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27 Aprile 2026
27 Aprile 2026
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‘Ndrangheta e voto di scambio a Badolato, la Dda di Catanzaro chiede condanne pesanti per 50 imputati (NOMI)

Al termine della requisitoria durata tre udienze il pm della distrettuale antimafia ha invocato 20 anni di reclusione per il boss di Guardavalle nell'ambito del processo Ostro-Amaranto

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Dopo tre udienze dedicate alla requisitoria del pubblico ministero della Dda di Catanzaro Debora Rizza, oggi è stato il giorno delle richieste per 50 imputati che hanno scelto il tiro abbreviato nell’ambito del processo “Ostro-Amaranto”, nato da un’inchiesta della Dda, che aveva portato il gip distrettuale a firmare 29 misure cautelari in un blitz che aveva decapitato i vertici dell’amministrazione di Badolato ritenuta dagli inquirenti asservita al volere di Antonio Paparo, l’imprenditore considerato espressione della cosca di Guardavalle.  Un’inchiesta che ruota intorno ad appalti pilotati, elezioni politiche decise a tavolino dalla ‘ndrangheta di Guardavalle, minacce e ritorsioni assicurate per chi avesse osato non pagare il pizzo, aziende messe in piedi dalla cosca attraverso prestanomi.

Un sodalizio criminale pronto a favorire la latitanza del boss Cosimo Damiano Gallace, garantendo vitto e alloggio in bunker, dotati di videosorveglianza, con tanto di allarme, nonché il trasporto per i suoi spostamenti e quello dei familiari. Un’organizzazione dedita alle estorsioni, ai furti, al traffico di droga e di armi, anche da guerra, provenienti da Serbia, Montenegro e altri Paesi. Il pm ha chiesto in aula condanne pesanti, che vanno dai 20 anni e un anno di reclusione, mentre una posizione è stata stralciata.

Le richieste di pena

La Dda davanti al gup Danila Gilda Romano ha invocato per Loredana Abate, di Isca sullo Ionio, 3 anni di reclusione; Antonio Afflitto, di Badolato, 3 anni di reclusione; Cesare Antonio Arcorace, di Aschaffenburg (Germania), 20 anni ;Maria Altamura, di Badolato, 3 anni; Francesco Aloi, di Guardavalle, 16 anni; Agazio Andreacchio, di Giaveno, 6 anni ; Cosimo Andreacchio, di Guardavalle, 2 anni, 8 mesi di reclusione e 4mila euro di multa;  Giuseppe Bava, di Anzio, 16 anni; Andrea Bressi, di Badolato, 10 anni; Antonio Bressi, di Davoli, 2 anni, 8 mesi e 4mila di multa;  Nicola Chiefari, di Bucine, 3 anni  4mila di multa; Ilario Comito, di Stilo, 6 anni;  Giuseppe Antonio Fiorenza, di Badolato, 4 anni e 6 mesi di reclusione; Giuseppe Foti, di Stefanaconi, 8 anni; Pasquale Franco, di Roma, 8 anni e 16mila euro di multa; Angelo Gagliardi, di Guardavalle, 18 anni; Bruno Gagliardi, di Guardavalle, 8 ani e 16mila euro di multa; Antonio Galati, di Guardavalle, 6 anni e 13mila euro di multa; Francesca Galati, di Guardavalle, 6 anni e 13mila euro di multa; Francesco Galati, alias fascista, di Guardavalle, 15 anni e 8mila euro di multa; Cosimo Damiano Gallace, di Guardavalle, 20 anni; Domenico Gallelli, di Badolato, 3 anni di reclusione; Domenico Geracitano, di Guardavalle, 2 anni, 8 mesi e 4mila di multa; Antonella Giannini, di Badolato, 10 anni di reclusione; Francesco Giorgi, di Bovalino, 6 anni di reclusione; Massimiliano Giorgio,di San Sostene, 3 anni e 5mila euro di multa; Fernando Grande, di Isca sullo Ionio, 3 anni; Gregorio Grande,di Isca sullo Ionio, 8 anni di rclusione; Saverio Grande, di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, 3 anni; Vincenzo Grupico, di Marina di Gioiosa Ionica, 6 anni e 13mila euro di multa; Ernesto Maria Menniti, di Badolato, 10 anni; Marco Ottaiano, di Rho, 1 anni, 4 mesi e mille euro di multa; Angelo Paparo, di Badolato, 8 anni; Antonio Paparo, di Isca sullo Ionio, 20 anni di reclusione; Gregorio Paparo, di Badolato, 8 anni; Nicola Paparo, di Badolato 8 anni; Pasquale Paparo, (33enne) di Badolato 6 anni; Pasquale Paparo, (27enne), di Badolato, 6 anni; Rosa Maria Paparo, di Isca sullo Ionio, 3 anni; Antonio Cosimo Perronace, di Guardavalle, 3 anni e 4 mila di multa; Ivano Piperissa, di Isca Marina, 14 anni; Giovanni Renda, di Santa Caterina dello Ionio 6 anni; Moreno Rocco Riitano, di Guardavalle, 11 anni; Giuseppe Riitano, di Guardavalle, 6 anni e 13mila euro; Carmela Russo, di Badolato 3 anni di reclusione; Cosimo Sorgiovanni, di Monasterace, 16 anni di reclusione; Antonio Ussia, di Guardavalle, 6 anni; Bruno Vitale, di Sedriano, 14 anni e 7 mesi; Domenico Vitale, (56enne), di Terricciola, 20 anni; Domenico Vitale, (49enne) di Guardavalle, 18 anni di reclusione. Stralciata la posizione di Maicol Paparo, di Badolato.

