Arriva il Giro d’Italia e la Calabria scopre il bitume. Altro che tappa semplice, il vero miracolo sportivo del Giro d’Italia 2026 non sarà tanto la Catanzaro–Cosenza da 138 chilometri, quanto vedere i calabresi trasformarsi improvvisamente in esperti di asfalto, bitume e manutenzione stradale nel giro di pochi giorni.
Perché, diciamocelo, in Calabria siamo un popolo particolare. Per undici mesi all’anno conviviamo con buche, rattoppi, avvallamenti e strade che ormai conosciamo a memoria meglio del navigatore e che evitiamo con la naturalezza di un videogioco: destra, sinistra, zig zag, frenata, preghiera e via. Qua ormai guidiamo i SUV come fossero quad da rally.
La carovana rosa e il risveglio delle strade
Poi però arriva il Giro d’Italia — la prima vera tappa italiana dopo la partenza dall’estero — e improvvisamente scatta il miracolo: la carovana rosa, che quest’anno arriva addirittura da Sofia, dopo le prime tappe balcaniche, entrerà in Calabria per una Catanzaro-Cosenza che promette paesaggi meravigliosi, mare, salite, viadotti e soprattutto… una quantità sospetta di operai alle prese con bitume e transenne.
Va pure detto che dopo certe strade viste tra Bulgaria e Romania, probabilmente gli organizzatori avranno pensato: “Vabbè, in Calabria peggio di così sarà difficile”. E invece ecco la risposta calabrese: tutti mobilitati.
La Gazzetta riesce dove fallivano le segnalazioni
La Gazzetta dello Sport riesce dove anni di segnalazioni WhatsApp di cittadini inferociti avevano fallito ovvero far sparire le buche, o almeno convincerle a nascondersi fino al passaggio della maglia rosa. Nei comuni attraversati dalla tappa si respira già aria da grande evento. Rotatorie lucidate, erba tagliata, strisce rifatte, cartelli improvvisamente leggibili. Persino quei tombini che da anni sembravano installazioni archeologiche adesso hanno ricevuto attenzioni istituzionali.
Asfalto, elezioni e miracoli amministrativi
In alcuni centri poi ci sono pure le elezioni amministrative, così il Giro diventa l’occasione perfetta per inaugurare asfaltature che si aspettavano da tempo immemorabile; capita pure di vedere sindaci uscenti aggirarsi soddisfatti davanti a dieci metri di strada appena rifatti come se avessero completato l’Autostrada del Sole.
“Abbiamo lavorato giorno e notte per il territorio”, diranno, che tecnicamente è pure vero. Solo che il territorio, casualmente, coincide esattamente col tragitto del Giro.
Il sogno proibito: il Giro dei Borghi
Il dettaglio divertente è che la corsa, in realtà, molti paesi li sfiorerà appena. Passerà veloce, quasi di striscio. E allora viene spontaneo pensare: ma perché non inventare davvero un “Giro dei Borghi di Calabria”?
Quello sì che sarebbe epico. Una tappa dentro i centri storici veri, con curve strette tra le case in pietra, nonne affacciate dai balconi che urlano “Forzaaaa!”, tavolate improvvisate con soppressata e pipi cruschi ai ristori, corridori costretti a scansare sedie di plastica, processioni e Panda parcheggiate in doppia fila dal 1998, altro che Tour de France!
La Svizzera del manto stradale
Comunque, per ora ci accontentiamo della Catanzaro-Cosenza: 138 chilometri di Calabria autentica, tra scenari bellissimi e quel nostro modo tutto speciale di affrontare i problemi. Prima li ignoriamo,poi passa il Giro d’Italia. e diventiamo improvvisamente la Svizzera del manto stradale.







