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21 Maggio 2026
21 Maggio 2026
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La scuola di Vibo Valentia si ribella al racket, il 22 maggio una voce unica contro la ’ndrangheta

In vista dell’anniversario della strage di Capaci, istituti di ogni ordine e grado scendono in campo per riaffermare i valori di legalità, dignità e libertà, lanciando un segnale corale contro la cultura dell’intimidazione

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Di fronte ai ripetuti atti di violenza e intimidazione che hanno ferito il tessuto sociale ed economico del territorio vibonese, il mondo della scuola ha deciso di rompere il silenzio. “Contro la prepotenza criminale e il rischio di una rassegnazione silenziosa”, la comunità scolastica ha scelto di schierarsi apertamente, accogliendo con determinazione l’appello lanciato dal Coordinamento Provinciale di Libera Vibo Valentia.
L’obiettivo è chiaro: fare sentire la propria voce per riaffermare con forza i valori imprescindibili della legalità, della dignità e della libertà.

La scuola come baluardo della coscienza civile

L’iniziativa, promossa dal Coordinamento Provinciale di Libera Vibo Valentia, nasce dalla consapevolezza che le aule non siano solo luoghi di sapere, ma “il vero baluardo della coscienza civile delle nuove generazioni, il laboratorio in cui si coltiva il coraggio di scegliere da che parte stare”.
Un impegno che si fa ancora più sentito alla luce dell’attenzione costante che le istituzioni scolastiche territoriali dedicano quotidianamente alla formazione civica dei propri studenti.

Consumo critico contro la cultura del ricatto

Abbracciando la campagna regionale di Libera Calabria, dedicata al consumo critico e al sostegno dell’impresa sana, gli istituti vibonesi invieranno un messaggio inequivocabile contro la cultura del ricatto.
La data scelta non è casuale: questa mobilitazione assume un profondo valore simbolico, posizionandosi alla vigilia del 23 maggio, anniversario della strage di Capaci. “La giornata assume un profondo valore civile”, sottolineano gli organizzatori, rendendo omaggio alla memoria di chi ha sacrificato la vita per la giustizia.

Una cultura più forte della paura

Con questa iniziativa, gli studenti e i docenti dimostrano concretamente come la cultura possa essere un’arma più potente della paura.
“L’obiettivo è stimolare una riflessione profonda sul valore etico delle nostre scelte quotidiane”, spiegano i promotori, ribadendo che l’economia del territorio deve basarsi esclusivamente sulla trasparenza, sul merito e sul diritto inviolabile di fare impresa liberamente. In un territorio che chiede riscatto, la scuola risponde compatta: “La scuola c’è, unita e senza paura”.

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