La terra torna a muoversi a Zumpano, riaccendendo i timori in una delle zone a più alta densità commerciale della provincia. I nuovi fenomeni franosi si sono verificati esattamente nello stesso settore dove, nel 2012, uno smottamento distrusse parte di un supermercato situato nei pressi di una multisala cinematografica. Di fronte a questa emergenza, il geologo Carlo Tansi ha rotto gli indugi trasmettendo, nella mattinata del 20 aprile 2026, una dettagliata PEC al sindaco Fabrizio Fabiano, al vicesindaco Paolo Settembrino e ai vertici della Prefettura di Cosenza, dell’Autorità di Bacino e della Protezione Civile regionale. La gravità della situazione è acuita dalla natura dell’area, frequentata costantemente da lavoratori e famiglie, rendendo l’instabilità del versante un rischio collettivo non più tollerabile.
Dalla denuncia agli atti formali: l’attacco di Tansi
Secondo l’analisi del geologo, quanto sta accadendo non può essere classificato come un evento imprevedibile o eccezionale. Tansi ricorda infatti che il rischio era stato formalmente segnalato già nel 2011, un anno prima del crollo del 2012. Il fatto che a distanza di 14 anni il problema si ripresenti nello stesso identico luogo ha spinto l’esperto a passare dalle segnalazioni pubbliche agli atti formali. Attraverso la comunicazione certificata, è stato chiesto chiarimento urgente su una serie di punti cruciali che riguardano la gestione del territorio nell’ultimo decennio. In particolare, Tansi pretende di conoscere quali interventi strutturali siano stati realmente eseguiti dopo il 2012, quali studi tecnici siano stati prodotti negli anni successivi e l’entità delle risorse pubbliche effettivamente impiegate per la messa in sicurezza.

Trasparenza e sicurezza: la richiesta di accesso agli atti
L’iniziativa non si limita alla richiesta di informazioni, ma si configura come una vera e propria battaglia per la trasparenza amministrativa. Tansi ha infatti presentato una formale istanza di accesso agli atti per esaminare tutta la documentazione relativa ai lavori post-2012, con l’obiettivo di accertare se permangano condizioni di rischio idrogeologico attivo. “«”La sicurezza delle persone viene prima di ogni altra cosa – dichiara Tansi –. Quando un fenomeno franoso si ripresenta nello stesso punto dopo 14 anni significa che servono spiegazioni immediate, trasparenti e documentate. I cittadini hanno diritto di sapere cosa è stato fatto e cosa non è stato fatti”.
La documentazione fotografica e il monito alle istituzioni
A supporto della denuncia sono state allegate prove fotografiche dei nuovi fenomeni franosi che testimoniano la persistenza dell’instabilità nel quadrante commerciale. La posizione di Tansi resta ferma e improntata alla massima determinazione per ottenere risposte che finora sembrano essere mancate. Il geologo ha infatti ribadito la sua volontà di andare in fondo alla vicenda per garantire l’incolumità pubblica: “Non mi fermerò finché non sarà fatta piena chiarezza. Quando è in gioco la sicurezza delle persone, il silenzio non è accettabile”. Resta ora da attendere la replica degli enti chiamati in causa, dai quali la cittadinanza si aspetta dati certi sulla stabilità di un’area vitale per l’economia locale.







