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12 Maggio 2026
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Turismo in Calabria, la sfida di Pignataro: “Non bastano più le fiere, servono eventi internazionali sul territorio”

Dal modello Puglia-Campania alla proposta di una BMT Calabria e di “Incoming Calabria”: “Buyer e tour operator devono vivere la regione, dai borghi dell’Aspromonte alle coste. Così si crea vero sviluppo turistico”

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“Sono anni che partecipare soltanto alle fiere nazionali o internazionali del settore turismo non basta più – dichiara il promoter turistico Giulio Pignataro, esperto di risorse territoriali, speaker radiofonico del format “Venti di Vini” e profondo conoscitore dei territori della Calabria”.

“Non basta la presenza alle fiere turistiche

Pignataro aggiunge: “Oggi non basta essere presenti alle fiere turistiche. Secondo me bisogna investire anche in eventi fieristici organizzati direttamente sul territorio, seguendo l’esempio della Regione Puglia e della Regione Campania, entrambe impegnate nell’organizzazione di importanti fiere dedicate all’incoming turistico. La Regione Puglia organizza ogni anno la BMT Puglia, cioè la “Borsa Mediterranea del Turismo”, e “Incoming Puglia”. Io vi ho partecipato e posso assicurare che queste manifestazioni creano rapporti concreti tra buyer e stakeholder italiani e stranieri. Grazie a queste due fiere specializzate sull’incoming, la Puglia ha vissuto negli ultimi cinque anni (2021-2026) una crescita turistica straordinaria, trasformandosi da meta balneare stagionale a destinazione internazionale di primo piano. La regione ha consolidato il proprio brand attraverso una presenza strategica nelle grandi fiere di settore – dalla BIT di Milano al TTG di Rimini fino alle fiere internazionali – aumentando le presenze turistiche anche grazie alla BMT Puglia e a Incoming Puglia. Pignataro, inoltre, snocciola alcuni dati significativi relativi alla crescita pugliese nel periodo 2021-2026: “Nel 2025 sono stati superati i 22 milioni di presenze e i 6,7 milioni di arrivi, con un trend positivo confermato anche nel 2026; il turismo straniero è cresciuto in modo esponenziale, con un incremento superiore al 25% rispetto agli anni precedenti, trainato soprattutto dai mercati di Francia, Germania, Stati Uniti e Polonia; il valore aggiunto del turismo in Puglia ha raggiunto i 10,9 miliardi di euro, incidendo per oltre il 15% sul PIL regionale. Importante anche il fenomeno della destagionalizzazione: la promozione ha portato turisti in Puglia non solo nei mesi estivi, ma anche in primavera e in autunno”.

L’esempio della Puglia

Dice ancora il promoter: “Fondamentale è stato il ruolo delle fiere turistiche. La presenza della Regione Puglia, spesso in collaborazione con “Puglia Promozione”, in eventi come la BIT di Milano ha consentito: il consolidamento del brand Puglia, grazie al claim “Tutta la Puglia che c’è” e a una narrazione basata su autenticità, enogastronomia e “slow life”; lo sviluppo del B2B e dell’internazionalizzazione, trasformando le fiere nel luogo ideale per incontrare buyer internazionali e promuovere la Puglia non solo come destinazione balneare, ma anche culturale, matrimoniale e legata al turismo lento. Anche la Regione Campania, negli ultimi cinque anni (2021-2026), ha registrato una crescita turistica eccezionale, trainata da una forte promozione strategica in ambito fieristico, come la BMT – Borsa Mediterranea del Turismo di Napoli – e da un boom del turismo internazionale. Tra il 2022 e il 2025 la Campania ha registrato un aumento complessivo dei flussi turistici di circa l’87%. Solo nel 2025 Napoli ha superato i 20 milioni di presenze, con un incremento del 45% rispetto al 2024. Anche il comparto “Alberghi e Ristoranti” ha segnato nel 2025 un incremento del fatturato del 39,7% rispetto al 2019, raggiungendo gli 8,2 miliardi di euro. La BMT, giunta alla sua 29ª edizione nel marzo 2026, si conferma l’hub centrale per incontrare buyer internazionali e operatori del settore, fondamentale per la destagionalizzazione e per la promozione del brand “Campania”. Nel solo mese di aprile 2026 si stima un aumento del 10-15% rispetto al 2025, con il turismo internazionale che supera il 55% del totale. Ecco perché condivido la proposta della BIT itinerante in Calabria, lanciata da Calabria 7 e sostenuta anche da alcuni parlamentari, tra cui l’On. Loizzo. Ma aggiungo che proporrei altre due fiere: la BMT Calabria – Borsa Mediterranea del Turismo in Calabria – e una manifestazione specifica dedicata al luxurytourism con “Incoming Calabria”.

