Qualcosa inquieta il mondo culturale calabrese, qualcosa di molto antipatico, se non sarà corretto dal buon senso politico, che in alcune lande della Cittadella è stato perso da tempo, e che il governatore dovrebbe ripristinare con urgenza. “Ci sono manager del cerchio magico andati letteralmente via di testa, in preda a deliri di onnipotenza”, sussurrano non pochi dipendenti del palazzo, infastiditi da un certo fare rapace di estranei ai ruoli regionali, che amano sovrapporsi a dirigenti con la complicità di zarine e zarini dall’ambizione sfrenata. Ma questo, per ora, non ci riguarda.
Alle origini della Cabina di regia
Adesso facciamo un piccolo passo indietro, e andiamo agli albori del governo Occhiuto bis.Erano i primi di novembre del 2025, e uno dei primi atti approvati dal nuovo esecutivo regionale è stata l’istituzione della “Cabina di regia delle visioni culturali”, che peraltro fu anche un cavallo di battaglia della campagna elettorale culminata con la vittoria del centrodestra ad ottobre scorso.
La Cabina in seguito si infrattò un pochettino tra le emergenze e le priorità politiche, per emergere di nuovo in questi tempi, in tutta la sua poco raccomandabile veste. Ma occorre chiarire prima di che cosa si tratti, perché molti calabresi ne hanno nel frattempo perso la memoria. “E’ un organismo strategico istituito dalla Giunta regionale della Calabria che mira a coordinare e pianificare le politiche culturali, valorizzando il patrimonio materiale e immateriale in linea con l’agenda europea”, si legge su alcune carte ufficiali.
Insomma, i poteri ascritti alla Cabina sono notevoli, considerando la vastità del cartellone culturale calabrese, in gran parte sostenuto dalle provvidenze pubbliche; a volte meritatamente, altre meno. Ma non siamo qui per fare opera di discernimento tra le proposte culturali che animano la scena calabrese.
Il nodo delle nomine e dei compensi
In questa sede ci preme far nostro un timore molto diffuso e, crediamo, per nulla infondato. Ci si riferisce, in tal senso, che il decreto di nomina di 11 (?) personalità del mondo della cultura quali componenti della suddetta Cabina stia per venire al mondo. Gli stessi ‘eletti’ percepiranno anche qualche soldino, e ci può pure stare, anche se ciò aumenterà l’immagine di una Cittadella produttrice di “poltrone e sofà”.
Quel che stona è la modalità di scelta degli ‘apostoli’ che dovranno coordinare, e decidere, cosa sia degno di entrare nel grande menu della cultura sovvenzionata e quel che invece non merita attenzione. Chi sono costoro, lo scopriremo presto, a meno che il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, non venga fulminato dal dubbio (salutare) che forse questa Cabina può diventare un’altra chicca della serie “Calabria straordinariamente sprecona”, come i sottosegretari; meglio sarebbe costruire ex novo un assessorato al ramo, anziché spezzettarlo tra dipartimenti e Uoa, spesso pure in conflitto tra loro, e sotto la non sempre gradita invadenza della Film Commission, lievitata un pò troppo.
Nomine politiche e rischio conflitti di interesse
Un dato è sicuro, i gran visir che comporranno l’inquietante Cabina di regia sono stati cooptati dal potere politico. Nessun bando, nessuna manifestazione di interesse, nessun criterio con la C maiuscola: solo indicazioni e nomine d’imperio.
Tant’è che qualche intellettuale avrebbe pure rifiutato la ‘chiamata diretta’ in regia, anche per evitare il rischio di sedersi a fianco a qualche membro in evidente conflitto di interesse (componente del board e percettore di sovvenzioni?). Tra poco capiremo meglio il funzionamento di un organismo che ci auguriamo il presidente Occhiuto possa far abortire, ridimensionando certi manager del cerchio magico che rischiano con il loro agire di appannargli l’immagine in un momento peraltro importante per lui.
L’interrogazione e i primi effetti politici
Intanto, Ernesto Alecci ha presentato una interrogazione sulla revoca delle procedure per l’istituzione del progetto ‘Parchi Culturali’. Il sospetto è che la boiata della Cabina di Regia stia già facendo danni alla cultura calabrese.




