Si alleggerisce la posizione cautelare di due dei soggetti coinvolti nell’operazione “Arengo”, l’inchiesta condotta dai Carabinieri che nel febbraio dello scorso anno aveva smantellato una presunta rete dedicata allo spaccio tra Lamezia Terme e Vibo Valentia.
L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, aveva portato all’arresto di 14 persone con le accuse di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e detenzione di cocaina e marijuana.
A distanza di mesi dall’esecuzione dei provvedimenti, il Tribunale di Lamezia Terme ha rivisto le restrizioni a carico di due imputati, accogliendo le istanze presentate dalla difesa.
Torna in libertà Manuel Saladino: annullato l’obbligo di firma
La novità più rilevante riguarda la posizione di Manuel Saladino, accusato di far parte del sodalizio dedito al narcotraffico.
Dopo essere finito ai domiciliari nel febbraio 2024, la sua misura era stata successivamente trasformata nell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria a seguito del ricorso al Riesame.
Oggi, il Collegio penale lametino ha accolto pienamente la richiesta dell’avvocato Antonio Larussa, revocando ogni tipo di restrizione. Saladino è dunque tornato completamente libero, poiché i giudici hanno ritenuto che il comportamento tenuto durante il periodo cautelare avesse annullato ogni rischio di reiterazione del reato.
Revocati i domiciliari per Francesco Bova: la nuova misura cautelare
Un provvedimento simile ha interessato anche Francesco Bova, anch’egli imputato nel medesimo procedimento per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio. Bova era stato inizialmente tradotto in carcere nel momento del blitz, per poi ottenere il trasferimento ai domiciliari pochi giorni dopo l’arresto.
Nelle ultime ore, valorizzando il tempo trascorso e il rigoroso rispetto delle prescrizioni imposte, il Tribunale ha revocato la detenzione domiciliare disponendo l’obbligo di firma per tre volte a settimana. Si tratta di un significativo affievolimento della misura, che consente all’indagato di lasciare la propria abitazione pur restando sotto il controllo delle autorità.
I motivi della decisione: condotta impeccabile e attenuazione delle esigenze
Alla base dei nuovi provvedimenti emessi dalla Sezione Penale Collegiale c’è una valutazione legata al fattore tempo e alla condotta degli indagati. La difesa è riuscita a dimostrare come il pericolo di recidiva si sia ormai affievolito, rendendo non più proporzionate le misure precedentemente in vigore.
In entrambi i casi è stato valorizzato il puntuale rispetto delle prescrizioni impartite, elemento che ha convinto il Tribunale a concedere la piena libertà a uno degli indagati e una misura molto più blanda all’altro, in attesa che il processo faccia il suo corso per accertare le responsabilità definitive.







