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6 Maggio 2026
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Da assegno sociale minimo a corrispettivo pieno: il caso di un pensionato di Guardavalle

Un pensionato passa da 190 euro mensili alla pensione di vecchiaia con arretrati grazie all’intervento dell’Inca Cgil di Catanzaro

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Un diritto rimasto inesplorato per lungo tempo è emerso grazie all’attività di verifica dell’Inca Cgil di Catanzaro. A Guardavalle, un pensionato si è rivolto per la prima volta alla Camera del Lavoro locale, scoprendo di avere diritto a un trattamento ben diverso rispetto a quello percepito fino a quel momento.

Da assegno sociale a pensione di vecchiaia

L’uomo, classe 1951, percepiva dal primo aprile 2020 un assegno sociale di circa 190 euro mensili. L’analisi dell’estratto contributivo effettuata dagli operatori del patronato ha però evidenziato una situazione differente: il diritto alla pensione di vecchiaia risultava maturato già dal marzo 2018.

Attraverso la ricostruzione della posizione previdenziale, è stato quindi possibile avviare l’iter per il riconoscimento corretto del trattamento. A partire dal mese di giugno, il pensionato riceverà la pensione spettante insieme agli arretrati accumulati negli anni.

Vitale: “Verifiche fondamentali per evitare errori”

“Ancora una volta emerge quanto sia fondamentale effettuare verifiche accurate della posizione assicurativa e previdenziale”, ha dichiarato il direttore dell’Inca Cgil di Catanzaro, Luigi Vitale. “In molti casi i cittadini non sono pienamente consapevoli dei diritti maturati e rischiano di percepire trattamenti economici inferiori rispetto a quelli effettivamente spettanti”, ha aggiunto.

Casi simili in altri comuni del Catanzarese

Situazioni analoghe sono state riscontrate anche in altri centri della provincia, tra cui Sellia Marina, Simeri Crichi e Squillace. In questi territori, l’intervento delle Camere del Lavoro ha permesso di far emergere anomalie nelle posizioni previdenziali, trasformandosi in opportunità concrete per i cittadini coinvolti.

L’appello ai cittadini

Da qui l’invito dell’Inca Cgil a rivolgersi alle sedi territoriali per effettuare controlli sulle proprie posizioni contributive, soprattutto in prossimità della pensione o in presenza di dubbi sugli importi percepiti. “Dietro ogni pratica ci sono persone, storie e diritti che meritano attenzione. Il nostro impegno è fare in modo che nessuno venga privato di ciò che gli spetta”, ha concluso Vitale.

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