La Sala Consiliare della Città Metropolitana di Bari, sul Lungomare Nazario Sauro, è spesso il luogo in cui le istituzioni si confrontano. Ed è lì che oggi, 15 maggio 2026, Asprom, l’Associazione per lo Sviluppo e la Promozione del Mezzogiorno presieduta dall’europarlamentare Pasquale Tridico, l’Associazione nazionale Comuni Italiani Puglia e l’Università degli Studi di Bari, hanno scelto di rimettere al centro una domanda che troppo spesso finisce nei cassetti della politica: come fanno davvero i Comuni del Sud ad accedere ai finanziamenti della Banca Europea degli Investimenti? Il titolo dell’iniziativa era già un programma: “BEI e amministrazioni locali: finanziamenti e opportunità”.
Attorno al tavolo si sono seduti sindaci da Campania, Basilicata, Abruzzo, Puglia e Calabria, insieme a senatori, accademici e — a portare la voce del Parlamento europeo — Pasquale Tridico, eurodeputato e professore all’Università Roma Tre, artefice e ispiratore dell’iniziativa.
Tridico: “Trasformare le risorse in sviluppo”
Tridico, da anni impegnato a costruire ponti tra le istituzioni europee e i territori del Mezzogiorno, ha messo in fila le ragioni del convegno con la nettezza di chi conosce i meccanismi di Bruxelles senza averne perso il senso politico: “Il Sud ha bisogno di visione, investimenti e istituzioni capaci di fare squadra. Oggi a Bari, grazie all’iniziativa promossa da Asprom, Anci e Università di Bari, un confronto importante con amministratori, sindaci e rappresentanti regionali per approfondire le opportunità e i finanziamenti che la BEI mette a disposizione di Comuni e Regioni del Mezzogiorno. Serve una strategia chiara per trasformare le risorse in sviluppo, infrastrutture, lavoro e futuro per le nostre comunità. Il rilancio del Sud passa da qui“.
La relazione generale è stata affidata a Roberto Stasi, Senior Loan Officer della Banca Europea degli Investimenti, chiamato a illustrare strumenti, condizioni e procedure.
Al suo intervento hanno fatto seguito le riflessioni dei discussant: oltre a Tridico, il senatore Mario Turco dell’Università di Bari, Nicola Grasso, assessore del Comune di Bari e docente all’Università del Salento, e Giuseppe Coco dell’Università di Bari.
I saluti istituzionali hanno visto la partecipazione del Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, del Sindaco di Bari Vito Leccese, del Prorettore Vicario dell’Università barese Vito Peragine e di Fiorenza Pascazio, Presidente di ANCI Puglia. La moderazione è stata affidata a Marisa Ingrosso della Gazzetta del Mezzogiorno.
La tavola rotonda: i sindaci del Sud si confrontano
La parte più densa del convegno è stata la tavola rotonda, che ha dato la parola a chi quei fondi li deve poi spendere sul territorio: Josi Gerardo Della Ragione (Bacoli, Campania), Christian Giordano (Vietri di Potenza, Basilicata), Francesco Menna (Vasto, Abruzzo), Vito Parisi (Ginosa, Puglia) e Flavio Stasi, sindaco di Corigliano Rossano.
Tra i presenti anche Antonello Edoardo Giudiceandrea, sindaco di Calopezzati.
Stasi: “Una sfida che dobbiamo accettare”
Stasi, che da anni governa la terza città della Calabria in un contesto di carenza cronica di programmazione regionale, ha portato al tavolo una lettura lucida e per nulla rassicurante della situazione calabrese: “Bel confronto nella sala consiliare della Città Metropolitana di Bari sul rapporto tra enti locali e BEI, insieme ai colleghi Vito Parisi, Josi Gerardo Della Ragione e Christian Giordano, organizzato da Asprom, Anci Puglia ed Università di Bari. L’aggregazione di Comuni per l’accesso ai fondi della Bei apre scenari che i Comuni del Sud e in particolare calabresi, tenendo conto della totale assenza di programmazione da parte della Regione e del Governo, devono esplorare. Una sfida che dobbiamo accettare su temi come Casa, Energia, Agricoltura e Mobilità. Grazie a Pasquale Tridico per l’invito.”
Il nodo: aggregarsi o restare a mani vuote
L’aggregazione tra Comuni, citata da Stasi, è forse il punto più concreto emerso dall’intera giornata. La BEI non finanzia i piccoli Comuni uno per uno: serve massa critica, capacità progettuale, coordinamento. Quei presupposti, nel Mezzogiorno, sono storicamente deboli. Ma esistono esperienze che dimostrano che si può fare, a patto di smettere di aspettare che qualcuno lo faccia al posto degli enti locali.
È questa, in fondo, la scommessa che Tridico ha messo sul tavolo oggi a Bari. Non un semplice convegno di addetti ai lavori, ma un tentativo — serio, documentato, con la BEI fisicamente in sala — di tradurre la retorica del “Sud che ce la può fare” in qualcosa di più robusto: una rete di sindaci che sa dove andare a prendere i soldi e come usarli.








