L’offensiva contro i crimini ambientali nel territorio crotonese segna un nuovo punto a favore della legalità. I militari del Nucleo Operativo di Polizia Ambientale della Capitaneria di Porto hanno individuato e posto sotto sequestro un’area di circa 500 metri quadrati adibita a deposito non autorizzato di rifiuti speciali non pericolosi. L’intervento si inserisce in una più ampia e costante attività di monitoraggio e contrasto agli illeciti ambientali, condotta sotto il coordinamento della Procura di Crotone guidata dal procuratore Domenico Guarascio, mirata a tutelare l’integrità del territorio e la salute pubblica.
Una gestione illecita tra capannoni e nudo terreno
L’ispezione ha riguardato un’attività commerciale operante nel settore della vendita e riparazione di pneumatici. La struttura si componeva di un capannone industriale e di una superficie esterna pavimentata, ma le criticità maggiori sono emerse in un’ulteriore area asservita costituita esclusivamente da nudo terreno. Proprio su quest’ultimo settore, i militari hanno rinvenuto una vera e propria discarica abusiva: circa 750 metri cubi di pneumatici per autovetture e mezzi pesanti erano accatastati senza alcuna protezione. Il deposito avveniva in totale spregio delle norme vigenti, con i materiali posti a diretto contatto con la terra e privi di coperture idonee a prevenire il deterioramento o la dispersione di sostanze nocive.
Violazioni documentali e sanzioni giudiziarie
Il controllo non si è limitato all’ispezione visiva, ma ha approfondito la gestione amministrativa dell’azienda. Verifiche minuziose sul registro di carico e scarico dei rifiuti e sulla documentazione relativa allo scarico delle acque reflue industriali hanno confermato un quadro di diffusa irregolarità. Il quantitativo di materiale stoccato è risultato di gran lunga superiore ai limiti fissati dal Testo Unico in materia Ambientale, configurando una gestione illecita dei rifiuti. Oltre al sequestro preventivo dell’area, il titolare dell’attività commerciale è stato deferito all’autorità giudiziaria. Contestualmente, sono state impartite prescrizioni ambientali specifiche che il responsabile dovrà ottemperare per sanare le irregolarità riscontrate e ristabilire le condizioni di sicurezza del sito.







