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4 Maggio 2026
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Crotone, Longo celebra la maturità della sua squadra e il ritorno del tifo. Ora testa alla Casertana

Il tecnico analizza con dati alla mano la vittoria sul Cerignola, rivendicando il dominio territoriale e tecnico. Un successo che non solo vale il passaggio del turno, ma sancisce la ritrovata armonia tra il gruppo e la curva.

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Emilio Longo parla con la fermezza di chi sa che il risultato è figlio di una prestazione studiata e voluta. Il tecnico del Crotone sceglie la via dei numeri per silenziare ogni possibile dubbio sulla legittimità del passaggio del turno, evidenziando una superiorità statistica che riflette fedelmente quanto visto sul rettangolo verde. Secondo l’allenatore, la compagine pitagorica ha interpretato il match con la giusta aggressività, evitando di speculare sul vantaggio del doppio risultato e cercando costantemente la via del raddoppio.

Le parole del tecnico sulla prestazione collettiva

La disamina di Longo entra nel dettaglio dei singoli episodi, sottolineando come la produzione offensiva sia stata costante per tutto l’arco dei novanta minuti. “Nel primo tempo il Crotone ha tirato quattro volte nello specchio della porta ed il Cerignola zero volte; quattro a tre sono i calci d’angolo. Nel secondo tempo abbiamo tirato due volte in porta noi e due volte loro (e la seconda volta è l’autogol di Groppelli). In totale, tra tiri dentro e fuori lo specchio della porta siamo 11 a 5; otto calci d’angolo contro cinque. Segno che la partita la mia squadra l’ha condotta dall’inizio alla fine, sebbene avesse il vantaggio di poter giocare anche per il pareggio. Non ha mai lesinato la volontà di dominare la gara, di provare a giocare a calcio. L’ha fatto, secondo me, in modo egregio e abbiamo avuto almeno tre volte la palla per poter fare il secondo gol”.

Il peso della maturità e il timore del finale

Nonostante una gara gestita con autorità, il finale ha riservato qualche brivido di troppo, un aspetto su cui il tecnico intende lavorare per alzare ulteriormente l’asticella della cinicità. La prestazione dell’estremo difensore avversario ha negato una vittoria più rotonda che, a detta di Longo, avrebbe meglio rappresentato l’andamento del match. “La seconda rete – aggiunge Longo – sarebbe stato il giusto compenso per una partita in cui la squadra ha fatto bene, non ha rischiato praticamente nulla. Credo che uno dei migliori in campo della squadra avversaria sia stato il portiere, che ha fatto tre parate miracolose. Quindi credo che il Crotone abbia giocato una partita di maturità. Mi è dispiaciuto vedere negli ultimi due minuti la paura negli occhi dei miei ragazzi. Non se lo meritavano per com’è stato l’andamento della gara. Però anche questo ci insegna che dobbiamo essere più concreti per non dare agli avversari la possibilità di girare le partite”.

L’abbraccio dello Scida e l’entusiasmo ritrovato

Oltre agli aspetti tecnico-tattici, la serata ha segnato un punto di svolta fondamentale nel rapporto con la piazza. Il calore del pubblico ha rappresentato l’uomo in più, fornendo quella spinta emotiva necessaria nei momenti di pressione. Il tecnico non ha voluto far mancare il proprio riconoscimento a chi, dalle gradinate, ha sostenuto la squadra senza sosta. “Gli ultras sono stati spettacolari. Ci hanno accompagnati dall’inizio alla fine ed è stato veramente bello ritrovare una curva quasi piena, capace di trasmettere grande entusiasmo”.

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