alleanze civiche e dinamiche locali, spesso svincolate dai tradizionali schieramenti nazionali ma comunque indicative degli equilibri politici nei territori.
Le amministrazioni uscenti saranno chiamate a misurarsi con il consenso maturato negli anni, mentre in diversi centri si profilano competizioni aperte, con la concreta possibilità di cambi di guida e nuovi scenari politici.






