Un invito rivolto a tutte le forze politiche, senza distinzione, per affrontare in modo strutturato la tutela dei minori nel mondo digitale.
È questo il senso dell’intervento del presidente del Corecom Calabria, Fulvio Scarpino, in merito al disegno di legge n. 1136 attualmente all’attenzione del Parlamento. “Si tratta di un passaggio reale, concreto, che segna una fase di maturazione istituzionale su un tema troppo a lungo privo di strumenti efficaci”, sottolinea.
“Non è una questione di parte”
“La protezione dei minori nell’ecosistema digitale non è una questione di parte, ma un terreno comune”, evidenzia Scarpino, riconoscendo un crescente livello di consapevolezza da parte delle istituzioni. Secondo il presidente del Corecom Calabria, il percorso normativo in atto rappresenta un’occasione per costruire una risposta condivisa e incisiva.
Il ruolo dei territori e delle famiglie
Scarpino richiama il valore dei presìdi territoriali come il Corecom, sottolineando il contatto diretto con scuole, studenti e famiglie. “Chi opera quotidianamente nei territori conosce non solo i numeri, ma ciò che quei numeri rappresentano: fragilità e dinamiche spesso invisibili”, afferma.
E aggiunge: “Le famiglie restano il primo presidio educativo, ma non possono essere lasciate sole”.
I dati e l’allarme sociale
Nel suo intervento vengono richiamati numeri significativi sul disagio giovanile e sull’uso problematico dei social, insieme all’aumento di episodi di violenza e criticità legate alla salute mentale.
Un quadro che, secondo Scarpino, descrive “una realtà già in atto”, rafforzata anche dalla risposta della società civile, come dimostra la petizione promossa dal Corecom Calabria.
“Serve un limite reale e strumenti efficaci”
Il punto centrale resta quello di introdurre limiti concreti e non solo formali. “La certificazione dell’età non è un aggravio burocratico, ma la condizione necessaria per rendere effettiva la tutela”, afferma Scarpino, evidenziando la necessità di strumenti tecnici e giuridici adeguati.
Allo stesso tempo, viene escluso un approccio sanzionatorio nei confronti delle famiglie: “La tutela richiede sostegno e alleanza educativa”.
“Il futuro è oggi”
L’appello finale è rivolto alla responsabilità condivisa delle istituzioni. “Non si tratta soltanto di regolare un ambito tecnologico. Si tratta di accompagnare una generazione”, conclude Scarpino. “Il futuro non è domani. Il futuro è oggi. E oggi ha il volto dei nostri figli”.




