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13 Aprile 2026
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Calabrese, l’uomo-giunta tra potere e sfide: “Referendum? Abbiamo perso tutti. Ora aprire un dialogo con Gratteri”

Dalla sconfitta referendaria alle vertenze lavoro fino alla sanità: l’assessore rilancia l’azione del centrodestra. Affondo contro il passato: “Disastri nati con Oliverio, oggi stiamo ricostruendo credibilità”

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È soprannominato l’uomo-giunta, Giovanni Calabrese, per via delle tante pesantissime deleghe affidategli anche nell’Occhiuto bis. Turismo, fiere, lavoro, attività produttive e una serie di controlli su entità strategiche sono il suo pane quotidiano, che divide con collaboratori di prim’ordine, come i dirigenti Fortunato Varone e Roberto Cosentino. È iniziato tutto da Locri, da un’esperienza amministrativa di destra pura, che Fratelli d’Italia ha saputo valorizzare, con estremo ritardo. Ma, come suol dirsi, meglio tardi che mai.

Calabrese è un amministratore leale sempre, non fino alla curva come certuni, “ma se provi a fotterlo — dicono — te lo fa notare tuonandotelo in faccia, non importa chi tu sia”. Sarà forse anche per la sua schiena dritta che alle tante deleghe che egli ha, recentemente se n’è aggiunta una diversa, più gravosa, tutta politica: quella alla ricostruzione del ponte, ossia del collegamento tra la destra di valori e Nicola Gratteri, che l’orrenda comunicazione referendaria calabrese — praticata pure dai pasdaran con partita Iva e con l’inchiostro della penna dal colore variabile (“mo sono con Occhiuto, domani cu sapi”) — ha gravemente lesionato. Leggere l’intervista che segue per credere.

Assessore, la sconfitta referendaria è un campanello d’allarme per Fratelli d’Italia o è un episodio elettorale già archiviato?

“Tutte le sconfitte elettorali devono essere considerate un campanello d’allarme, e anche questa non fa eccezione. In vista della prossima, e più importante, scadenza elettorale, sarà necessario spiegare ai cittadini il grande impegno del Governo e i tanti ed evidenti risultati ottenuti in questi anni difficili, caratterizzati da un contesto internazionale complesso, che ha inciso evidentemente anche sul programma di governo. Essere stati costantemente come coalizione sopra percentuali elevate nei sondaggi non deve consentirci alcuna distrazione, come forse è avvenuto per qualcuno nella recente campagna referendaria sulla giustizia. Il risultato finale rappresenta una sconfitta non solo per Fratelli d’Italia o per una parte politica, ma per tutti, magistratura compresa. I cittadini sono stati bombardati da una comunicazione fuorviante e, disorientati, hanno scelto la strada del mantenimento dello status quo. La riforma della giustizia avrebbe potuto essere utile anche alla magistratura, che invece è scesa in campo assumendo un ruolo politico inedito. Probabilmente anche il centrodestra non è stato in grado di comunicare efficacemente ai cittadini l’importanza e gli obiettivi della riforma. Sono convinto che, alla fine, abbiamo perso tutti, ribadisco: anche la magistratura. Naturalmente, questa è una mia convinzione. Oggi si dovrebbe raccogliere l’appello del Procuratore Gratteri, che il giorno successivo ha dichiarato che “la riforma era necessaria, ma il metodo è stato sbagliato”. Sarebbe opportuno aprire un dialogo con il Procuratore Gratteri — storicamente osteggiato dal correntismo della magistratura — per provare a realizzare almeno una parte della riforma anche attraverso una legge ordinaria. In ogni caso, emerge un dato interessante e rilevante sulla partecipazione al voto: l’Italia si è, di fatto, divisa a metà”.

Si parla poco di lavoro in questo periodo, eppure ci sono vertenze importanti. Qual è quella che la sta assorbendo di più?

“Di lavoro parliamo ogni giorno e, con grande impegno, insieme al presidente Roberto Occhiuto stiamo portando avanti politiche serie, costruttive e soprattutto diverse rispetto al passato, quando le risorse venivano utilizzate esclusivamente per alimentare il precariato, incidendo negativamente sulla vita di migliaia di calabresi. Oggi, attraverso un confronto costante con sindacati e associazioni di categoria, stiamo sostenendo le aziende per creare occupazione reale, che è ciò che i calabresi ci chiedono. Le vertenze TIS e Abramo Customer Care sono certamente tra le più difficili, ma le stiamo affrontando con grande responsabilità. Chi oggi è all’opposizione continua a fare demagogia sulla pelle dei cittadini calabresi, con interventi imbarazzanti e privi di qualsiasi proposta concreta. Entro fine anno puntiamo a chiudere la questione del cosiddetto “precariato storico”, che altri hanno creato e che, fino ad oggi, nessuno ha avuto il coraggio di affrontare. Leggi come la 1, la 15, la 54, la 28, insieme a stagisti, borsisti, TIS e molti altri bacini di precariato, sono stati creati a fini elettorali e poi abbandonati. Forse oggi qualcuno, invece di criticare, dovrebbe provare vergogna e scegliere il silenzio”.

