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4 Maggio 2026
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Depositi costieri a Vibo Marina, Ergotrade esiste davvero e denuncia: “Anomalie sulla concessione, ora serve chiarezza”

La società respinge l’etichetta di operatore fantasma e rivendica un progetto industriale per l’impianto: "Siamo gestori, non esecutori diretti di opere specialistiche". Poi affonda sulla procedura: segnalati alle autorità tempi, pubblicazione e passaggi amministrativi

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Non è un’azienda fantasma. Chi nei mesi scorsi ha provato a liquidare Ergotrade come una sigla senza volto, senza capitali e senza credibilità, dovrà ricredersi. La società esiste, ha un amministratore in carne e ossa, una struttura operativa reale e una proposta alternativa già depositata agli atti: delocalizzazione dell’impianto a spese proprie, più occupazione, petroliere fuori dal porto grazie a una boa offshore a 400 metri dalla costa. Un progetto concreto, non un maquillage — come qualcuno ha tentato di far passare. Ora Ergotrade si materializza, rompe il silenzio e lo fa dalle sedi che contano: non dai social, non dai comunicati stampa, ma dagli atti formali trasmessi alle autorità competenti, dove ha sollevato dubbi precisi su tempi, trasparenza e legittimità di una procedura che vale vent’anni di destino portuale. Calabria7 l’ha incontrata in esclusiva. E questa è la sua versione dei fatti nell’intricata vicenda che ruota intorno ai depositi costieri di Vibo Marina.

Nelle ultime settimane si è parlato molto anche di Ergotrade nella querelle sulla delocalizzazione dei depositi petroliferi. Chi siete e qual è il vostro ruolo?

“ErgoTrade S.r.l. è una società operante nel settore logistico-energetico, con sede legale e struttura operativa in Italia. Il nostro ruolo è quello di operatore industriale interessato alla gestione efficiente e conforme alle normative di infrastrutture strategiche, come i depositi costieri di prodotti energetici. Abbiamo partecipato alla procedura relativa al deposito di Vibo Marina presentando un progetto tecnico-industriale concreto, sostenibile e orientato anche all’interesse pubblico, fermo restando il nostro ruolo di impresa commerciale.”

Andiamo subito al punto: cosa sta succedendo davvero nella vicenda relativa ai depositi costieri di Vibo Marina?

“Sulla base degli elementi a nostra disposizione, emerge una situazione che riteniamo meritevole di approfondimento sotto il profilo amministrativo. Parliamo di una concessione pubblica strategica per la quale, da quanto risulta, è in corso una gestione nell’ambito di una procedura che presenta alcuni aspetti che, a nostro avviso, richiedono chiarimenti da parte degli enti competenti. Abbiamo una nostra lettura tecnica della situazione, che tuttavia riteniamo corretto non rendere pubblica in questa sede, nel rispetto dei ruoli istituzionali e delle Autorità chiamate a svolgere le relative valutazioni.”

Quando parlate di “anomalie”, a cosa vi riferite esattamente?

“Ci riferiamo a elementi documentali che abbiamo ritenuto opportuno segnalare nelle sedi competenti, tra cui: possibili disallineamenti tra modalità e tempistiche di pubblicazione; tempistiche di partecipazione che, secondo la nostra valutazione, meritano un approfondimento; modalità di gestione delle fasi procedurali che, per come percepite dall’esterno, richiedono chiarimenti. Precisiamo che si tratta esclusivamente di osservazioni di natura tecnico-amministrativa, rimesse alle Autorità competenti per ogni valutazione.”

State dicendo che il bando è irregolare?

“Come abbiamo già detto, non esprimiamo giudizi definitivi. Rileviamo che la procedura, per alcuni aspetti, potrebbe presentare profili che meritano verifica sotto il profilo della legittimità amministrativa. Abbiamo formalizzato tali osservazioni nelle sedi competenti.”

Nel frattempo chi gestisce l’impianto?

“Da quanto risulta, l’impianto è operativo. Non essendo in possesso di tutti gli elementi nella disponibilità della Pubblica Amministrazione, riteniamo opportuno che venga assicurata piena chiarezza sul quadro autorizzativo e concessorio vigente.”

Quali sono le conseguenze?

