Un circuito ben organizzato, fatto di locali esclusivi, giovani ragazze e clienti facoltosi, tra cui anche sportivi. È questo lo scenario delineato dall’inchiesta della Procura di Milano, che punta a far luce su un presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
Secondo gli atti, le ragazze – molte poco più che maggiorenni – sarebbero state spinte ad “acchiappare” clienti durante le serate, per poi proseguire con prestazioni sessuali negli hotel di lusso. “Almeno il 50% dei compensi veniva trattenuto”, ha raccontato una delle testimoni, aggiungendo che alle giovani veniva richiesto anche di pagare “il canone delle camere”.
Arresti e ruoli nell’organizzazione
Al centro dell’indagine una presunta società schermo, attraverso cui si sarebbe strutturato il sistema. Quattro le persone finite agli arresti domiciliari, ritenute dagli inquirenti i principali organizzatori. Secondo l’accusa, ciascuno aveva un compito preciso: dalla gestione delle ragazze alla pianificazione degli incontri post-serata. Gli interrogatori davanti al giudice sono fissati nei prossimi giorni.
Le “parole chiave” e i nomi dei calciatori
Uno degli elementi più delicati riguarda l’analisi dei telefoni sequestrati. Gli investigatori hanno stilato una lunga lista di “parole chiave”, tra cui oltre sessanta cognomi di calciatori.
Quei nomi compaiono in intercettazioni e chat, ma al momento non implicano responsabilità penali. “Nessuno dei giocatori è indagato”, emerge chiaramente dagli atti. Molti potrebbero aver semplicemente partecipato alle serate senza usufruire di servizi illeciti.
Bonifici e conti all’estero
L’indagine segue anche la traccia del denaro. Sono stati individuati bonifici per circa 200mila euro, partiti da sportivi verso gli indagati. Tuttavia, resta da chiarire la natura di questi pagamenti. Parallelamente, la Guardia di Finanza sta cercando i fondi all’estero: parte dei proventi sarebbe transitata su conti stranieri, in particolare in Lituania. “Si tratta di somme potenzialmente riconducibili ad autoriciclaggio”, si legge nei documenti.
Le testimonianze e il racconto delle ragazze
Le audizioni delle giovani proseguono da giorni. Nessuna risulta indagata: tutte sono ascoltate come testimoni per ricostruire il funzionamento del sistema.
Una di loro ha riferito anche dell’uso del “gas esilarante”, consumato con palloncini durante le serate. Ha inoltre descritto una rete strutturata, con persone incaricate di selezionare le ragazze, contattare i clienti e gestire gli spostamenti.
Sequestri milionari e sviluppi
La Procura ha già disposto un sequestro preventivo da oltre 1,2 milioni di euro, finalizzato alla confisca. Gli investigatori stanno lavorando per rintracciare e congelare le somme.
Non si esclude che, nelle prossime fasi, alcuni calciatori possano essere convocati come testimoni per chiarire eventuali contatti o incontri.
*Foto: ANSA