Comunichiamo troppi spettacoli e poche opportunità occupazionali. A quando un cambiamento di comunicazione, assessore?

“Non è assolutamente così: per ogni ambito esiste una comunicazione adeguata. Sul tema dell’occupazione abbiamo fatto molto e abbiamo comunicato altrettanto. La verità è che la comunicazione su fiere ed eventi risulta più attrattiva ed è correlata, se vogliamo creare opportunità lavorative anche nel settore turistico. Fiere ed eventi rappresentano, infatti, veri attrattori di sviluppo. Sul lavoro e sulle opportunità occupazionali esiste una comunicazione imponente, che raggiunge quotidianamente le persone interessate. Basta consultare il portale del lavoro, interattivo e costantemente aggiornato grazie all’attività dei Centri per l’impiego. La invito inoltre a prendere visione del programma Padel, uno strumento strategico concepito in sinergia tra i Dipartimenti Lavoro, Imprese e Aree Produttive e Programmazione Unitaria della Regione, con l’obiettivo di garantire nuove forme di occupazione in Calabria. Il Piano per l’Occupazione 2023-2027, in riferimento alle priorità “Una Calabria con più opportunità” e “Una Calabria più inclusiva per i giovani”, propone una nuova narrazione della Calabria. Le misure sono finalizzate a migliorare l’inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro, a promuovere un’occupazione di qualità, a rafforzare l’integrazione tra pubblico e privato e a sviluppare competenze digitali. Sono inoltre calibrate su specifici target: giovani, donne e lavoratori svantaggiati. Proprio in questi giorni abbiamo pubblicato “Lavoro giovani Calabria”, deliberato l’avviso sul reddito di merito, un tassello strategico per trattenere e valorizzare i nostri giovani talenti, con ricadute importanti sul mercato del lavoro regionale. E poi Fusese, In.Tur, Dunamis, Transformer Calabria, Aiuto alle imprese, Formarsi per competere”.

L’uscita dal commissariamento sulla sanità dopo 18 anni è un risultato storico?

“La sanità ha rappresentato e rappresenta un grave problema, soprattutto a causa delle politiche scellerate del passato. Oggi, invece, le politiche di risanamento, serie e rigorose, portate avanti dal presidente Occhiuto e dal Governo regionale hanno centrato un primo importante obiettivo: come annunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni qualche mese fa, siamo finalmente usciti dal commissariamento. Questo ci consentirà di avere maggiori margini di manovra nelle politiche assunzionali e negli investimenti necessari per le nostre strutture ospedaliere. Anche sulla sanità registriamo una posizione ridicola da parte dell’opposizione, che, avendo la memoria corta, dimentica i disastri sanitari avvenuti principalmente durante il governo Loiero e aggravatisi ulteriormente con Oliverio. Proprio Oliverio aveva promesso di portare la Calabria fuori dal piano di rientro, ma, a causa della sua scarsa credibilità, il Governo nazionale, dello stesso colore politico, gli ha preferito il commissario Scura, e successivamente figure come Zuccatelli e Cotticelli. Oggi la situazione è completamente diversa e, passo dopo passo, la sanità pubblica sta recuperando quella credibilità smarrita in quegli anni. Il percorso è ancora lungo, ma siamo fiduciosi che, grazie alle politiche che stiamo portando avanti anche in questo complesso settore, riusciremo a raggiungere gli obiettivi prefissati”.

A Reggio Calabria sarà Cannizzaro il candidato unitario di centrodestra. Ciò significa che sarà vostro in una tra Catanzaro, Cosenza o Crotone?

“A Reggio siamo pronti, al fianco di Cannizzaro, che rappresenta la figura più autorevole che il centrodestra potesse mettere in campo per la ricostruzione della città, dopo undici anni di pessima amministrazione, sia al Comune sia alla Città metropolitana. Su Crotone sono in corso trattative; anche su Cosenza e Catanzaro Fratelli d’Italia è pronta ad affrontare la sfida, con una classe dirigente di alto livello e con figure autorevoli che proporremo alla coalizione. Per noi prevale sempre il progetto politico rispetto alle posizioni. Oggi possiamo contare su una classe dirigente autorevole, guidata da Wanda Ferro, di alto profilo, insieme a donne e uomini che ricoprono ruoli importanti. Le nostre politiche sono state premiate alle ultime elezioni regionali, con un aumento del consenso di oltre tre punti percentuali e con l’elezione di una squadra di consiglieri capace e competente. Anche i risultati delle recenti elezioni provinciali di Catanzaro, Cosenza e Crotone mostrano un partito sempre più radicato sui territori e una squadra di amministratori impegnati a migliorare la propria regione”.

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