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16 Aprile 2026
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I sindaci di Catanzaro, Cosenza e Crotone chiedono la proroga del contratto tra TIM e Abramo CC

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I sindaci di Catanzaro, Cosenza e Crotone, Nicola Fiorita, Franz Caruso e Vincenzo Voce hanno espresso “fortissima preoccupazione” per le sorti dei quasi 500 dipendenti della Abramo Customer Care, messi in cassa integrazione a zero ore dall’azienda dal prossimo 1 gennaio in seguito al mancato rinnovo delle commesse da parte di TIM.





“Si tratterebbe – scrivono – di un colpo durissimo, in una regione dove gli indicatori economici e quelli relativi all’occupazione costituiscono già motivo di pericoloso allarme sociale. Il rischio di perdita secca di centinaia di posti di lavoro non può non far temere, poi, ripercussioni sugli assetti complessivi dell’azienda che potrebbero sfociare in una situazione di ben più grave portata”.

“Vicinanza ai lavoratori”

Fiorita, Caruso e Voce, nel dare la loro “piena e incondizionata vicinanza ai lavoratori, la cui serenità viene peraltro compromessa in un frangente particolare com’è il periodo natalizio” fanno sapere di avere “contattato presso TIM il responsabile delle risorse umane, dr. Paolo Chiriotti e la responsabile degli Affari istituzionali Sabina Strazzullo, per verificare nell’immediato la possibilità di una proroga del contratto e per chiedere al contempo un incontro urgente alla stessa TIM, da tenersi presso il ministero del Lavoro che ci aspettiamo – scrivono – sia parte attiva nella gestione della crisi”.

La nota di Filippo Mancuso

Anche il presidente del Consiglio Regionale, Filippo Mancuso, si è manifestato chiedendo che “prevalga il senso di responsabilità” sulla vicenda. “Tim ascolti le istanze delle Istituzioni calabresi, a incominciare dal Consiglio regionale, e delle forze sociali, volte a ottenere una proroga del contratto commerciale per le attività della Abramo Customer Care. Pur tenendo nel debito conto le ragioni imprenditoriali, prevalga il senso di responsabilità che coniuga il profitto con gli interessi collettivi”. Lo dice il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso.



“Mettere in discussione il lavoro di 500 dipendenti, tra Catanzaro, Crotone, Cosenza e Palermo, – aggiunge Mancuso – per i quali si prefigura la cassa integrazione a zero ore dall’inizio del nuovo anno, è una scelta grave che, ricadendo su un’area già di per sé in difficoltà, può innescare forti reazioni sociali. Una scelta che si contrappone nettamente agli sforzi della Regione e del Governo per assicurare a questa parte del Mezzogiorno prospettive di sviluppo e crescita”.



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