La Prefettura di Vibo Valentia segna un punto di svolta nella gestione delle criticità lavorative locali con la firma di un Protocollo d’intesa volto a blindare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. L’accordo, promosso dal Prefetto Anna Aurora Colosimo, ha raccolto attorno allo stesso tavolo istituzioni, Forze dell’Ordine, enti ispettivi e parti sociali, formalizzando un fronte comune contro la piaga degli infortuni e l’insidia del lavoro sommerso. L’iniziativa è stata accolta con estremo favore dal vertice regionale della Cisal, che vede in questo atto il coronamento di un percorso di confronto avviato nei mesi scorsi.
“Salutiamo con grande apprezzamento la sottoscrizione, oggi in Prefettura, del Protocollo d’intesa per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e il contrasto al lavoro irregolare. È un atto di responsabilità collettiva che dà al territorio uno strumento concreto, condiviso e strutturato per affrontare due emergenze che camminano insieme: gli infortuni sul lavoro e il sommerso” ha dichiarato Vitaliano Papillo, Commissario Regionale CISAL Calabria e Segretario Provinciale CISAL Vibo Valentia, a margine della cerimonia di firma.
L’osservatorio provinciale come fulcro della prevenzione attiva
Il cuore pulsante dell’intesa è rappresentato dall’istituzione di un Osservatorio Provinciale sulla Sicurezza, un organismo permanente che si riunirà con cadenza trimestrale per analizzare i flussi di dati e coordinare gli interventi sul campo. Per la Cisal, questo tavolo tecnico rappresenta lo strumento necessario per superare la frammentazione degli interventi e garantire una regia unica. Papillo ha espresso un ringraziamento esplicito alla guida della Prefettura per la determinazione dimostrata nel trasformare le intenzioni in realtà operativa.
“Ringraziamo il Prefetto Colosimo per aver tenuto vivo, con metodo e determinazione, un percorso avviato lo scorso luglio e oggi finalmente cristallizzato in un’intesa operativa. La sua sensibilità istituzionale e l’attenzione che ha dedicato sin dal suo insediamento ai temi della legalità nel Vibonese trovano oggi un’ulteriore, concreta declinazione. La costituzione dell’Osservatorio Provinciale Sicurezza sul Lavoro presso la Prefettura rappresenta, a nostro avviso, il vero salto di qualità: un tavolo permanente, a cadenza trimestrale, dove istituzioni, enti di vigilanza, parti datoriali e sindacali potranno finalmente leggere insieme i dati, evitare sovrapposizioni e indirizzare le azioni dove servono davvero” ha sottolineato il dirigente sindacale.
La lotta alle zone grigie e la difesa delle imprese sane
L’analisi del sindacato si sposta poi sui comparti produttivi più fragili della provincia vibonese, dove il rischio di infiltrazioni del malaffare e di violazioni dei diritti fondamentali è storicamente più elevato. Dall’agroalimentare al turismo, passando per l’edilizia, il richiamo alla vigilanza è massimo. Secondo Papillo, colpire il lavoro irregolare non è solo un dovere morale verso i lavoratori, ma anche una forma di protezione per quel tessuto imprenditoriale onesto che subisce quotidianamente il dumping sociale causato da chi opera fuori dalle regole.
“Il Vibonese non può più permettersi zone grigie. Agroalimentare, edilizia, commercio, turismo e servizi sono i comparti dove più si annida il lavoro irregolare e, troppo spesso, lo sfruttamento. Parliamo di caporalato, di diritti negati, di salari da fame, di condizioni che umiliano la persona prima ancora del lavoratore. Combattere queste piaghe significa difendere chi lavora onestamente, ma anche le imprese sane che rispettano le regole e che dalla concorrenza sleale del sommerso vengono ogni giorno penalizzate” ha ribadito con fermezza il Commissario regionale.
Prevenire le tragedie attraverso lo studio dei quasi-infortuni
Uno dei punti più innovativi del protocollo riguarda il monitoraggio dei cosiddetti “near miss”, ovvero quegli incidenti sfiorati che, se analizzati correttamente, permettono di evitare futuri infortuni mortali. L’utilizzo di piattaforme tecnologiche avanzate come CONDIVIDO dell’INAIL sarà centrale in questa nuova strategia di prevenzione. La sicurezza, nell’ottica della Cisal, deve diventare una cultura diffusa capace di interpretare i segnali deboli prima che si trasformino in drammi irreparabili.
“Sono campanelli d’allarme che oggi restano quasi sempre invisibili. Censirli, analizzarli e usarli come leva di prevenzione, anche grazie alla piattaforma CONDIVIDO dell’INAIL, può salvare vite. La sicurezza non si misura solo quando accade la tragedia: si costruisce molto prima, nei segnali deboli che troppo spesso ignoriamo” ha spiegato Papillo, ribadendo come lavoro e dignità debbano procedere di pari passo nello sviluppo della regione.
“Lavoro sicuro e lavoro dignitoso sono le fondamenta di qualsiasi serio progetto di sviluppo per la Calabria. La CISAL c’è, con il suo patrimonio di esperienze e con la disponibilità a collaborare lealmente con la Prefettura, con gli enti ispettivi, con le associazioni datoriali e con le altre sigle sindacali. Da oggi abbiamo uno strumento in più: il nostro compito è farlo vivere, non lasciarlo sulla carta” ha concluso il segretario provinciale.







