Quasi 70 milioni di euro in finanziamenti statali portati al Vibonese in tre anni. Un porto fermo su se stesso, con depositi costieri che “fanno male al cuore e agli occhi” e nessuna visione strategica condivisa. Uno spopolamento che in trent’anni ha svuotato la provincia di 33.000 abitanti. E un nuovo ospedale che cresce, mattone dopo mattone, alla periferia di una città che fatica a credere nel proprio futuro. È questo il ritratto del Vibonese che emerge dalla lunga intervista rilasciata da Giuseppe Mangialavori — deputato di Forza Italia, presidente della Commissione Bilancio della Camera — alla trasmissione Pagina Protetta di Nicolino La Gamba su Radio Onda Verde.
Il parco urbano e il post su Facebook
Il primo argomento affrontato nasce da un post su Facebook, cosa che, ammette lui stesso, non fa quasi mai. Un post scritto di getto, da padre e da cittadino, dopo una mattinata al parco urbano di Vibo Valentia con il figlio: degrado, abbandono, una struttura che dovrebbe essere — parole sue — “il polmone della città” ridotta a uno stato che “mi ha dato molto, molto fastidio”.
“Non era una polemica politica”, ha precisato con forza il deputato vibonese, presidente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati. “Era lo sfogo di un cittadino che ha visto un bene della città completamente abbandonato. In due anni di questa amministrazione non ho mai detto una parola, nonostante avessi potuto dire tanto. Ma quella non mi appartiene, la voglia di fare polemica politica”. La risposta dell’amministrazione comunale — qualche foto di aiuole curate, gestite dall’Associazione Moderata Durant, con omissione del resto del parco — l’ha definita “azzardata”. Ma l’obiettivo, sottolinea, è stato comunque raggiunto: “Il giorno dopo c’erano gli operai, il giorno dopo ancora i trattori per pulire. Per me è finita lì”.
Quasi 70 milioni in tre anni: un bilancio che parla da solo
La cifra pesa. Quasi 70 milioni di euro in finanziamenti statali — non fondi PNRR, sottolinea Mangialavori, ma risorse ancora più difficili da reperire — portati al territorio vibonese nell’arco di tre anni attraverso il lavoro certosino in Commissione Bilancio. Un elenco che il deputato ha integrato con la precisione di chi conosce ogni singolo atto: 2 milioni per piazza Municipio, 1 milione per il palazzetto Vibo Marina, 2 milioni e mezzo per il lungomare di Nicotera, 36 milioni nel 2022, 4 milioni e mezzo per la Provincia, 22 milioni nel 2024 — di cui 19 più altri 3 per il santuario di Mamma Natuzza — 800.000 euro nella manovra 2025, 1 milione e 600.000 euro appena recuperati per la scuola di Vena Superiore, 350.000 euro più 1 milione per le Grotte di Zungri. E ancora, 5 milioni e 400.000 euro destinati direttamente al Comune di Vibo Valentia nell’ultima manovra. “Ho avuto la fortuna di ricoprire un ruolo che mi permette di dare risposte”, dice con misura. “E sto cercando di utilizzarlo, in senso positivo, per il territorio. Il fatto che ci siano comuni amministrati dal centrosinistra, da liste civiche o dal centrodestra non vuol dire che non siano cittadini del mio territorio”. Un metodo che non prevede annunci: i finanziamenti vengono comunicati solo quando sono certi. Una scelta che, riconosce La Gamba, ha fatto sì che buona parte del lavoro restasse invisibile ai più.
Il porto di Vibo Marina: “Decidere cosa vogliamo essere, poi progettare”
Tra i temi più densi della conversazione, quello del porto di Vibo Marina e dei depositi costieri di Meridionale Petroli. Mangialavori non ha esitazioni sulla diagnosi: “I depositi costieri là sono una bomba ecologica, un qualcosa che fa male al cuore e agli occhi”. Ma sulla strada percorsa dall’amministrazione comunale per rimuoverli si mostra scettico: “Quello che ho letto, ahimè, vedendo il prosieguo, non corrisponde a verità”.
