A Catanzaro si apre ufficialmente la partita per il rinnovo della governance di AMC S.p.A., la società interamente partecipata dal Comune che gestisce il trasporto pubblico cittadino. Palazzo De Nobili ha pubblicato tre avvisi distinti: uno per la nomina dell’amministratore unico, uno per il collegio sindacale e uno per il revisore legale. Una procedura formalmente pubblica, costruita sullo schema della manifestazione d’interesse, che però arriva in un momento politicamente tutt’altro che neutro.
L’attuale amministratore unico, l’avvocato Eugenio Felice Perrone, è infatti in scadenza con la prossima approvazione del bilancio 2025, fissata per la fine di maggio. Proprio l’avviso per l’amministratore unico chiarisce che l’incarico attuale scadrà con l’approvazione del bilancio 2025 e che la nuova procedura servirà a individuare il nuovo vertice della società.
Il nodo politico: perché cambiare ora?
C’è una domanda ancora senza risposta: che senso ha aprire oggi una manifestazione d’interesse, quando in passato, in situazioni simili, si è scelto la strada della proroga dell’amministratore uscente? Il punto non è solo amministrativo, ma politico. Se il sindaco Nicola Fiorita dovesse cadere o chiudere anticipatamente la propria esperienza amministrativa, anche il nuovo amministratore unico decadrebbe automaticamente con la fine del mandato del primo cittadino. Lo stesso avviso lo mette nero su bianco: la nomina dell’amministratore unico “cesserà automaticamente al momento della scadenza del mandato del Sindaco”, fatte salve le norme sulla proroga degli organi amministrativi.
E allora il dubbio diventa inevitabile: sostituire oggi il vertice di una partecipata complessa come AMC per un periodo potenzialmente breve rischia di trasformarsi in una scelta fragile. Per conoscere davvero la macchina aziendale, i rapporti interni, le criticità del trasporto pubblico, le scadenze, i contratti e le dinamiche operative, serve tempo. Almeno un anno, secondo chi conosce il funzionamento delle partecipate. Cambiare guida a ridosso di una fase politicamente instabile può dunque apparire più come una mossa di equilibrio interno che come una scelta industriale.
La procedura c’è, ma la partita è politica
Gli avvisi prevedono candidature tramite PEC, curriculum, requisiti professionali e assenza di cause di incompatibilità. Le domande dovranno arrivare entro 15 giorni dalla pubblicazione all’albo pretorio. Ma l’avviso precisa anche un passaggio decisivo: non si tratta di una procedura concorsuale, non ci saranno punteggi né graduatorie di merito. L’incarico viene definito fiduciario, “intuitu personae”. Tradotto: la scelta resta politica. La vicenda AMC diventa una delle partite più delicate della fase finale dell’amministrazione Fiorita.
Secondo quanto filtra dagli ambienti politici cittadini, attorno alla partecipata non si muoverebbe soltanto il perimetro più vicino al sindaco. Anche il vice presidente della Regione Calabria Filippo Mancuso, indicato da più parti come una delle stampelle politiche dell’attuale assetto, avrebbe interesse a rivendicare una postazione per una figura a lui vicina. Ma il pressing non sarebbe limitato alla maggioranza: anche pezzi del centrodestra avrebbero bussato alla porta, guardando ad AMC come a una casella strategica in vista della fase pre-elettorale.
AMC come prebenda?
Il rischio, insomma, è che una società per azioni interamente pubblica venga trattata come una prebenda politica, una casella da distribuire per placare mal di pancia, garantire equilibri, blindare rapporti e preparare il terreno in vista delle prossime scadenze elettorali.
AMC non è una partecipata qualsiasi. Gestisce trasporto pubblico, personale, servizi, appalti, rapporti sindacali, scadenze contrattuali. E nei prossimi mesi potrebbero aprirsi partite pesanti: dai concorsi al destino degli interinali in scadenza, fino alla gestione complessiva di una macchina aziendale che, in periodo pre-elettorale, diventa inevitabilmente sensibile.
Mettere mano alla governance proprio adesso significa assumersi una responsabilità enorme. Perché non si tratta solo di scegliere un nome, ma di consegnare a qualcuno una leva amministrativa e organizzativa pesante, dentro una fase politicamente mobile e con il bilancio 2025 ormai alle porte.
Collegio sindacale e revisore: tutte le caselle in movimento
La partita non riguarda soltanto l’amministratore unico. Gli altri due avvisi riguardano il rinnovo del collegio sindacale, composto da tre membri effettivi, uno dei quali con funzioni di presidente, e due supplenti. Anche in questo caso l’incarico è collegato all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2025. Stesso discorso per il revisore legale, il cui incarico è in scadenza e dovrà essere rinnovato secondo criteri di competenza, autonomia, indipendenza ed esperienza professionale.
Tre avvisi, dunque. Tre caselle. Tre nomine pesanti. Formalmente tutto passa dalla trasparenza amministrativa. Politicamente, però, la domanda resta aperta: AMC sarà guidata da una scelta davvero industriale o diventerà l’ennesimo tavolo su cui misurare i rapporti di forza tra Fiorita, la sua maggioranza, le stampelle consiliari e i pezzi di centrodestra già proiettati sulla prossima partita elettorale?








