Le immagini, girate con uno smartphone da uno dei presenti, restituiscono un clima di tensione elettrica e inquietante normalità. Il preambolo è quello di uno scontro imminente tra fazioni di “maranza”, il fenomeno delle baby gang che sta segnando le cronache locali. In mezzo al capannello di studenti in attesa delle corriere, spunta improvvisamente una pistola, con ogni probabilità una scacciacani, priva però del tappo rosso. Nel video si distingue chiaramente il passaggio dell’arma tra due ragazzi: uno di loro la impugna con disinvoltura e spara un colpo verso il cielo, prima che la clip si interrompa bruscamente. Un gesto di sfida plateale, consumato in un luogo simbolo del pendolarismo studentesco, che ha seminato il panico tra i passanti.
Sospetti su una baby gang: la scia di violenza nel quartiere
I Carabinieri, che hanno già acquisito i filmati e avviato le indagini per risalire ai responsabili, seguono una pista precisa. Gli autori del gesto potrebbero appartenere alla medesima banda giovanile che da settimane terrorizza il quartiere di Porto. Il curriculum criminale del gruppo si starebbe infittendo rapidamente: dalle prime ricostruzioni emergono collegamenti con la brutale aggressione subita da un giovane sul sagrato della chiesa di Porto, colpito con un sasso poche settimane fa, e con la maxi rissa esplosa tra gli istituti Enaip e San Davide la scorsa settimana. Un’escalation di violenza che sembra non conoscere argini e che vede protagonisti soggetti sempre più giovani e sfrontati.
L’allarme del Sindaco: “Le forze dell’ordine non bastano”
La gravità dell’accaduto ha spinto il primo cittadino di Legnago, Paolo Longhi, a intervenire duramente per chiedere misure più incisive a tutela della sicurezza pubblica. Il sindaco non ha nascosto il proprio turbamento di fronte a immagini che descrivono un degrado sociale difficile da contenere. Nel video di commento ai fatti, Longhi si dice “preoccupato per le baby gang” e, pur esprimendo profonda gratitudine per il lavoro incessante dei militari impegnati nel reprimere tali episodi, lancia un monito che sa di emergenza: “non basta”. Il messaggio è chiaro: serve un intervento coordinato che vada oltre il semplice presidio del territorio, per eradicare un fenomeno che rischia di sfuggire definitivamente al controllo delle istituzioni.






