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16 Maggio 2026
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Zavettieri scuote la Calabria: “Reggio già segnata, ma il vero rischio è una politica senza visione”

L’ex parlamentare socialista legge il voto amministrativo e il congresso di Forza Italia come uno spartiacque per la regione: “Il centrodestra può vincere, ma senza sviluppo, giovani e Mediterraneo la regione resterà ai margini”

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Dalle amministrative di Reggio, Crotone, Palmi, Castrovillari e San Giovanni in Fiore al congresso regionale di Forza Italia a Lamezia Terme, la Calabria si gioca un turno elettorale che dice molto sugli equilibri regionali e nazionali. Ne parliamo con Saverio Zavettieri, già parlamentare , amministratore regionale e storico  dirigente  socialista. Un punto di vista, il suo, che analizza senza sconti lo stato della politica calabrese: dal testa a testa a Reggio tra il centrodestra di Cannizzaro e un centrosinistra in difficoltà, al peso del recente referendum sui rapporti tra politica e magistratura, fino alla richiesta a Forza Italia di parlare di sviluppo, spopolamento ed economia del mare più che di equilibri interni. Un quadro lucido su una regione che, ricorda Zavettieri, deve aprirsi al mondo e uscire dal ruolo di centro marginale sulla punta dello Stivale.

Onorevole Zavettieri, il prossimo turno elettorale amministrativo offre, offre spunti assai interessanti, a partire dalle contese calabresi di Reggio, Crotone, Palmi, Castrovillari e San Giovanni in Fiore. Si può, per questo, parlare di test politico dalla valenza regionale?

“Ogni elezione e’ un capitolo a sè e quelle amministrative, salvo in qualche periodo storico di svolta, non hanno generato linee di tendenza nazionale e questa tornata non credo faccia eccezione. In Calabria pur andando al voto Comuni importanti si prevede un po’ piu’ di cdx e un po’ meno di csx che amministrava tutti i maggiori Comuni che non credo possa confermare. Il voto amministrativo dipende da tanti fattori locali ,specie in una Regione dove generalmente i partiti non hanno strutture consolidate e stabili, se si escludono le due maggiori forze calabresi tra l’altro alternative, Pd e Fi, che per ragioni diverse hanno insediamenti e gruppi dirigenti riconoscibili, vedi Roberto Occhiuto, Presidente della Regione e leader azzurro, e Nicola Irto, senatore e segretario dem regionale,  in continuita’ con quelli affermatisi nel corso della II Repubblica. Meno di due mesi fa c’è stato il voto al referendum che sembrava dovesse ridisegnare i rapporti di forza tra gli schieramenti ma cosi non fu,  trattandosi di voto politico a difesa della costituzione come si e’ inteso raccontare, ma di voto umorale e contraddittorio in una regione che porta i segni piu’ marcati della malagiustizia”.

A Reggio Calabria il centrosinistra rischia grosso contro un Cannizzaro che, al netto di un certo folklore oratorio, è riuscito a compattare tutto il centrodestra, tirandosi dentro pure un certo Peppe Scopelliti. Come la vede?

“Da  Reggio non mi aspetto sorprese e considero il risultato scontato per il candidato del cdx fin dal 1′ turno, salvo sorprese molto improbabili del polo civico, che  non credo possa drenare molti voti dal cdx. Il csx con le primarie ha preso il meglio delle risorse messe a disposizione del Pd, ponendosi in linea di continuita’ con la gestione leaderistica del sindaco uscente , non avendo a disposizione una figura  che fa sognare, bensì un amministratore normale rimasto in ombra per lungo tempo e non accreditato dello slancio necessario per andare al di la’ del suo predecessore. Se si guarda alle liste di sostegno, il cdx ha presentato il doppio di quelle del csx che e’ rimasto abbastanza al disotto di quelle della tornata precedente. Quanto a Scopelliti, non c’e’ dubbio che si tratti di un valore aggiunto specie per un candidato che si pone come uomo solo al comando e che si trova al suo seguito il maggiore protagonista nonche’ leader indiscusso della politica reggina per tutto il quindicennio ante Falcomata’. Il problema del cdx nascerà il giorno dopo: con che squadra governare senza una forte e coesa cabina di regia una realtà capoluogo complessa e a tante facce come quella reggina , senza trascurare i problemi della Citta’ Metropolitana che sono rimasti in ombra lungo il corso della gestione precedente, oltre che nei programmi attuali ma che torneranno prepotentemente alla ribalta se Reggio vuole diventare Citta’ importante del Mediterraneo, obbiettivo raggiungibile solo se mette in campo le due grandi risorse di cui dispone ai suoi lati: il porto di Gioia Tauro e gli itinerari culturali della Jonica da Reggio a Monasterace. La città dello Stretto, per come mi piace pensare, non ha altra scelta, se non quella di aprirsi alla Calabria e al mondo, uscendo dal guscio di centro marginale assiso sulla punta dell’ italico stivale”.

