In una Calabria in cui i servizi essenziali sembrano un miraggio, c’è chi prova a tracciare una rotta alternativa partendo dalla “bellezza pubblica” che la politica regionale ha lasciato troppo spesso a marcire.
La proposta di legge presentata da Elisabetta Maria Barbuto, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, punta a mettere a sistema un patrimonio architettonico e paesaggistico immenso, ma attualmente frammentato e privo di una strategia di valorizzazione reale.
L’obiettivo è chiaro: rilanciare l’economia delle aree interne e promuovere un turismo culturale e sostenibile che non sia solo uno slogan elettorale.
Una rete per uscire dall’isolamento culturale
La consigliera Barbuto non usa mezzi termini per descrivere la situazione attuale: “La Calabria custodisce un tesoro immenso, spesso nascosto nei nostri borghi e nelle aree interne”.
Con questa proposta si vuole istituire una Rete regionale dedicata, capace di mettere finalmente a sistema ville, castelli e parchi che rappresentano “segni autentici della nostra storia e della nostra identità”. È un tentativo di dare una struttura organica a ciò che oggi è abbandonato all’iniziativa dei singoli o, peggio, all’oblio burocratico di una Regione che non riesce a vedere oltre l’emergenza.
Tecnologia e micro-imprese contro lo spopolamento
La legge non guarda solo al passato, ma punta a generare un indotto economico non delocalizzabile attraverso il sostegno alle piccole imprese artigiane locali. U
n aspetto cruciale riguarda l’innovazione: il progetto prevede infatti l’uso di tecnologie come l’IoT (Internet of Things) e la digitalizzazione per modernizzare un’offerta culturale che altrimenti rischierebbe di restare polverosa.
“Oltre il 50% di questi beni si trova in Comuni con meno di 20.000 abitanti”, ricorda Barbuto, evidenziando come investire qui significhi dare ossigeno a comunità che la politica regionale sta lasciando spopolare senza colpo ferire.
Nessuna tassa, solo capacità di programmazione
In un territorio già vessato da tributi e disservizi, il punto di forza della proposta è l’invarianza finanziaria per il bilancio regionale. Non si chiedono nuove tasse ai calabresi, ma si propone uno strumento per intercettare finalmente i fondi nazionali ed europei che troppo spesso tornano a Bruxelles per incapacità progettuale.
“Offriamo uno strumento programmatico per trasformare la nostra bellezza in sviluppo concreto”, conclude Barbuto, lanciando una sfida aperta a una Cittadella che finora ha dimostrato di avere poche idee e molta confusione sulla gestione del patrimonio pubblico.