“In presenza di un quadro amministrativo non pienamente definito, potrebbero verificarsi: incertezza nella pianificazione degli investimenti; rallentamento dello sviluppo dell’area; complessità nella gestione di un’infrastruttura energetica rilevante. Si tratta di valutazioni prospettiche che evidenziano l’importanza della chiarezza amministrativa.”

Avete parlato anche di possibili responsabilità. È un’accusa?

“No. Non formuliamo accuse. Le nostre sono valutazioni tecniche contenute in atti formali, trasmesse agli organi competenti affinché possano svolgere ogni opportuna verifica. Il nostro unico riferimento è il rispetto della legalità e il corretto funzionamento delle procedure pubbliche.”

Cosa propone Ergotrade?

“Una gestione industriale moderna, orientata a: incremento degli standard di sicurezza; tutela e valorizzazione dei lavoratori; eventuale riorganizzazione logistica degli impianti, ove tecnicamente ed economicamente sostenibile, anche tenendo conto delle istanze del territorio espresse nelle sedi istituzionali.”

I lavoratori rischiano il posto?

“No. Il nostro approccio è orientato alla continuità occupazionale e, ove possibile: mantenimento del personale esistente; potenziale incremento dell’occupazione, anche in relazione a eventuali sviluppi progettuali autorizzati; rafforzamento dell’organico in funzione dello sviluppo industriale.”

Perché questa vicenda dovrebbe interessare i cittadini?

“Perché riguarda: la fruizione di un bene pubblico e del territorio; la trasparenza delle procedure amministrative; la gestione di un’infrastruttura energetica rilevante per l’economia locale. Non si tratta esclusivamente di un confronto tra operatori economici.”

Qual è oggi il rischio concreto?

“Il rischio, in termini generali, è che eventuali elementi di incertezza possano incidere sui tempi di sviluppo e sugli investimenti, rendendo auspicabile una definizione chiara e condivisa del quadro amministrativo.”

Qualcuno ha messo in dubbio che ErgoTrade abbia la capacità economica e tecnica per sostenere gli investimenti, in particolare per opere complesse come una boa off-shore. Come rispondete?

“Riteniamo che tali osservazioni possano derivare da una lettura non completa del progetto. La sostenibilità economica è basata su un modello industriale strutturato, fondato su flussi economici tipici del settore e su una pianificazione finanziaria sviluppata a livello progettuale. Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, le opere specialistiche – come le infrastrutture offshore – vengono normalmente realizzate da operatori qualificati e certificati. Il concessionario svolge un ruolo di programmazione, coordinamento e controllo, secondo standard consolidati nel settore energetico. ErgoTrade opera come gestore industriale e concessionario, non come esecutore diretto di opere specialistiche.”

Cosa chiedete alle istituzioni?

“Chiediamo chiarezza, trasparenza, efficienza e decisioni nel rispetto delle normative vigenti.”

E se questo non accade?

“Abbiamo sottoposto le nostre osservazioni alle Autorità competenti. Ci atterremo alle decisioni che verranno adottate, nel pieno rispetto del quadro normativo, proseguendo le nostre attività secondo le opportunità disponibili. Il nostro obiettivo è operare in un contesto di regole certe e trasparenti.”

Perché non avete fatto ricorso al T.ar?

“Il Tar rappresenta lo strumento ordinario per la tutela amministrativa. Abbiamo inizialmente attivato gli strumenti di autotutela, ritenendo che potessero consentire una verifica rapida delle questioni sollevate. Successivamente, abbiamo ritenuto opportuno sottoporre la vicenda alle Autorità competenti affinché possano valutare i profili amministrativi rilevanti. Il nostro approccio rimane improntato alla trasparenza e al rispetto della legalità.”

Un messaggio ai cittadini di Vibo Valentia?

“Il nostro interesse è contribuire allo sviluppo del territorio attraverso: investimenti; occupazione; sicurezza operativa. Operiamo con una visione industriale di medio-lungo periodo.”

E alle istituzioni?

“Ribadiamo l’importanza della trasparenza e della corretta gestione dei beni pubblici. Il rispetto delle regole rappresenta un elemento essenziale per garantire uno sviluppo economico solido e sostenibile, in quanto consente a tutti gli operatori, pubblici e privati in simbiosi, di operare all’interno di un sistema coordinato, simile a un ingranaggio in cui ogni elemento deve funzionare correttamente per evitare inefficienze nel tempo.”

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