L’alleanza di governo, secondo lei, cosa dovrebbe imparare dalla recente sconfitta referendaria, e cosa invece dovrebbe imparare l’area progressista che il referendum lo ha vinto?

“Sul referendum dovrebbero riflettere i cittadini piu’ che gli schieramenti politici, i quali  non sono stati i veri protagonisti del confronto referendario avendo svolto un ruolo di supporto alla magistratura e all’avvocatura, i veri contendenti. Se una riflessione deve fare la politica e’ come esce da questo risultato, se piu’ forte o piu’ debole o addirittura abdicando del tutto al proprio ruolo. Il csx e’ andato a rimorchio della magistratura mettendo in luce il doppio filo che lo lega come alleato strategico, quasi si trattasse di un  altro partito politico, mentre il cdx ha evidenziato tutti i suoi complessi dinanzi al potere giudiziario derivanti dall’assenza di cultura garantista tipica di questo schieramento che si e’ nascosto dietro slogan altrui senza mobilitare il proprio elettorato rimasto largamente a casa, come dimostrano i risultati delle Regioni meridionali con in testa Sicilia, Campania e Calabria. Ancora una volta tra la magistratura e la politica ha vinto la magistratura che pur con tutti i suoi errori ed i casi di mala giustizia rimane una istituzione meno screditata di quella politica, cosa che mi indigna molto per i danni che si riflettono sulle stesse istituzioni e sul Paese”.

Questo fine settimana, Forza Italia celebra il suo congresso regionale a Lamezia Terme. Cosa potrà cambiare realisticamente nel partito guida della Cittadella: l’asse Occhiuto-Cannizzaro sopravviverà alle amministrative reggine e alla prossima campagna per le elezioni nazionali ?

“Quando si celebra un congresso  e’ sempre un fatto positivo specie se si tratta del partito guida  di una Regione come la Calabria che ha fatto e continua a fare indigestione di commissariamenti di ogni genere. Mi aspetto che parlino del futuro della Calabria, di come pensa F.I. ad impiegare la fiducia ricevuta alle scorse regionali, di programmi di sviluppo e di crescita, di come contrastare l’abnorme spopolamento e la fuga dei giovani e, ancora, di come riattivare una politica industriale senza la quale questa terra  non puo’ competere con le altre, ne’ creare posti di lavoro stabili e dignitosi. Bisognerebbe porsi il problema  di come si recuperi l’economia del mare sparita pur con gli 800 km di coste e di spiagge spoglie di strutture, infrastrutture, porti e insediamenti turistici attrattivi, di come in sostanza si riaccende la fiducia venuta meno nelle risorse e nelle possibilità di sviluppo. Mi interessano di meno gli equilibri interni, i rapporti ed i posizionamenti reciproci e molto di piu’ la voce e il peso della Regione sul piano nazionale nei confronti del Governo e degli Enti Nazionali (Ferrovie, Anas, Enti ed Agenzie di Stato etc) che una classe dirigente ha il dovere di esprimere nell’interesse del popolo che rappresenta. In tal senso uno, due, tre o piu’ personalita’ sono meglio di uno, ma a condizione che sappiano fare  squadra e sistema, acquisendo maggiore autonomia ed autorevolezza, altrimenti finiscono pedine di giochi altrui”.

Come vede il futuro del centrosinistra calabrese?

“Non ho titolo per indicare un percorso, ma appare chiaro che la coalizione ha un lungo percorso di lavoro davanti a sé, che inevitabilmente si intreccia con le dinamiche nazionali. Tuttavia, l’area di centrosinistra a me sembra ancora priva di un leader di coalizione forte, riconosciuto, se e’ vero che ancora parla Tridico da Bruxelles, pur avendo egli lasciato il posto in Consiglio Regionale e dopo quanto successo a Cosenza per il rinnovo della Provincia e si profila per le elezioni al Comune. Che dire: c’e’ poco da scommettere e sperare, anche se mi auguro di sbagliare, pena l’ulteriore scadimento del sistema democratico nella nostra Regione”.

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