La provincia di Cosenza è stata teatro di una serie di operazioni di controllo e prevenzione condotte dalla Questura e dai commissariati locali, mirate a contrastare lo spaccio di stupefacenti e altre attività criminali.
La Squadra Mobile e la Squadra Volante, insieme ai commissariati di Corigliano-Rossano, Paola e Castrovillari, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine “Calabria Settentrionale”, hanno lavorato senza sosta, setacciando zone sensibili e quartieri a rischio, con particolare attenzione ai fenomeni di spaccio tra i giovani.
Arresti e sequestri di droga
Nel corso delle operazioni sono state arrestate quattro persone, tra cui tre giovanissimi, tutte coinvolte nella detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Le forze dell’ordine hanno inoltre sequestrato circa 350 grammi di hashish e 100 grammi di marijuana, mentre cinque soggetti sono stati segnalati alle autorità competenti per uso personale di droghe.
Denunce e misure cautelari
Oltre agli arresti per spaccio, le forze dell’ordine hanno denunciato otto persone per diversi reati, tra cui truffa, ricettazione, furto, diffamazione e tentata estorsione. Durante i controlli sono state eseguite misure restrittive che hanno interessato arresti domiciliari e carcerazioni per reati come evasione, stalking e tentata violenza sessuale.
Attività della Divisione Anticrimine
La Divisione Anticrimine ha completato le verifiche legate a episodi di violenza durante eventi sportivi, emettendo tre Daspo nei confronti di tifosi coinvolti durante la partita Paolana–Rossanese dello scorso anno. Contestualmente, sono stati notificati avvisi orali, ammonimenti e un foglio di via obbligatorio, con l’obiettivo di prevenire ulteriori episodi di violenza e garantire l’ordine pubblico.
Controlli su persone e veicoli
Durante l’intera settimana di controlli, le autorità hanno identificato quasi 2.000 persone, tra cui oltre 100 stranieri, e controllato quasi 700 veicoli, con la contestazione di alcune violazioni al Codice della Strada. Sono state verificate anche persone già sottoposte a misure restrittive o agli arresti domiciliari, confermando la costanza e la capillarità delle attività di monitoraggio sul territorio.