L’udiienza davanti al gup distrettuale proseguirà il 27 aprile con l’inizio delle arringhe difensive nel cui collegio compaiono i nomi di Salvatore Staiano, Vincenzo Cicino, Vincenzo Varano, Giuseppe Vatrano, Giuseppe Mussari, Alice Piperissa, Lucrezia Staiano, Livio Muscatiello, Mauro Ruga, Giuseppe Gervasi, Vincenzo Sorgiovanni, Giuseppe Germanò, Vincenzo Garruba, Vincenzo Maiolo Staiano, Sergio Callipari, Alessio Scala, Giuseppe Vetrano, Guido Maria Crea, Alfredo Arcorace, Valentina Romagnoli, Costanza Pedrotti, Teresa Ermocida, Sergio Rotundo, Riccardo Misaggi, Vincenzo Larocca, Domenico Pietragalla, Annamaria Domanico, Francesco Lojacono, Eleonora Ferrillo, Alessandro Bavaro, Natale Ferraiuolo.

Il filone dell’ordinario 

 Sono stati invece rinviati a giudizio sei imputati che hanno scelto di proseguire l’ordinaria udienza preliminare. Si Tratta dell’ex sindaco di Badolato Giuseppe Nicola Parretta, 69 anni;  Enrico Cacciotti, 40 anni, di Roma; Massimo Carè, 43 anni, di Guardavalle; Roberto Ferrara, 72 anni, di Roma; Domenico Gagliardi, 36 anni, di Guardavalle; Liberato Riitano, 31 anni, di Guardavalle;  di Badolato. Per loro è in corso l’udienza dibattimentale

Il dominio del boss anche dietro una cella 

Cosimo Damiano Gallace, avrebbe continuato a gestire le attività della cosca, anche dopo la emissione dell’ordine di carcerazione datata 25 novembre 2020, dettando le principali linee operative, dando disposizioni per intessere alleanze, per gestire il traffico internazionale di stupefacenti, pianificando le attività estorsive e d’intesa con Domenico Vitale, 56 anni, avrebbe dato disposizioni per il sostegno della detenzione in Brasile di Pasquino Vincenzo, oggi collaboratore di giustizia e dato ordini per curare la latitanza di Cosmo Leotta. Il suo braccio destro Domenico Vitale, 56 anni, avrebbe impartito gli ordini agli accoliti per la distribuzione di risorse finanziarie per il sostegno delle famiglie dei carcerati, concorrendo a curare la bacinella del clan, mentre il suo omonimo, di 46 anni, avrebbe provveduto  a sostenere la carcerazione di  Vincenzo Pasquino, coadiuvando il boss nel dirimere controversie quale quella occorsa. Ma partecipi della cosca per la Dda sarebbero anche Cesare Antonio Arcorace, Bruno Vitale, preposti al recupero crediti e a fornire documenti contraffatti per assicurare le latitanze degli accoliti, mentre Cosimo Sorgiovanni e Giuseppe Bava, avrebbero concorso nella procurata inosservanza della pena del boss e di  Cosmo Leotta.

Francesco Aloi e Angelo Gagliardi, avrebbero monitorato e segnalato la presenza a Guardavalle e territori limitrofi di auto, appartenenti alle Forze dell’ordine. L’imprenditore Antonio Paparo si sarebbe messo a disposizione della cosca favorendo la procurata inosservanza di pena del boss nell’impianto della Bad. E. Strass Srl, ad Isca sullo Ionio. Sarebbe stato proprio lui a curare gli interessi imprenditoriali della famiglia di ‘ndrangheta, ottemperando alle direttive di Cosimo Damiano Gallace, attraverso conversazioni riservate, ricorrendo a un criptofonino per l’esecuzione dei lavori appaltati da una società riconducibile allo stesso Antonio Paparo.

Voto di scambio

La Dda ha ricostruito il presunto scambio elettorale politico-mafioso in occasione delle elezioni comunali di Badolato dell’ottobre 2021. Secondo le ipotesi di accusa, Antonio Paparo, in concorso con Ernesto Maria Menniti, Bressi, Maicol Paparo, l’ex sindaco Giuseppe Nicola Parretta e gli ex assessori Fiorenza e Giannini, previo accordo tra di loro avrebbero organizzato riunioni in occasione delle elezioni amministrative del Comune di Badolato, indette per il 3 e il 4 ottobre 2021, per far vincere i loro prescelti: Giuseppe Nicola Parretta, sindaco con la lista “Vivi Badolato”, Ernesto Maria Menniti con la lista civetta  “Uniti per Badolato”, Antonella Giannini, Maicol Paparo e Andrea Bressi quali consiglieri comunali, avvalendosi della forza di intimidazione derivante dalla vicinanza al sodalizio mafioso dei Gallace.  

Nomine e incarichi

Giuseppe Nicola Parretta è stato poi eletto sindaco con la lista Vivi per Badolato con 1007 voti, mentre Ernesto Maria Menniti con la lista Uniti per Badolato ha ottenuto 86 preferenze, nominato assessore e vicesindaco. Micol Paparo, figlio di Antonio Paparo, è stato eletto consiglierecon il più alto numero di preferenze 170 voti ed è stato nominato assessore con delega in materia di Bilancio, Tributi, Attuazione programmatica, Sistemi informatici, mentre Andrea Bressi, candidato eletto alla carica di consigliere comunalenella lista Vivi Badolato è stato nominato assessore, così come Antonella Giannini malgrado i pochi voti ottenuti, 29 con la lista vincitrice, su imposizione di Paparo sarebbe stata nominata da Parretta assessore esterno con delega alla Scuola e alla Pubblica istruzione. Un terremoto giudiziario che ha fatto cadere il Comune di Badolato, nonostante la Cassazione abbia negato l’esistenza di un patto politico-mafioso.

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