Nel pieno della bufera che investe il mondo arbitrale italiano, arriva una precisazione destinata a ridimensionare almeno in parte il raggio dell’inchiesta. Intervenuto a “Radio Anch’io Sport” su Rai Radio 1, l’avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo, ha chiarito che l’indagine penale riguarda esclusivamente due tesserati AIA.
“Non ci sono società sportive di Serie A, non ci sono dirigenti, non ci sono calciatori e allenatori. L’Inter, come tutte le altre società che potrebbero aver ricevuto vantaggi da questa ipotesi accusatoria, sotto il profilo sportivo sono assolutamente estranee”, ha dichiarato Grassani. Un passaggio netto, che delimita il campo e invita alla cautela: “Parlare di coinvolgimento o responsabilità di club di Serie A è assolutamente prematuro”.
Le ombre sul sistema arbitrale
Se il perimetro giudiziario appare circoscritto, resta però un quadro più ampio che solleva interrogativi. Secondo Grassani, i fatti emersi delineano criticità profonde nel funzionamento del sistema arbitrale. Il riferimento è alla squalifica di 13 mesi del presidente AIA Zappi e alle continue polemiche che accompagnano l’utilizzo del VAR, oltre ai dubbi su terzietà, indipendenza e autonomia della classe arbitrale. Un insieme di elementi che, pur non configurando responsabilità dirette dei club, contribuisce a mettere sotto pressione l’intero impianto regolatorio.
La procura sportiva accelera: Chinè chiede gli atti
Sul fronte sportivo, i tempi si annunciano più rapidi rispetto alla giustizia ordinaria. Grassani ha spiegato che il procuratore federale Giuseppe Chinè ha già acquisito gli atti dalla Procura di Milano nella giornata di sabato precedente alla trasmissione. “La procura sportiva, che ha tempi più celeri, valuterà attraverso atti d’indagine autonomi, con audizioni dei diretti interessati”, ha precisato.
Un dettaglio rilevante riguarda la posizione degli arbitri coinvolti: Rocchi e Gervasoni, in ambito sportivo, non possono avvalersi della facoltà di non rispondere e saranno quindi tenuti a collaborare pienamente. Secondo Grassani, è lecito attendersi “attività molto incisive a breve” per verificare la solidità delle ipotesi accusatorie.
l nodo del “concorso” e possibili nuovi sviluppi
La difesa di Rocchi ha definito l’inchiesta anomala, sottolineando l’assenza di altri soggetti formalmente coinvolti in un’ipotesi di concorso in frode sportiva.
Grassani non esclude questo scenario, anzi lo considera una dinamica frequente: “È un’ipotesi plausibile e ricorrente. Anche se al momento gli indagati sono due, il quadro potrebbe includere altri soggetti non ancora identificati“.
Un’apertura che lascia spazio a possibili evoluzioni dell’indagine, qualora emergessero nuovi elementi.
Il precedente Udinese-Parma può riaprirsi
Tra i temi affrontati anche quello della precedente archiviazione legata alla partita Udinese-Parma. Grassani ha chiarito che una decisione sportiva già chiusa non esclude una riapertura: “Nuovi elementi possono giustificare un nuovo procedimento, anche se in precedenza era stata sancita la non colpevolezza”.
Politica e commissariamento: ipotesi remota
Sul piano istituzionale, alcune voci politiche hanno invocato il commissariamento della Federcalcio. Una prospettiva che Grassani ridimensiona: “Sono reazioni emozionali e di pancia”.
Secondo il giurista, al massimo potrebbe essere presa in considerazione una misura sull’AIA, ma le condizioni attuali – con un presidente dimissionario e nuove elezioni in vista – non sembrano giustificare un intervento straordinario.
“Meno che mai dalla politica, che deve rispettare l’autonomia dell’ordinamento sportivo”, ha aggiunto, indicando nel CONI l’unico soggetto eventualmente competente, pur definendo questa eventualità “abbastanza improbabile”.
Un quadro in evoluzione
L’inchiesta resta dunque circoscritta nei nomi ma aperta negli sviluppi. Da un lato, l’assenza di coinvolgimenti diretti dei club di Serie A; dall’altro, un sistema arbitrale sotto osservazione e una giustizia sportiva pronta ad accelerare.Le prossime settimane saranno decisive per chiarire la portata delle accuse e verificare se l’indagine resterà limitata agli attuali indagati o si allargherà ad altri soggetti.






