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23 Aprile 2026
23 Aprile 2026
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Astensionismo alle stelle in Calabria e non solo: il peso nascosto di anziani e disabili sul crollo del voto

Dai dati Unsic emerge un quadro allarmante: l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle disabilità incidono sempre più sul numero dei cittadini che non riescono a votare

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Per quasi trent’anni, dal secondo dopoguerra fino alla metà degli anni Settanta, la partecipazione elettorale in Italia è rimasta stabilmente altissima, oscillando tra il 92 e il 94%. Anche nei decenni successivi l’affluenza si è mantenuta sopra l’80%, fino al 2008. Negli ultimi anni, però, il calo è diventato drammatico: alle politiche del 2022 si è votato solo al 63,9%, alle europee del 2024 il dato è sceso al 49,7%, fino al record negativo del 37,2% nelle recenti regionali del Lazio, con le consultazioni del 2025 che hanno registrato percentuali solo leggermente più alte (dal 41,7% in Puglia al 50% nelle Marche).

Dalla sfiducia alla mobilità: le cause più note dell’astensione

Le analisi convergono nel ritenere che la motivazione principale sia un crescente disinteresse verso la politica, spesso accompagnato da sfiducia e stanchezza verso l’offerta politica. A questo si aggiunge una mobilità molto più elevata rispetto al passato: molti cittadini, nei giorni delle votazioni, si trovano lontani dal proprio seggio elettorale.

L’incidenza dimenticata: anziani e disabili tra i non votanti “obbligati”

Accanto a chi sceglie di non recarsi alle urne, esiste una quota crescente di persone che non può votare, per ragioni legate all’età e alla salute. L’Unsic – attraverso un’analisi basata su dati Istat, Inps, Inail e Censis – richiama l’attenzione proprio su questo elemento spesso trascurato.

Un Paese che invecchia velocemente

“Il primo dato da considerare è il forte invecchiamento demografico italiano”, spiega Giampiero Castellotti, responsabile della comunicazione Unsic. L’indice di vecchiaia, secondo Istat, è passato da 131,7 nel 2002 a 207,6 oggi. Nello stesso periodo l’età media è aumentata da 41,9 a 46,8 anni, nonostante l’apporto della popolazione immigrata. Gli over 65, che nel 2002 costituivano il 18,7% degli italiani, sono saliti al 24,7% e rappresentano ormai quasi un terzo dell’elettorato.

Il caso Calabria: una popolazione sempre più adulta

In Calabria, gli ultra 65enni sono passati dal 17,1% al 24,4%. Le province di Vibo Valentia, Reggio Calabria e Cosenza rispecchiano la media regionale, mentre Catanzaro raggiunge il valore più alto (25,1%) e Crotone quello più basso (22,9%). L’età media regionale è salita da 39,6 a 46,2 anni, con Catanzaro e Cosenza a quota 46,7, mentre Vibo, Reggio e Crotone restano leggermente sotto.

L’aumento della disabilità: un fattore che pesa sull’affluenza

All’invecchiamento si affianca la crescita costante del numero di persone con disabilità, che incide soprattutto sulla popolazione più anziana. In Calabria le persone con limitazioni gravi sono circa 95mila. Considerando che gli under 18 non votano, l’Unsic stima che tra il 4 e il 5% dell’elettorato sia oggettivamente impossibilitato a votare, pur avendo in alcuni casi accesso a forme di supporto sociale. Una percentuale destinata ad aumentare con l’ulteriore crescita dell’età media.

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