Non solo la grande bellezza della Calabria

Pignataro evidenzia: “In passato la Regione Calabria organizzò un importante forum sul turismo a Reggio Calabria. Parteciparono anche operatori tedeschi: il grande evento con circa 800-1000 operatori turistici della DeutscherReiseVerband (DRV) si svolse dal 10 al 14 ottobre 2018 tra Reggio Calabria e Scilla, ottenendo un ottimo riscontro negli anni successivi in termini di flussi turistici provenienti dalla Germania. Oggi non dobbiamo limitarci a raccontare la Calabria, ma dobbiamo permettere agli operatori di toccarla con mano. Il cambio di paradigma è tutto qui: smettere soltanto di raccontare e iniziare a far vivere concretamente la grande bellezza della Calabria. Secondo Giulio Pignataro, promoter turistico ed esperto in marketing territoriale, non basta partecipare alle grandi fiere con stand e brochure – dalla BIT di Milano al TTG di Rimini, fino agli eventi internazionali come FITUR di Madrid, il Salone Internazionale Svizzero delle Vacanze di Lugano, la Ferien Messe Wien, l’ITB di Berlino, la F.re.e di Monaco e il World Travel Market di Londra. Queste fiere sono fondamentali e importantissime, ma serve qualcosa in più: portare tour operator italiani e stranieri direttamente sul territorio, da nord a sud della Calabria, dai parchi nazionali del Pollino e della Sila fino alle Serre e all’Aspromonte, dalla costa ionica a quella tirrenica, valorizzando soprattutto i borghi interni. Negli ultimi anni in Italia si è registrata una forte crescita del turismo slow, del turismo esperienziale, del cicloturismo, del turismo naturalistico e dell’enoturismo. Per questo motivo bisognerebbe investire in una nuova visione della promozione della Calabria, coinvolgendo maggiormente le università, i blogger calabresi, le guide turistiche abilitate, i tour leader e le associazioni di categoria”.

Investire negli educational tour

“Un’altra idea – fa sapere Pignataro – potrebbe essere quella di investire maggiormente negli educational tour e sostenere i piccoli tour operator che fanno incoming in Calabria, favorendo anche la nascita di nuove agenzie di viaggio specializzate nel turismo delle radici e del ritorno, attraverso fondi regionali destinati ad aumentare i flussi turistici. La Regione Campania e la Regione Puglia hanno dimostrato, negli ultimi anni, che una strategia mirata può produrre una grande crescita d’immagine e di nuovi flussi turistici. La Puglia, in particolare, è passata dal decimo posto di quindici anni fa fino a diventare una delle prime regioni italiane per presenze turistiche nel 2025. Mi piacerebbe inoltre vedere, nei desk della Calabria alle fiere internazionali, non soltanto belle ragazze, ma anche guide turistiche abilitate, preparate in italiano, inglese, francese e tedesco, capaci di raccontare davvero la storia, la geografia e le eccellenze della nostra regione. Un esempio importante di quanto la Regione Calabria abbia saputo fare negli ultimi anni riguarda il settore agroalimentare, con eventi organizzati in partnership come “Vinitaly and the City” a Sibari, il “Merano Wine Festival” a Cirò e il “SOL & THE CITY SUD” di Catanzaro. Manifestazioni che hanno ottenuto un grande successo di pubblico, di critica e d’immagine, contribuendo al rafforzamento del brand “Calabria Straordinaria”. Questi eventi hanno generato importanti flussi di partecipanti, addetti ai lavori e turisti, creando un’economia circolare nei territori ospitanti e attirando professionisti del settore agroalimentare provenienti da tutto il mondo”.

Il ruolo della politica

“Sono convinto – conclude Giulio Pignataro – che investire anche nell’immobiliare e nella rigenerazione dei borghi possa contribuire a invertire la rotta dello spopolamento dei piccoli centri calabresi. Il futuro dipenderà dalle politiche che la Regione Calabria deciderà di adottare. Per questo dobbiamo fare di più per aumentare i flussi turistici verso la Calabria e superare il record di 9 milioni e 200 mila turisti presentato dalla Regione Calabria alla BIT di Milano nel 2019. Negli ultimi cinque anni siamo cresciuti, ma possiamo e dobbiamo fare ancora di più”.

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