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1 Maggio 2026
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Consiglio comunale Catanzaro, prove tecniche di “accorduni”: acceso botta e risposta in Aula | Calabria7

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di Danilo Colacino – Sembrava un consiglio comunale di routine, quello odierno a Catanzaro. E invece non sono mancate le solite schermaglie fra esponenti dei diversi schieramenti. In attesa di tornare in Aula già lunedì prossimo con l’attesissima seduta aperta sulla Facoltà di Medicina dell’Umg, in via di apertura anche all’Unical. Ad accendere la miccia, al solito, la discussione sui punti all’ordine del giorno, peraltro oggi implementati da quello aggiuntivo sull’elezione del presidente del Collegio dei Revisori di Palazzo De Nobili dopo la morte di Franco Lacava. A succedere nell’incarico, da oggi, sarà Caterina Caputo,  in virtù di addirittura 22 preferenze, a fronte di una per la sua collega ed ex assessore esterna abramiana Rosamaria Petitto, 6 schede bianche e due nulle. Le altre pratiche erano invece relative all’acquisizione di porzioni di strada a uso commerciale denominata via Salerno, collegante il cimitero di Lido con la Statale 180 (approvata con 22 ‘pareri’ favorevoli); alla proroga del servizio per il 2023 tra l’amministrazione comunale e l’Amc per il trasporto pubblico locale (17 sì); a 20 delibere sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio (passate a maggioranza) e, infine, all’istanza sull’emergenza alluvionale del 3 e 4 dicembre scorsi (a lungo discussa).

Il dietrofront di Azione: nessun gruppo in Consiglio

Comunque sia, i lavori si sono aperti con tre importanti comunicazioni del presidente dello stesso civico consesso Gianmichele Bosco. Il riferimento è, in primis, alla marcia indietro operata rispetto alla costituzione nell’assise del gruppo Azione-Italia Viva su iniziativa dei membri Valerio Donato (messo a capo dagli altri due membri), Gianni Parisi e Stefano Veraldi, che avrebbero dovuto farne parte dopo la richiesta congiuntamente avanzata in tal senso. Si resta quindi alla situazione determinatasi dopo le elezioni della scorsa fine di giugno con la presenza di Rinascita (composta dal capogruppo Parisi e da Donato) e Riformisti Avanti (con Veraldi e il capogruppo Giorgio Arcuri). Si è poi dato conto del prelievo, su input della Giunta, dal fondo di riserva – per l’esercizio contabile 2022-2024 – di risorse utili a finanziare il concerto di Capodanno e gli interventi a un immobile a uso scolastico situato in Viale Pio X. Su richiesta di inversione dei punti al vaglio dell’assemblea, ad opera del consigliere Antonio ‘Jonny’ Corsi, si è tuttavia iniziato il giro degli interventi e delle votazioni proprio dall’elezione del presidente dei revisori dell’ente (svoltasi a scrutinio segreto con la scelta fra i professionisti abilitati, che hanno presentato in Municipio la manifestazione di interesse ad hoc o sono iscritti negli appositi elenchi degli enti locali della provincia). Al di là di tutto, ecco alcuni spunti emersi nell’acceso dibattito sui vari argomenti vagliati dal Consiglio.

Polimeni: “Inciuci per convenienza personale”

A dare subito fuoco alle polveri, sulla scelta di Caputo a capo dei revisori, Marco Polimeni: “Pensavamo a un nome condiviso in Aula e anche il sindaco Nicola Fiorita, che ringrazio per questo, aveva dato segnali di apertura per procedere in modo condiviso. Ma i 22 consensi pro neoeletto presidente sono il segnale chiaro di un accordo trasversale fra pezzi di maggioranza e un nutrito contingente della minoranza di cui noi però non facciamo parte. Perché bisogna dire con chiarezza che qui si stanno facendo inciuci per convenienza personale”.

Donato e il presunto “accorduni” tra Mancuso e Fiorita

Una dose pesante di critiche, fortemente rincarata da Donato: “Mi aspettavo un cambiamento effettivo dalla nuova governance della città. Considerato come rifugga dall’ambiente delle stanze chiuse dove si fanno accordi sottobanco. E, quindi, credo che sia appena stata scritta una pagina bruttissima della politica cittadina, convergendo sulla figura di una commercialista suggerita dal presidente del consiglio regionale Filippo Mancuso. Complimenti, quindi, a chi tuonava: Catanzaro non si lega e al contrario si è legato lui. Speriamo allora – ha chiosato – che Iddio salvi il capoluogo”. A seguire il segretario provinciale di Azione Raffaele Serò ha espresso rammarico per il ritiro del gruppo del suo partito, ma specificando che “sarebbe stato costituito in modo abusivo, cioè senza imprimatur del vertice nazionale”.

Celia: “Non accettiamo lezioni di vita da chi ha (s)governato la città”

Vincenzo Capellupo ha invece escluso ogni accorduni sull’investitura di Caputo o qualunque altra cosa. Circostanza negata pure da Tommaso Serraino, che ha affermato: “Si è trattato di una nomina libera e pulita”. Stoccate continue, come premesso. Ma anche affondi durissimi come quelli di Fabio Celia e del sindaco. Il primo, in particolare, ha sparato a zero contro gli avversari: “Non accettiamo lezioni di vita o di comportamento da quanti hanno (s)governato la nostra amata città per 20 anni con l’appoggio di segmenti importanti e, come ovvio, conniventi del centrosinistra. Perché – ha continuato – è paradossale e inaccettabile. La verità è che non c’è stata alcuna intesa per tutelare chissà quali interessi. Si è soltanto puntato su una persona capace, in grado di presiedere al meglio un organo di fondamentale importanza per il buon funzionamento dell’ente comunale. Invece di procedere a inutili congetture, dunque, meglio concentrarsi sul lavoro da fare per difendere Catanzaro dagli attacchi esterni. È il motivo per cui, a mio avviso, ieri tutti i componenti della civica assise avrebbero dovuto presidiare la riunione sull’azienda sanitaria unica Renato Dulbecco e la Facoltà di Medicina dell’Umg”.

Fiorita al contrattacco: “Opposizione sfilacciata e in difficoltà”

Un po’ meno caustico, ma analogamente salace il sindaco: “Avevo provato a proporre un patto per la città. E utile anche a rendere la maggioranza più ampia e forte. Proprio ora che c’è da affrontare una battaglia in cui sarebbe molto meglio mostrarsi uniti e coesi. Peccato, viceversa, sentire ancora parlare dell’ormai vecchissima vicenda della presidenza di questo Consiglio e ritrovarmi persino pesantemente accusato di aver cercato il dialogo – ha sostenuto ancora piccato – sul presidente del Collegio dei Revisori. Ma la realtà è che è l’opposizione a non essere compatta. Anzi, sfilacciata e in difficoltà nel confrontarsi in modo unitario con noi. Meglio allora che al vostro interno qualcuno, come ci viene detto sempre da voi, facesse pace con il cervello. Perché ci rimproverate sempre tutto. Sia quando tentiamo di trovare un’intesa che allorché decidiamo di procedere da soli. Certo, però, che mi rendo conto come certe postazioni facciano gola. Ma i posti stessi da assegnare sono pochi, purtroppo. Perché quasi tutti occupati da persone di vostra fiducia”. In ultimo anche Antonello Talerico ha polemizzato con il centrodestra, mutuando le frasi di Fiorita: “Ci si rassegni. Non fate speculazioni vergognose, quindi. Perché stiamo lavorando in modo serio e abbiamo i numeri per andare avanti con serenità”.

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