Un documento di sessanta pagine pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria il 5 maggio 2026 (il numero 91 della serie) che in pochi leggeranno. Si chiama “Relazione sulla Gestione dell’Esercizio Finanziario 2025 del Consiglio regionale della Calabria”, ed è il rendiconto ufficiale di come l’assemblea legislativa regionale ha speso il denaro pubblico nell’anno appena trascorso. Settantacinque milioni e centottantottomila euro: questa, al netto delle partite di giro, è la spesa complessiva impegnata. Una cifra che racconta molto — forse tutto — di come funziona il potere in Calabria.
Il grande capitolo: gli organi istituzionali
La voce più rilevante dell’intero bilancio è il Programma 1 “Organi istituzionali“, che da solo assorbe pagamenti in conto competenza per 33.668.934,45 euro nel 2025, su impegni totali che raggiungono i 35 milioni e 27mila euro. Qui confluisce tutto ciò che riguarda direttamente la politica: le indennità dei consiglieri e degli assessori regionali, i servizi assicurativi dei rappresentanti eletti, l’Irap sui compensi istituzionali, i vitalizi e le reversibilità — l’istituto che, nonostante le riforme nazionali, continua a pesare sui bilanci regionali — e i contributi per il funzionamento dei gruppi consiliari, comprensivi del personale assunto dagli stessi gruppi.
La tabella delle indennità vigenti è ancorata alla legge regionale 10 gennaio 2013 n. 1, approvata in attuazione del decreto Salva-Roma. Il Presidente della Regione e il Presidente del Consiglio regionale percepiscono un’indennità lorda complessiva — somma di indennità di carica, di funzione e rimborso spese di mandato — pari a 13.800 euro al mese. I vicepresidenti, assessori si fermano a 13.100 euro, i presidenti di commissione e di gruppo a 12.600 euro, il consigliere regionale base a 11.100 euro mensili lordi. A questi importi si aggiungono, tra le voci del Programma 1, le spese di rappresentanza, quelle per manifestazioni e convegni, e i costi del personale assegnato alle segreterie politiche.
Due legislature in un solo anno: il doppio binario dei gruppi consiliari
Il 2025 è stato un anno di transizione istituzionale eccezionale. Le elezioni regionali del 5-6 ottobre hanno portato alla nascita della XIII legislatura, con la prima seduta dell’11 novembre 2025. Questo ha significato, in termini contabili, che il Consiglio regionale ha finanziato i gruppi consiliari di due legislature diverse nel medesimo esercizio finanziario.
Per la XII legislatura, dal 1° gennaio fino al 31 ottobre 2025 — data di conclusione formale del mandato — la spesa complessiva per funzionamento e personale dei gruppi ha raggiunto 1.357.090,25 euro. Il gruppo di Forza Italia, che esprimeva il partito di maggioranza relativa, è stato di gran lunga il più costoso: 306.444,25 euro, di cui 264.574,45 euro soltanto per il personale assunto dal gruppo e 41.869,80 euro per il funzionamento. Seguono il Partito Democratico con 262.666,50 euro e i due gruppi di Fratelli d’Italia e Lega Salvini Calabria — sostanzialmente allineati — con rispettivamente 218.868,75 e 218.888,75 euro ciascuno. I gruppi minori, con un solo consigliere iscritto, come Movimento 5 Stelle, Coraggio Italia e De Magistris Presidente, si attestano ciascuno a 43.777,75 euro. Il documento specifica che le spese di funzionamento non utilizzate entro il 31 ottobre sono state restituite al Consiglio regionale, mentre le spese di personale non erogate alla stessa data sono state disimpegnate in sede di riaccertamento dei residui.
Una novità di rilievo riguarda il cambio normativo introdotto dalla legge regionale n. 19 del 4 aprile 2025: essa ha abrogato il primo comma dell’articolo 4 della legge regionale n. 13 del 2002, eliminando per i gruppi della nuova XIII legislatura il diritto al riconoscimento delle spese di funzionamento. Da qui in poi, ai gruppi consiliari spetta soltanto il rimborso per il personale. Lo si vede concretamente nei dati della XIII legislatura: per il breve periodo dal 12 novembre al 31 dicembre 2025 — meno di due mesi — la spesa complessiva per i dieci gruppi del nuovo Consiglio ammonta a 191.375,52 euro, interamente imputata alla voce personale. Forza Italia guida anche qui la graduatoria con 49.387,23 euro, seguita da Fratelli d’Italia e Occhiuto Presidente con 24.693,62 euro ciascuno, e da Lega Salvini Calabria e Tridico Presidente con 18.520,21 euro a testa.
La galassia dei garanti e delle commissioni
Accanto alla struttura politica centrale, il Consiglio regionale finanzia una costellazione di organismi autonomi, commissioni e figure di garanzia, i cui costi nel 2025 sono documentati con precisione dalla relazione. Si tratta di una architettura istituzionale articolata che, sommate tutte le voci, comporta oneri tutt’altro che trascurabili.
La Commissione Regionale Pari Opportunità fra uomo e donna, nominata nel dicembre 2022, ha prodotto una spesa complessiva — indennità di funzione e rimborsi missioni — di 106.316,39 euro nel 2025.
Il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, nominato nel dicembre 2023, è costato 35.364,00 euro: 15.300 euro per l’indennità e 20.064 euro per il funzionamento dell’ufficio. Identica struttura di costo per il Garante regionale per la tutela delle vittime di reato, anch’egli nominato nel dicembre 2023: altri 35.364,00 euro tra indennità e funzionamento.
