Il sindaco pro tempore di Decollatura, Raffaella Perri, ha presentato una querela per diffamazione a mezzo stampa e social nei confronti di Mario Perri e Luigi De Grazia, indicati come responsabili delle realtà “Paese Mio” e “Orgoglio Decollatura”, oltre che dei direttori responsabili delle testate che hanno diffuso il comunicato contestato.
La vicenda riguarda la delibera di Giunta n. 26 del 21 aprile 2023 relativa alla convenzione con la piattaforma Donacod, utilizzata per la gestione dei pagamenti legati alla mensa e ai servizi scolastici.
La difesa dell’amministrazione comunale
Nel comunicato diffuso dall’amministrazione si sottolinea come le polemiche e gli articoli ritenuti diffamatori abbiano contribuito, secondo il sindaco, a creare una rappresentazione negativa del paese. Contestualmente viene ribadita la fiducia nell’operato della struttura comunale, definita un presidio di correttezza e trasparenza istituzionale nonostante le difficoltà legate alla carenza di personale.
Le richieste di accesso agli atti
L’amministrazione riferisce inoltre di numerose richieste di accesso agli atti presentate dai due esponenti coinvolti nella vicenda, accompagnate – secondo quanto riportato – da continui solleciti agli uffici comunali. Una situazione che avrebbe inciso sull’organizzazione del lavoro amministrativo, al punto che la segretaria comunale Filomena Grande avrebbe richiesto un parere al Prefetto di Catanzaro.
La posizione del Comune sulla gestione dei dati
Nel documento viene inoltre esclusa qualsiasi ipotesi di manipolazione o gestione illecita di dati sensibili. Secondo quanto sostenuto dall’amministrazione, la piattaforma Donacod sarebbe gestita integralmente da una società esterna e gli amministratori comunali non avrebbero accesso ai dati inseriti dagli utenti durante la registrazione.
Il Comune precisa inoltre che la convenzione non avrebbe comportato costi né per l’ente né per le famiglie utilizzatrici del servizio.
La possibile costituzione di parte civile
Ritenendo le dichiarazioni contestate gravemente lesive dell’onore e del decoro dell’amministrazione, il sindaco ha formalizzato la querela ipotizzando il reato di diffamazione aggravata tramite strumenti telematici. L’amministrazione ha inoltre annunciato di riservarsi la costituzione di parte civile nell’eventuale procedimento penale.








