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11 Maggio 2026
11 Maggio 2026
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Balneari, la Calabria sfida la Bolkestein: “Sui lidi decidono i Comuni”

Via libera del Consiglio regionale a due leggi per salvare concessioni e imprese colpite dal ciclone Harry. Il Sib esulta: “Difese famiglie e turismo”. Ma aleggia il rischio impugnativa del Governo

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La Regione Calabria prova a blindare il sistema delle concessioni demaniali marittime e tende la mano agli operatori del turismo balneare. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità due nuove leggi che puntano a garantire maggiore stabilità alle imprese del settore e a sostenere gli stabilimenti colpiti dal maltempo.

Il provvedimento più discusso riguarda la gestione delle concessioni demaniali e l’applicazione della direttiva Bolkestein, tema che da anni infiamma il dibattito politico e giudiziario in tutta Italia.

“Niente obbligo Bolkestein senza interesse frontaliero”

La prima legge, proposta dal consigliere regionale di Forza Italia Domenico Giannetta, introduce la possibilità di escludere l’applicazione automatica della direttiva europea nei casi in cui non vi sia un “interesse frontaliero certo”.

In pratica saranno i Comuni, con il supporto della Regione, a valutare caso per caso la presenza di condizioni che rendano necessarie gare pubbliche per le concessioni demaniali.

Secondo il testo approvato, laddove tali condizioni non sussistano, potrà essere prevista anche la proroga delle concessioni esistenti. Per le nuove concessioni, invece, resterà possibile il ricorso a bandi pubblici uniformi.

Una scelta che, però, potrebbe aprire uno scontro con il Governo. Sulla legge pesa infatti l’ipotesi di una possibile impugnativa da parte dell’esecutivo nazionale.

Giannetta: “Tutela per imprese e occupazione”

Il consigliere regionale Giannetta ha difeso il provvedimento sostenendo che la norma si fonda su «principi di certezza giuridica, trasparenza e tutela della concorrenza», oltre che sulla salvaguardia del tessuto economico e sociale delle coste calabresi.

L’obiettivo dichiarato è garantire agli operatori balneari strumenti amministrativi chiari, permettendo alle aziende di programmare investimenti, tutelare l’occupazione e accedere ai ristori.

Le misure straordinarie dopo il ciclone Harry

La seconda legge, presentata dal consigliere della Lega Giuseppe Mattiani, nasce invece per affrontare le conseguenze del ciclone Harry, che a gennaio ha devastato soprattutto la fascia ionica della Calabria. Le nuove norme prevedono misure straordinarie per la stagione balneare 2026, consentendo l’utilizzo temporaneo di altre aree demaniali e il rilascio di autorizzazioni e licenze suppletive per le imprese danneggiate. L’obiettivo della Regione è assicurare la piena operatività delle attività turistiche e sostenere un comparto considerato strategico per l’economia calabrese.

Il Sib applaude: “Difese aziende familiari e turismo”

Soddisfazione è stata espressa dal Sindacato italiano balneari aderente a Confcommercio. Per il presidente nazionale del Sib-Fipe Antonio Capacchione e per il presidente regionale Antonio Giannotti, le due leggi rappresentano “una risposta concreta e fattiva” per salvaguardare le aziende balneari, molte delle quali a conduzione familiare. Secondo i rappresentanti del sindacato, la Calabria avrebbe dato “un importante segnale di attenzione e capacità amministrativa”, anche in relazione alla corretta applicazione della direttiva Bolkestein.

Lo scontro sulla scarsità della risorsa

Il nodo centrale resta quello della cosiddetta “scarsità della risorsa”, principio richiamato dalla Corte di Giustizia europea come presupposto per l’applicazione della Bolkestein. Secondo il Sib e secondo il presidente della Regione Roberto Occhiuto, in Calabria questa scarsità non esisterebbe. Per questo motivo, sostengono, non sarebbe automatico il ricorso alle gare per le concessioni attualmente vigenti. “È doveroso verificare concretamente l’impossibilità di rilasciare nuove concessioni prima di mettere a gara quelle esistenti”, hanno dichiarato Capacchione e Giannotti.

“Ora il Governo segua l’esempio della Calabria”

Il Sib chiede ora un intervento nazionale per superare il caos normativo che da anni paralizza il settore. “Ci auguriamo che Governo e Parlamento seguano l’esempio della Calabria”, concludono i rappresentanti dei balneari, “abbandonando polemiche sterili e superando l’attuale situazione di incertezza amministrativa e contenziosi giudiziari”.

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