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2 Maggio 2026
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Delitto di Garlasco, la svolta della Procura: “Andrea Sempio ha ucciso Chiara per un rifiuto sessuale”

Nuova pesantissima imputazione: i magistrati contestano l'omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti. La difesa respinge il movente: "Non si frequentavano, ricostruzione assurda".

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Il caso di Garlasco si arricchisce di un capitolo inquietante che sposta l’asse delle indagini su un movente passionale e violento. Secondo la Procura di Pavia e i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, Andrea Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi “per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”. Questa tesi ha portato alla notifica di un invito a comparire per il prossimo 6 maggio, documento che segna un cambiamento radicale nella strategia dei magistrati: il capo d’imputazione è stato infatti trasformato da omicidio in concorso a omicidio volontario.

I dettagli che emergono dall’invito a comparire descrivono una sequenza di rara efferatezza. Gli inquirenti contestano l’aggravante della crudeltà per “l’efferatezza dell’azione” e per la natura delle ferite inflitte alla giovane ventiseienne, parlando di “di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto”. La dinamica ipotizzata vede una prima colluttazione seguita da una scarica di colpi che avrebbero fatto perdere i sensi alla vittima. Successivamente, Sempio l’avrebbe trascinata e fatta scivolare lungo le scale della cantina dove, nonostante Chiara fosse ormai inerte e incosciente, avrebbe infierito ulteriormente fino a causarne il decesso.

La reazione della difesa: dubbi su aggravanti e strategia

La replica dei legali di Andrea Sempio non si è fatta attendere, puntando sulla fragilità del movente ipotizzato. L’avvocata Angela Taccia, che assiste il trentottenne insieme al collega Liborio Cataliotti, ha riferito lo stupore del proprio assistito, il quale non riesce “a capacitarsi” anche “di questo movente sessuale” e ripete “ma se io non avevo rapporti con questa ragazza, rapporti nel senso sociale, non si capisce da dove deducano un movente sessuale”. Secondo la difesa, Sempio “non la frequentava, non la vedeva spesso, anzi, quando lui andava in casa, Chiara Poggi era a lavorare”.

Oltre alla contestazione del movente, i legali sollevano perplessità di natura tecnica, specialmente in merito alla contestazione della crudeltà, elemento che era stato escluso persino nel processo a carico di Alberto Stasi. “Ci teniamo comunque a dire, io e il collega Cataliotti – ha chiarito – che è una imputazione comunque elastica e mutevole, perché siamo ancora nella fase delle indagini preliminari. Ed è ovviamente un’opinione di parte”. La difesa si dice basita dal fatto che, a distanza di diciannove anni dai fatti, vengano aggiunte aggravanti così pesanti su un quadro clinico-forense che resta necessariamente immutato nel tempo.

Verso l’interrogatorio: il nodo della strategia processuale

Il prossimo passaggio cruciale è fissato per il 6 maggio presso la Procura di Pavia, sebbene la presenza del nuovo indagato sia ancora in dubbio. La difesa attende l’ostensione degli atti per comprendere la ratio profonda di questo nuovo impianto accusatorio. “Aspetteremo l’ostensione degli atti, dato che il 415 bis non c’è ancora stato notificato, e valuteremo i passi più opportuni da fare strategicamente, ogni scelta procedurale verrà presa comunque di concerto con l’assistito”, ha spiegato l’avvocata Taccia.

Nonostante Sempio si dichiari “tranquillo” e affermi di non aver “alcun problema a parlare”, la scelta se rispondere o meno ai magistrati dipenderà dall’analisi dei documenti non ancora disponibili. “Dobbiamo aspettare perché finché non abbiamo gli atti non possiamo capire la ratio di questa nuova imputazione, comunque elastica, comunque provvisoria”, ha concluso la legale, evidenziando come l’unica certezza attuale, secondo la visione della Procura, sia che “a quanto pare, l’assassino è uno”. La decisione finale sulla comparizione potrebbe essere presa anche all’ultimo momento, direttamente in sede di interrogatorio.

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