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3 Maggio 2026
3 Maggio 2026
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Catanzaro, quartiere Aranceto sommerso dal degrado: “Fogne a cielo aperto e carcasse di veicoli, ora basta”

La Tazzina della Legalità e il comitato dei residenti diffidano Comune, Prefettura, Polizia locale e Arpacal: chiesto un intervento entro dieci giorni. Nel mirino il rimpallo di responsabilità tra Comune e Aterp

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A Catanzaro esplode di nuovo il caso Aranceto. L’associazione “La Tazzina della Legalità”, insieme al comitato spontaneo dei residenti, ha trasmesso una diffida formale alle autorità competenti per denunciare le condizioni del quartiere: veicoli abbandonati, carcasse di mezzi, possibili rifiuti speciali, gravi criticità igienico-sanitarie e una “vera e propria fogna a cielo aperto”.

Nel documento, indirizzato al Comune di Catanzaro, al sindaco, alla Polizia locale, alla Prefettura e ad Arpacal, viene chiesto un intervento urgente entro dieci giorni. In caso contrario, l’associazione annuncia il ricorso alle sedi competenti, ipotizzando anche profili legati all’omissione di atti d’ufficio.

Aranceto, il quartiere che chiede aiuto

Il quadro descritto nella diffida è pesante. Secondo quanto denunciato dal presidente dell’associazione, Sergio Gaglianese, nel quartiere sarebbero presenti “da tempo veicoli in evidente stato di abbandono, riconducibili alla categoria dei rifiuti speciali”. La situazione, si legge ancora, sarebbe “ulteriormente degenerata” anche per la presenza di un autocarro abbandonato. A questo si aggiungono “gravi criticità igienico-sanitarie”, tra cui una “vera e propria fogna a cielo aperto”. Per l’associazione e per i residenti non si tratta più soltanto di degrado urbano. È una questione di salute pubblica, sicurezza, ambiente e dignità.

Comune e Aterp, il nodo delle responsabilità

Uno dei passaggi centrali riguarda il rapporto tra Comune di Catanzaro e Aterp. Nella segnalazione si parla di un “continuo rimpallo di responsabilità” che avrebbe finora impedito qualsiasi soluzione efficace. Per questo la diffida chiede di chiarire formalmente le rispettive competenze e di mettere fine a una situazione che, secondo i residenti, si trascina da troppo tempo senza interventi risolutivi.

Nel documento viene ricordato che, nonostante “reiterate segnalazioni, diffide, articoli di stampa e l’interrogazione parlamentare presentata dalla senatrice Tilde Minasi”, non sarebbe stato adottato alcun intervento definitivo né fornito un riscontro adeguato.

“Lesa la dignità dei residenti”

Il passaggio politico e civile più duro è contenuto nel comunicato dell’associazione e del comitato. La situazione dell’Aranceto viene definita “non più tollerabile” perché “lede la dignità dei residenti e rappresenta un serio pericolo per la salute pubblica e la sicurezza del territorio”.

La denuncia tocca anche il tema dei tributi. Secondo i firmatari, è “oggettivamente inaccettabile” che i cittadini continuino a pagare regolarmente i tributi locali mentre nel quartiere non sarebbero garantiti servizi essenziali e condizioni minime di vivibilità.

La diffida: rimuovere i mezzi e ripristinare l’area

La richiesta alle istituzioni è netta: rimuovere con urgenza i veicoli abbandonati, provvedere al loro corretto smaltimento tramite filiera autorizzata, ripristinare le condizioni igienico-sanitarie dell’area e intervenire sulla problematica della fogna a cielo aperto. La Tazzina della Legalità chiede inoltre un riscontro scritto “entro e non oltre 10 giorni”. Un termine preciso, dopo il quale l’associazione e il comitato dei residenti annunciano nuove iniziative.

“Dalle parole ai fatti”

Il messaggio finale è rivolto direttamente alle istituzioni. In assenza di risposte “tempestive e concrete”, l’associazione annuncia che procederà “senza ulteriore indugio nelle sedi competenti”, anche con una denuncia nei confronti del sindaco per eventuali responsabilità connesse all’omissione di atti d’ufficio. “L’attenzione ora è rivolta alle istituzioni”, scrivono dall’associazione e dal comitato. “È il momento di passare dalle parole ai fatti”.

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