L’approvazione del Piano regionale dei trasporti della Calabria, datata marzo 2026, continua a sollevare un polverone di polemiche.
Al centro della bufera finisce la decisione della giunta guidata da Roberto Occhiuto di accantonare definitivamente il tracciato centrale passante per Tarsia, una scelta che, secondo Giuseppe Campana, portavoce regionale di Europa Verde/AVS, rappresenta una condanna a vita per gran parte del territorio calabrese.
Un piano trasporti che certifica la resa strategica
Secondo Campana, il documento approvato dalla Regione non è una visione di futuro, ma una rinuncia consapevole.
“Il Piano regionale trasporti elaborato dalla giunta Occhiuto non è una pianificazione a medio/lungo termine ma una resa. Il documento approvato a marzo 2026 certifica una rinuncia strategica che la Calabria pagherà per sempre“, esordisce il portavoce di AVS.
Per Campana, l’esclusione del nodo di Tarsia non è dettata da vincoli tecnici, ma da una precisa volontà politica di gerarchizzare il territorio: “La scelta di accantonare il tracciato centrale non ha nulla di tecnico, è un atto politico preciso: decidere chi resta dentro e chi resta fuori dalla mobilità del futuro. E Occhiuto ha deciso di condannare all’arretratezza socio-economica quasi tutta la Calabria“.
Il nodo di Tarsia e la marginalizzazione dello Jonio
La critica si sposta poi sulla geografia dei trasporti delineata dal nuovo piano, che secondo i Verdi penalizzerebbe aree già fragili. “Chi resta fuori è evidente – attacca Campana – viene penalizzata quasi tutta la provincia di Cosenza, marginalizzata la dorsale jonica, spinti ai margini il Crotonese e la Locride. Gran parte della Calabria è stata scientemente declassata a periferia permanente”.
L’accusa è quella di aver puntato tutto su una linea tirrenica che, per limiti fisici, non potrà mai garantire le prestazioni promesse dalla propaganda: “Si sceglie deliberatamente di concentrare tutto su una linea tirrenica che non potrà mai essere una vera alta velocità. Lo dicono i tecnici e gli studi: si sta vendendo come modernizzazione ciò che è, nella sostanza, una rabberciata“.
Milioni per il Ponte e briciole per i calabresi
Un altro punto dolente toccato da Campana riguarda la sproporzione tra gli investimenti previsti per il Ponte sullo Stretto e quelli per la rete ferroviaria regionale.
Citando il Def 2025, il portavoce evidenzia come il costo della vera Alta Velocità tra Praia e Reggio Calabria si aggiri intorno ai 18 miliardi di euro.
“Quella cifra racconta una verità scomoda: per il ponte sullo Stretto di Messina le risorse si trovano, per la mobilità dei calabresi no. Nella servile complicità del poltronificatore”, tuona l’esponente di AVS, sottolineando come la Calabria rischi di rimanere “nel Medioevo, mentre il resto d’Europa attraversa il XXI secolo”.
Una battaglia politica contro il moltiplicatore di poltrone
Per Europa Verde/AVS, la cancellazione del nodo di Tarsia significa spegnere l’idea di una regione interconnessa capace di unire Tirreno e Ionio. Campana conclude con un attacco frontale alla gestione politica del centrodestra: “Questo piano non unisce, divide. Non accelera, rallenta. È un documento che trasforma un’occasione storica in un compromesso al ribasso. AVS ne farà una battaglia in tutte le sedi per denunciare un andazzo vergognoso architettato da chi è un fenomeno solo in una cosa: ingrassare il suo cerchio magico e moltiplicare poltrone“.






