× Sponsor
5 Maggio 2026
5 Maggio 2026
spot_img

Maxi piantagione di droga per oltre 2milioni di euro nel Lametino, chiesto il giudizio immediato per 4 indagati (NOMI)

L'inizio del processo davanti al giudice del Tribunale monocratico di Lamezia è previsto per il 18 giugno, sempre che i difensori non scelgano un rito alternativo

spot_img

Una piantagione di 4.826 piante di marijuana, per un quantitativo complessivo di oltre 1.363.827 dosi medie singole e un totale di oltre 34mila grammi di principio attivo puro per un valore di mercato di circa 2,5 milioni di euro. Con le ipotesi di accusa di coltivazione e produzione illecita di sostanze stupefacenti in concorso, aggravate dalla rilevante quantità dello stupefacente, la Procura di Lamezia ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato nei confronti di 4 indagati, destinatari lo scorso aprile di una misura cautelare in carcere, eseguita dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Soveria Mannelli e della Stazione di Conflenti.

Subito a processo

Vanno subito a processo, saltando il filtro dell’udienza preliminare Claudio Strangis, 34 anni residente a Conflenti; Vittorio Strangis, 36 anni di Lamezia Terme, Gennaro Strangis, 34 anni di Lamezia Terma e Alessandro Bilotta, 29 anni di Lamezia Terme. L’indagine, avviata nel mese di maggio 2025 dall’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Soveria Mannelli, supportata dalla Stazione Carabinieri di Conflenti e dallo Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” di Vibo Valentia si è sviluppata attraverso una lunga, complessa e capillare attività investigativa, con servizi di osservazione, controllo e pedinamento, spesso compiuti in orari notturno. 

Il modus operandi degli indagati

Un’attività, che ha consentito di svelare il modus operandi degli indagati, i quali agivano con una strumentazione tecnica idonea sia a monitorare le aree destinate alla coltivazione di droga, con l’uso di foto-trappole, sia per tentare di eludere i controlli degli investigatori dell’Arma, mediante un disturbatore di frequenza telefonica “jammer”.  Secondo le ipotesi accusatorie il dominus dell’attività illecità era Claudio Strangis, colui che avrebbe “messo in piedi” quasi 5mila piante di marijuana e che insieme a Vittorio Strangis e Alessandro Bilotta avrebbe provveduto all’acquisto di tuto il necessario per le varie fasi della coltivazione. Ma per la Procura i vertici dell’attività illecita erano anche Gennaro Strangis e Alessandro Bilotta che coltivavano una piantagione di circa 300 piante di marijuana, agendo in concorso con Vittorio Strangis deputato a vigilare la zona, mentre gli altri due provvedevano alla raccolta per intercettare la possibile presenza delle Forze dell’ordine, mettendo al sicuro la stessa coltivazione, depistando controlli o indagini.

Le risultanze investigative hanno consentito di delineare la filiera produttiva della sostanza e le modalità di gestione dei proventi illeciti, consentendo il sequestro dei beni di tre dei quattro indagati, successivo all’indagine sui redditi e patrimoni, del valore complessivo di circa 220mila euro, ritenuto non giustificato e sproporzionato rispetto alle capacità reddituali dichiarate. I sigilli hanno riguardato un immobile destinato a privata abitazione, nove veicoli e ventuno rapporti finanziari, tra conti correnti, buoni di risparmio, carte di credito e prepagate.

 Il diritto di difesa

L’inizio del processo davanti al giudice del Tribunale monocratico di Lamezia è prevista per il prossimo 18 giugno, sempre che gli avvocati difensori, Teresa Bilotta, Angela Villella, Enzo Emilio Quintieri e Carmine Curatolo, nei termini di legge non optino per il rito alternativo.

spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img