Il punto politico è netto: “Meridionale Petroli, per andare via da là, ha bisogno di una contropartita. Se non si dà quella contropartita, penso sia difficile ottenere la disponibilità a delocalizzare.” Qual è la contropartita giusta? “Non spetta a me dirlo. Questa è una partita dell’amministrazione comunale.” Ma aggiunge subito: nel momento in cui si trovasse una soluzione e ci fosse bisogno di reperire fondi, “io sarei felicissimo di poter dare una mano”.
La visione strategica che propone è quella di un porto con una vocazione turistica chiara, capace di attrarre crociere di media dimensione e di integrarsi con l’asse Vibo-Pizzo-Tropea. E indica come nodo infrastrutturale urgente il collegamento veloce tra la città e il porto: “Se questo progetto è ancora valido dal punto di vista strutturale e l’amministrazione lo ritenesse utile, io mi impegnerei a cercare i fondi.” Con una condizione: “Datemi cifre reali.”
Il nuovo ospedale e la sanità che non si risolve in una consigliatura
Sul capitolo sanità, Mangialavori sceglie la sobrietà: “I problemi della sanità di Vibo sono sotto gli occhi di tutti e non li ha creati né Enzo Romeo né Roberto Occhiuto né tantomeno io. Si portano avanti da tantissimi anni”. La risposta strutturale, a suo avviso, è già visibile: il nuovo ospedale in costruzione, “là in bella vista, ogni giorno c’è qualcosa in più.” Una struttura che definisce “assolutamente all’avanguardia” e che, una volta ultimata, renderà più attrattivo il territorio agli occhi dei professionisti sanitari: “Con una struttura del genere sarà molto più facile reperire medici che vogliono venire a lavorare qui”.
Lo spopolamento: “Senza giovani non c’è futuro, e lo sappiamo tutti”
Il dato ISTAT citato da La Gamba è impietoso: 33.000 persone hanno lasciato la provincia di Vibo negli ultimi trent’anni, 3.000 solo dalla città capoluogo. Mangialavori non cerca edulcoranti: “Senza giovani il futuro non ci può essere.” E indica la direzione: “La politica da sola non può fare sviluppo imprenditoriale. Deve stare al fianco degli imprenditori, creare agevolazioni per gli investimenti. Il presidente Occhiuto sta lavorando in questa direzione”. Ma il tono è quello di chi conosce la difficoltà del problema: “È difficile farlo in una terra come la nostra”. Il rischio, non detto ma presente, è quello di un territorio che produce finanziamenti ma non trattiene persone.
Forza Italia, Marina Berlusconi e la presidenza della Commissione Bilancio
Sul partito, Mangialavori parla da militante di lungo corso: “Siamo sempre stati abituati a ragionare in doppia cifra”, dice riferendosi ai consensi nazionali di Forza Italia, oggi “inchiodati intorno all’8%.” Accoglie con favore il protagonismo crescente di Marina Berlusconi: “Benvengano i suoi consigli se questo porterà a una risalita. Qualcosa di sicuro va modificato”.
Sul suo ruolo di presidente della Commissione Bilancio, il passaggio più significativo riguarda la riconferma alla presidenza: “La soddisfazione più grande è stata avere sostanzialmente i voti di tutti, cosa che non è mai successa in nessun’altra commissione in questa legislatura. Questo mi riempie d’orgoglio, perché vuol dire che so arbitrare bene”.
Ricandidatura: “Manca un anno, è prematuro. Ma se ci sono le condizioni, ci sono”
Sul futuro politico, Mangialavori pratica la stessa disciplina che riserva ai finanziamenti: nessun annuncio senza dati certi. “Non lo so se mi ricandiderò. Se ci dovessero essere le condizioni per poter ancora portare benefici a Vibo Valentia, lo farò. Nel caso in cui mi dovessi rendere conto che le condizioni non ci sono, non ne farei un dramma”. E aggiunge, con il pragmatismo che lo contraddistingue: “Ci vuole un anno, aspettiamo, vediamo”.
Nel frattempo, un obiettivo dichiarato: la prossima manovra di bilancio 2026, che si preannuncia “molto dura” per via delle risorse sempre più scarse, dovrà — se possibile — puntare su “opere strategiche che servono tutta la collettività vibonese”, non più finanziamenti capillari per singoli comuni. Una scelta di scala che, dice, matura guardando al quadro complessivo: “Questa volta, se avrò la possibilità, voglio concentrarmi su opere che rendano il nostro territorio attrattivo per tutta la regione”.






