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25 Aprile 2026
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La Curva Sud diventa un partito ?La svolta degli ultras tra slogan populisti e movimentismo barricadero (VIDEO)

Alla vigilia del partitone Milan-Juve, nuova puntata dell'inchiesta di Klaus Davi sul tifo radicale a Milano

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Nuova puntata dell’inchiesta monstre di Klaus Davi sugli ambienti Ultras che da tempo dedica particolare attenzione ai Banditi della Curva Sud del Milan e al Secondo Anello Verde della Curva Nord interista.

Davi ha seguito da vicino due eventi promossi dai Banditi: il primo avvenuto a Milanello sabato 4 aprile, due giorni prima del match contro il Napoli in trasferta; il secondo a San Siro in occasione della partita casalinga con l’Udinese dello scorso 11 aprile.

Indurimento del tifo radicale e svolta “politica”

A differenza di quanto sostenuto nel dicembre scorso da alcuni organi di stampa che parlavano di una “stabilizzazione delle curve”, Davi ha la sensazione di un indurimento delle posizioni del tifo radicale, in primis degli ultras milanisti, soprattutto a seguito dei provvedimenti amministrativi che hanno proibito loro di andare a tifare nelle recenti trasferte di campionato.

Un indurimento che si traduce nel tratto più “politico” delle iniziative in corso.

Il linguaggio delle fanzine: accuse e tensioni con la società

Il giornalista è stato colpito dal linguaggio delle fanzine distribuite in curva, in cui si legge:

“Milanello è la vergogna della società. A causa del divieto della Lega che ci ha proibito di andare a Napoli, per i soliti fumosi motivi di ordine pubblico, abbiamo deciso di ritrovarci a Milanello il sabato di Pasqua per caricare la squadra e far sentire ai ragazzi tutto il nostro amore… Più di 5.000 persone fra Ultras, rappresentanti dei Milan club e intere famiglie… E qual è stata la risposta della società? La solita: ridicola e imbarazzante! In primis il consueto saluto della squadra al cancello, con mister e giocatori costretti a fermarsi a decine di metri dalla gente e per pochissimi secondi… A seguire, si sono nuovamente superati con l’ennesimo taglio delle immagini sui social, arrivando addirittura alla censura di tutti gli striscioni e all’offuscamento dei volti dei presenti…”, si legge all’interno della fanzine “La voce della Sud” dell’11 aprile.

Raccolta firme e protesta organizzata

Ed è saltata all’occhio anche la clamorosa iniziativa di raccolta firme contro la società, organizzata prima del match Milan-Udinese con tanto di banchetti, uno dei quali collocato vicino all’uscita della metropolitana, con slogan presenti anche sulla fanzine come “Basta divieti!”, “Per un calcio giusto e popolare”, “Stadi a misura del tifoso”, “No alle multiproprietà”, oltre alla precedente e “minacciosa” marcia a Milanello prima della trasferta di Napoli della settimana precedente.

Dalla curva alla politica: linguaggio radicalizzato

Quel che è certo è che siamo lontani dalla “stabilizzazione” ipotizzata qualche mese fa da alcuni organi di stampa, ma si va verso un indurimento, o quantomeno una radicalizzazione del linguaggio, con termini direttamente mutuati dalla narrazione politica.

In particolare, le headlines utilizzate per motivare il popolo della tifoseria a firmare contro la società rossonera sono state eloquenti:

“Per cercare di porre un freno a queste situazioni senza senso e purtroppo sempre più frequenti… passate a firmare prima della partita nei vari punti dedicati… Un piccolo contributo da parte di tutti è fondamentale per provare a cambiare le cose”, è stato pubblicato sulle storie Instagram dai Banditi.

La voce degli ultras: “È uno stillicidio”

Non si è fatto attendere il commento del Barone, alias Giancarlo Capelli, storico capo ultras milanista, interpellato da Klaus Davi prima del match con l’Udinese:

“Io penso che più di così non possiamo fare. Non capisco chi prende questi provvedimenti nei nostri confronti perché lo fa. Non ci hanno spiegato perché la linea è cambiata e ci continuano a vietare le trasferte. È uno stillicidio”.

Divieti, sicurezza e una guerra aperta

La domanda di chi vive la curva – come Klaus Davi – è se questi continui divieti (alcuni comunque pienamente giustificati da episodi gravi, come il petardo scagliato da un tifoso nerazzurro verso il portiere della Cremonese Emil Audero lo scorso 1° febbraio durante Cremonese-Inter) stiano effettivamente sortendo l’effetto sperato e se forse non sia il caso di mettere a punto una strategia diversa e più differenziata nei confronti di tali ambienti.

Di sicuro tra le curve ultras e le società calcistiche si è aperta una guerra che al momento ancora non si sa in quale direzione possa evolvere.

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