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17 Maggio 2026
17 Maggio 2026
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Forza Italia serra i ranghi a Lamezia Terme: al via il primo congresso regionale con Tajani e Craxi

Oltre tremila presenze attese al Palasport per l'assise che consacrerà la leadership di Francesco Cannizzaro attraverso una mozione unitaria. Sullo sfondo, il trasferimento del presidio sindacale dei lavoratori ex Lsu-Lpu disposto dalla Questura.

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Forza Italia sceglie la centralità di Lamezia Terme per celebrare il suo primo congresso regionale in Calabria, un appuntamento che si preannuncia cruciale per gli equilibri politici del territorio. A partire dalle ore 9,30, il Palasport cittadino diventerà il baricentro del dibattito azzurro con una partecipazione stimata che supera i tremila delegati. I riflettori sono puntati sulla presenza del segretario nazionale e vicepremier Antonio Tajani, mentre la presidenza dei lavori è affidata a Stefania Craxi, capogruppo del partito in Senato. A dare ulteriore peso istituzionale all’assise calabrese interverrà come ospite d’onore il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo.

I vertici della cittadella regionale parteciperanno al completo, guidati dal governatore Roberto Occhiuto, che interverrà nella duplice veste di presidente della Regione e di vice segretario nazionale del movimento fondato da Silvio Berlusconi. Insieme a lui, la platea vedrà la partecipazione di consiglieri e assessori regionali, parlamentari, amministratori locali e l’intera classe dirigente territoriale, uniti per tracciare la linea politica del prossimo futuro.

Una mozione unitaria nel segno della continuità e del radicamento

L’assise congressuale si svilupperà attorno a un binario ampiamente condiviso, volto a dimostrare la solidità interna della compagine azzurra. La presentazione di una mozione unica, affidata a Emanuele Ionà, sancirà formalmente la riconferma alla guida della segreteria calabrese del deputato e vice capogruppo alla Camera Francesco Cannizzaro. Sotto il suo mandato, il partito ha impresso una netta accelerazione sul piano della presenza capillare nei territori. Per i vertici locali, questo passaggio rappresenta non solo un momento di formale adempimento statutario o di necessaria condivisione, ma una vera e propria tribuna di confronto utile a rilanciare l’azione programmatica svolta fino a oggi.

I quadri dell’ufficio di presidenza vedranno Mario Occhiuto e Giovanni Arruzzolo nel ruolo di vicepresidenti, coadiuvati da Gianluca Gallo in qualità di segretario del congresso, mentre l’introduzione ai lavori sarà scandita dai saluti istituzionali di Mario Murone.

Il fitto calendario degli interventi e la gestione dell’ordine pubblico

La macchina organizzativa ha predisposto una scaletta serrata di interventi, con un tempo massimo di tre minuti per ciascun relatore, per dare voce alle diverse anime territoriali. Si succederanno sul podio i principali esponenti della rappresentanza calabrese, tra cui Gianluca Gallo, Giuseppe Mangialavori, Andrea Gentile e Giovanni Arruzzolo, seguiti da Mario Occhiuto, Giusi Princi, Pasqualina Straface ed Eulalia Micheli. Il dibattito proseguirà con il contributo di Domenico Giannetta, Giacomo Crinò, Marco Polimeni, Sergio Ferrari, Michele Comito, Elisabetta Santoianni, Piercarlo Chiappetta, Antonio De Caprio, Rosaria Succurro e Pierluigi Caputo. La fase culminante della giornata vedrà la lettura della mozione e la proclamazione dei risultati da parte di Stefania Craxi, a cui seguiranno i discorsi di Francesco Cannizzaro, del ministro Paolo Zangrillo, del governatore Roberto Occhiuto e le attese conclusioni del segretario nazionale Antonio Tajani.

La vigilia dell’evento è stata tuttavia segnata da una frizione sul piano dell’ordine pubblico. Nei pressi del Palasport era stato infatti programmato un presidio di protesta dei lavoratori ex Lsu-Lpu, indetto dall’Usb Calabria. Le disposizioni restrittive della Questura hanno però imposto lo spostamento della manifestazione sindacale su corso Nicotera, a significativa distanza dal luogo dell’evento politico. Una decisione che ha sollevato l’aspra reazione del sindacato di base.

I rappresentanti dei lavoratori hanno espresso forte perplessità per il provvedimento, dichiarando apertamente che “ci viene difficile credere che il problema sia l’ordine pubblico, soprattutto considerando che nelle stesse previsioni numeriche comunicate alla Questura si parlava di poche decine di lavoratori, una iniziativa dal valore simbolico e testimoniale, ben lontana da qualunque scenario che potesse giustificare un allontanamento di otto chilometri”.

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