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19 Maggio 2026
19 Maggio 2026
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Striscione contro Guarascio al Marulla, studente ferito durante la “Partita del cuore”: la madre annuncia denuncia

Durante l’evento benefico spunta la contestazione alla proprietà del Cosenza Calcio. Un 17enne finisce in ospedale dopo il tentativo di rimuovere uno striscione. Il sindaco Caruso: “Non si può soffocare il dissenso democratico”

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Doveva essere una giornata dedicata allo sport e alla solidarietà, con il ricavato destinato all’Unicef, ma la “Partita del cuore” disputata allo stadio San Vito-Gigi Marulla di Cosenza tra le rappresentative degli istituti superiori “Valentini” e “Fermi” si è conclusa tra polemiche, tensioni e un accesso al Pronto soccorso.

Nel corso del secondo tempo, sugli spalti è apparso uno striscione con la scritta “Guarascio vattene”, accompagnato da cori rivolti contro il patron del Cosenza Calcio, Eugenio Guarascio, e contro l’amministratrice unica Rita Scalise. Secondo quanto riferito dagli studenti presenti, un addetto alla sicurezza avrebbe tentato di rimuovere il lenzuolo esposto dai ragazzi. Durante quei momenti concitati, un diciassettenne sarebbe caduto a terra riportando un trauma che ha reso necessario l’intervento dei sanitari presenti allo stadio.

Il ragazzo è stato immobilizzato con un collare cervicale e successivamente trasferito al Pronto soccorso dell’ospedale dell’Annunziata per ulteriori accertamenti.

Il racconto della madre: “Poteva andare peggio”

A ricostruire quanto accaduto è stata la madre del giovane ferito, che ha parlato dopo gli accertamenti medici effettuati sul figlio. La donna ha spiegato che il ragazzo ha riportato “un vistoso ematoma alla spalla” a causa della caduta e che i medici hanno disposto una prognosi di dieci giorni.

Secondo il suo racconto, il diciassettenne non sarebbe stato tra gli autori materiali dello striscione, pur condividendone il contenuto. La madre ha sottolineato come il gesto fosse espressione di un malcontento diffuso in città attorno alla gestione della società rossoblù.

“Nella seconda parte della gara i ragazzi hanno esposto uno striscione contro la società”, ha dichiarato. “Mio figlio non è stato tra i fautori della scritta, ma ha solidarizzato con gli altri studenti. È un sentimento che non appartiene soltanto ai giovani, ma a tutta la città”.

La donna ha inoltre annunciato l’intenzione di presentare denuncia ai carabinieri per chiarire eventuali responsabilità sull’accaduto. Nelle sue dichiarazioni ha contestato anche la versione fornita dalla società sportiva, sostenendo che durante le riunioni organizzative dell’evento fossero presenti rappresentanti del club.

“La vicinanza della società non la accettiamo”, ha affermato. “Avrebbero dovuto vigilare sui minorenni presenti”.

Il sindaco Franz Caruso: “Non si può minimizzare”

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, che in una nota ufficiale diffusa dopo l’episodio ha espresso solidarietà al giovane e alla sua famiglia, chiedendo che venga fatta piena luce su quanto accaduto.

“Quanto verificatosi allo stadio durante una manifestazione sportiva riservata agli studenti non può essere sottovalutato né archiviato come un episodio marginale”, ha dichiarato il primo cittadino. “Quando un giovane finisce al Pronto soccorso dopo momenti di tensione vissuti all’interno di uno stadio cittadino, è doveroso fermarsi a riflettere con grande senso di responsabilità”.

Nel comunicato, diffuso dal Comune di Cosenza nella giornata successiva ai fatti, Caruso ha collegato l’episodio al clima di crescente contestazione che da mesi accompagna la proprietà del Cosenza Calcio.

“Quel che più sorprende nella vicenda verificatasi durante una innocente partita di calcio tra studenti è il tentativo di soffocare un dissenso democratico affidato ad uno striscione che si voleva a tutti i costi rimuovere”, ha aggiunto il sindaco.

Caruso ha poi evidenziato come le tensioni attorno alla squadra cittadina stiano ormai travalicando il contesto sportivo, producendo effetti sul clima sociale della città e della provincia.

Le verifiche sull’accaduto

Resta ora da chiarire l’esatta dinamica dei fatti avvenuti sugli spalti del Marulla. Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a stabilire eventuali responsabilità e a ricostruire le fasi che hanno portato al ferimento del ragazzo durante il tentativo di rimozione dello striscione. Nel frattempo, l’episodio ha riacceso il dibattito cittadino sul rapporto sempre più conflittuale tra parte della tifoseria e la dirigenza del Cosenza Calcio, in un contesto già segnato da proteste pubbliche e contestazioni rivolte alla proprietà del club.

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