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18 Aprile 2026
18 Aprile 2026
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Centocinquanta lavoratori a rischio a Lamezia Terme: il caso ConTe.it diventa emergenza sociale

Sindacati e istituzioni chiedono un tavolo urgente al Ministero: “Non è una vertenza aziendale, ma il futuro di un territorio”

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Si è svolto presso il Circolo del Partito Democratico di Lamezia Terme l’incontro dedicato alla vertenza che coinvolge i lavoratori della sede locale di ConTe.it, a rischio a seguito della decisione dell’azienda di interrompere il rapporto con il Gruppo Distribuzione Italia e trasferire i volumi di attività verso altri outsourcing. Un momento partecipato e intenso, promosso dalla segreteria del circolo PD, alla presenza dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e di rappresentanti istituzionali locali e regionali.

Il valore umano e sociale della vertenza

Ad aprire i lavori è stata Rosamaria Scaramuzzino, che ha sottolineato il valore umano e sociale della vertenza: “Non si tratta solo di lavoro, ma di relazioni, comunità, sacrifici. Molti lavoratori hanno già attraversato crisi, cambi di appalto, fallimenti. Hanno sempre dimostrato responsabilità e capacità di adattamento. Oggi però il rischio è che questa volta non ci sia un dopo”. Scaramuzzino ha inoltre evidenziato come questa crisi si inserisca in una trasformazione più ampia del settore: “Il comparto vive da anni una fase di forte contrazione, tra esternalizzazioni e instabilità, oggi aggravata anche dall’impatto delle nuove tecnologie. Per questo serve intervenire subito su questa vertenza, ma anche avviare una riflessione strutturale sul futuro del lavoro”.

L’intervento delle sigle sindacali

Nel corso dell’incontro sono intervenuti, in maniera unitaria, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali: Gianni Cefalì (Fistel CISL)Danilo Sivori (UILCOM UIL) e Giovanni Molinaro (SLC CGIL). Le sigle hanno ricostruito i passaggi della vertenza, ricordando come il 25 marzo ConTe.it abbia comunicato la volontà di interrompere la collaborazione con il Gruppo Distribuzione Italia, motivando la scelta con ragioni legate alla sostenibilità economica. Una decisione che arriva dopo oltre 13 anni di crescita condivisa, durante i quali l’attività è passata da poche unità a una struttura articolata con circa 150 consulenti. È stata formalmente richiesta l’apertura di un tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e sono state avviate le procedure di raffreddamento. Ad oggi, tuttavia, dal Ministero non è ancora arrivata alcuna risposta, aumentando l’incertezza e la preoccupazione tra i lavoratori. Nel corso del confronto hanno preso la parola anche diversi lavoratori, che hanno espresso con forza il proprio attaccamento al lavoro e al contesto professionale costruito negli anni, ribadendo un senso di responsabilità e appartenenza che continua nonostante la situazione di grande difficoltà e incertezza. Nel dibattito è emerso anche un elemento rilevante relativo al modello organizzativo sviluppato negli anni: un rapporto particolarmente stretto tra committente e attività operative, caratterizzato da un coinvolgimento diretto nelle dinamiche quotidiane del lavoro. Un aspetto che, pur nella complessità delle dinamiche contrattuali, merita oggi un approfondimento attento anche sotto il profilo delle responsabilità e delle tutele da garantire ai lavoratori coinvolti.

L’impegno del Pd

All’incontro hanno partecipato i consiglieri comunali Fabrizio Muraca (capogruppo), Gennarino Masi, Lidia Vescio, recentemente eletta anche in Provincia, e il consigliere regionale Ernesto Alecci. Nel suo intervento, Alecci ha dichiarato: “La vicenda dei lavoratori di ConTe.it riguarda un intero territorio e non può essere trattata come una semplice dinamica tra aziende. È una questione sociale e occupazionale che richiede risposte immediate. Porterò la questione in Consiglio regionale con una mozione e mi impegnerò affinché venga attivata anche un’interlocuzione a livello parlamentare. Le istituzioni devono essere presenti e devono dare risposte concrete”. Dal confronto è emersa una linea condivisa di impegno: richiesta di convocazione di una commissione o di un consiglio comunale aperto, proposta da Fabrizio Muraca, per coinvolgere pienamente l’amministrazione comunale; iniziative in Consiglio regionale e a livello parlamentare; valutazione di ulteriori forme di mobilitazione, comprese iniziative presso la Cittadella regionale e il Ministero. Il Circolo PD di Lamezia Terme ribadisce che questa vertenza non riguarda solo i lavoratori coinvolti, ma l’intero tessuto economico e sociale della città. L’appello è rivolto a ConTe.it affinché apra un confronto serio e responsabile, tenendo conto del valore umano, professionale e sociale costruito in questi anni. “Non sono numeri. Sono persone. E una comunità non può permettersi di restare in silenzio”.

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