Il Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale — nominato con delibera n. 350 del 21 gennaio 2025, dunque in pieno anno di rendiconto — è costato 31.524,50 euro: 13.132,50 di indennità e 18.392 euro per l’ufficio.
Il Comitato regionale per le Comunicazioni nel 2025 ha assorbito 85.680,00 euro ma va tuttavia precisato che il Corecom svolge funzioni delegate dall’Autorità Garante delle Comunicazioni: nel 2025 sono state riscosse a questo titolo risorse per 135.477,61 euro, che finanziano in buona parte tutta la struttura.
Il Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza ha generato costi per 64.025,00 euro (14.025 di indennità e 50.000 di funzionamento). Il suo mandato, però, si è formalmente concluso il 31 ottobre 2025 con la fine della XII legislatura. Stesso destino per il Difensore civico, la cui indennità per il 2025 ammonta a 14.025,00 euro: anch’egli decaduto il 31 ottobre.
Una nota particolare riguarda il Garante regionale della salute: la sua spesa 2025 è di 45.920,00 euro tra indennità e funzionamento dell’ufficio, ma il documento certifica che il Garante — nominato nel dicembre 2022 — si è dimesso il 25 agosto 2025.
A questi si aggiungono i compensi del Collegio dei Revisori dei Conti, pari a 147.781,06 euro (comprensivi di oneri fiscali, contributi previdenziali e rimborsi missioni), e quelli dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV), per 62.348,88 euro. I compensi dei consulenti del Consiglio regionale, inquadrati ai sensi degli articoli 11 e delle leggi regionali n. 8 e n. 13 del 1996, ammontano a 204.787,62 euro.
Il personale: ventidue milioni per la macchina burocratica
La spesa per il personale dipendente del Consiglio regionale raggiunge nel 2025 i 22.386.490,12 euro. Rispetto alla media del triennio 2011-2013, che era di 34.420.818,01 euro, si registra una riduzione significativa. Nel 2025 si sono registrate dieci cessazioni dal servizio per collocamento a riposo — due dirigenti, cinque istruttori, due operatori esperti — più una dimissione volontaria con diritto alla conservazione del posto da parte di un istruttore. Il risparmio atteso a regime da queste uscite è quantificato in 256.255,43 euro annui. In entrata, sono stati assunti tre funzionari nel corso dell’anno.
La voce dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa, che nel 2009 pesava per 7.843.995 euro, si è ridotta a 3.609.003,91 euro, mentre il personale a tempo determinato è costato 215.720,75 euro. Il totale complessivo delle forme di lavoro flessibile e parasubordinato si attesta a 3.824.724,66 euro.
Il trattamento accessorio del personale dirigenziale — dieci unità — ha raggiunto 1.289.483,24 euro, quello del personale non dirigenziale 2.795.548,55 euro. La spesa per il personale appartenente alle categorie protette è risultata di 729.761,83 euro.
Il bilancio chiude in avanzo: ma non tutti i soldi sono liberi
L’esercizio 2025 si chiude con un avanzo di amministrazione di 27.156.486,67 euro, che a prima vista appare un risultato lusinghiero. La realtà, però, è più articolata. Di questo avanzo, 4.827.783,37 euro sono accantonati per far fronte a rischi: 1.586.892,93 euro nel fondo contenzioso (il Consiglio ha 33 cause pendenti alla data del 16 aprile 2026), 1.002.496,80 euro nel fondo passività potenziali, 2.169.098,67 euro nel fondo rinnovi contrattuali per coprire gli arretrati degli anni 2022-2025.
Altri 11.737.830,89 euro sono vincolati per legge o per trasferimenti con destinazione specifica. Di questi, ben 7.386.310,71 euro derivano dai risparmi dei Piani di riqualificazione della spesa degli esercizi 2016-2021, mantenuti vincolati per ragioni prudenziali — in attesa del decorso dei termini prescrizionali al 2027. Altri 1.266.573,79 euro derivano dal cosiddetto Decreto SalvaRoma, le somme recuperate dai fondi per la contrattazione decentrata negli anni 2014-2018.
La quota destinata agli investimenti vale 1.372.221,76 euro, mentre quella libera — la sola effettivamente disponibile — si riduce a 9.218.650,65 euro, destinata prioritariamente alla salvaguardia degli equilibri di bilancio.
La relazione ricorda inoltre che il Consiglio regionale sta ancora ripianando il disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario dei residui al 1° gennaio 2015, pari originariamente a 2.477.364,29 euro. Al 31 dicembre 2025, il debito residuo da ripianare ammonta ancora a 1.231.610,48 euro, che sarà estinto a rate annuali di 64.821,61 euro fino al 2044.
La società in house e i tempi di pagamento
Il Consiglio regionale è socio unico della Portanova S.p.A., società in house cui ha trasferito nel 2025 1.354.893,39 euro per il finanziamento delle attività. La società, con cui si registra un debito certificato del Consiglio di 175.906,23 euro al 31 dicembre 2025, gestisce servizi istituzionali per l’assemblea regionale. La revisione ordinaria delle partecipazioni ha confermato il mantenimento della quota.
Sul fronte dei pagamenti, il Consiglio regionale dichiara di aver pagato il 70% circa delle fatture entro i termini (30 giorni dal ricevimento). Su 754 fatture ricevute nel 2025, 531 sono state pagate nei termini e 223 oltre la scadenza. L’indicatore di tempestività dei pagamenti risulta tuttavia negativo (-7,86), il che significa — in gergo contabile — che mediamente le fatture sono state saldate prima della scadenza, nonostante quasi un terzo dei pagamenti risulti tardivo.







