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20 Aprile 2026
20 Aprile 2026
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Emergenza allagamenti al Parco di Sibari, Demma annuncia la riapertura ma la guerra blocca i ricambi

Il Ministero stanzia mezzo milione di euro ma la crisi della logistica pesante impedisce l’arrivo dei nuovi impianti di drenaggio

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Il Parco archeologico di Sibari prova a ripartire dopo l’ondata di maltempo, ma deve fare i conti con gli effetti collaterali della crisi internazionale. Il direttore Filippo Demma ha confermato che il Parco del Cavallo riaprirà entro la prossima settimana, mentre restano criticità per l’area di Casabianca. Qui, la distruzione dell’impianto di drenaggio causata dall’alluvione e i ritardi nelle forniture industriali stanno rallentando le operazioni di ripristino totale del sito.

Le difficoltà tecniche

L’area di Casabianca è attualmente al centro di un complesso intervento di recupero. Nonostante lo svuotamento avvenuto un mese fa, il sito continua ad allagarsi per via della risalita delle acque di falda, un fenomeno naturale aggravato dal fatto che la piana di Sibari si trova sotto il livello del mare.

L’impianto wellpoint, fondamentale per mantenere il terreno asciutto, è andato distrutto e la sua sostituzione è diventata un’impresa logistica a causa della carenza di materie prime nell’industria pesante, frenata dal contesto bellico mondiale.

Fondi e logistica

Il problema non riguarda la disponibilità economica, ma il reperimento dei materiali. Il Ministero ha già stanziato 500 mila euro per la revisione idraulica e l’acquisto di nuove pompe. Tuttavia, la crisi internazionale ha rallentato le consegne dei componenti necessari. Anche l’uso di pompe a gasolio temporanee ha subito stop forzati per la difficoltà nel reperire il carburante, spingendo la direzione a virare su pompe elettriche a immersione per accelerare lo svuotamento dell’area di scavo.

Verso la riapertura

Una volta installato il nuovo impianto, previsto per la fine di aprile, inizierà la fase più delicata: la rimozione del fango accumulato. Si tratta di un lavoro lungo e meticoloso, reso necessario da ben tre allagamenti ravvicinati in soli due mesi. Demma ha ribadito che la struttura è pronta a operare a pieno regime non appena la logistica internazionale consentirà la consegna dei pezzi necessari per mettere in sicurezza definitiva il cuore del patrimonio archeologico calabrese.

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