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13 Aprile 2026
13 Aprile 2026
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Attacchi a Papa Leone, il monito del vice presidente Cei Savino: “Segno di impoverimento morale”

Monsignor Savino interviene dopo le critiche al Papa: “La sua voce richiama pace e dignità, non può essere intimidita”

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Dura presa di posizione di Francesco Savino, vice presidente della Conferenza Episcopale Italiana e vescovo della diocesi di Cassano, che ha commentato le recenti dichiarazioni contro Papa Francesco.

“Le parole rivolte al Papa non sono soltanto un attacco alla sua persona: sono il segno di un impoverimento del linguaggio pubblico e, più in profondità, di una crescente insofferenza verso ogni voce morale libera”, ha dichiarato.

“Un attacco che va oltre la persona”

Secondo Savino, il Pontefice non interviene nella politica ma esercita il proprio ruolo spirituale. “Quando il successore di Pietro richiama il mondo alla pace, al dialogo e al primato della dignità umana, non entra in una contesa politica: compie il suo dovere evangelico”, ha affermato, definendo “grave e inquietante” ogni tentativo di delegittimazione.

Il richiamo alla pace e alla responsabilità

Nel suo intervento, il vescovo ha sottolineato il valore della parola del Papa in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti. “In tempi segnati dalla tentazione della forza, la parola del Papa resta disarmata ma necessaria”, ha spiegato, evidenziando come essa richiami i potenti al rispetto dei limiti e dei principi fondamentali della convivenza civile.

“La guerra non può diventare normalità”

Savino ha ribadito con fermezza la centralità del messaggio evangelico. “La pace non è un cedimento, né il Vangelo può essere piegato alle ragioni della sopraffazione”, ha dichiarato, aggiungendo che il Papa deve continuare a parlare “con parresia”, soprattutto quando il rischio è quello di considerare la guerra come un fatto ordinario.

Una voce libera che inquieta

In conclusione, il vice presidente della Cei ha sottolineato il valore della libertà morale rappresentata dal Pontefice. “Forse è proprio questo che inquieta: che esista ancora una voce capace di dire, con libertà e senza calcolo, che nessun potere è assoluto e che nessuna guerra potrà mai avere l’ultima parola”.

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