Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto torna al centro del dibattito politico con una presa di posizione che intreccia liberalismo economico, gestione delle concessioni balneari e identità futura del centrodestra. In un’intervista pubblicata il 15 maggio da Il Foglio, il governatore difende la legge approvata dalla Regione Calabria sulle concessioni demaniali marittime, una norma che richiama l’applicazione della direttiva Bolkestein subordinando le gare pubbliche alla verifica dell’“effettiva scarsità” delle spiagge disponibili.
Una linea che, secondo alcuni osservatori, segnerebbe una frenata rispetto alle precedenti aperture del governatore sul fronte delle liberalizzazioni. Ma Occhiuto respinge questa lettura e ribalta il ragionamento politico: secondo il presidente calabrese, il punto non è applicare i princìpi del mercato in modo astratto, bensì verificare se producano servizi migliori per i cittadini e per il turismo.
Nell’intervista al quotidiano diretto da Claudio Cerasa, Occhiuto sostiene che la situazione calabrese sia profondamente diversa da quella di regioni come Liguria e Toscana. In Calabria, osserva, esistono ancora ampie porzioni di spiagge libere e scarsamente attrezzate. Per questo motivo, a suo giudizio, smantellare le poche concessioni esistenti senza prima creare nuovi servizi rischierebbe di produrre un effetto opposto rispetto a quello dichiarato dalla normativa europea.
Il governatore rivendica dunque una lettura “non dogmatica” del liberalismo: la concorrenza, spiega, dovrebbe intervenire per gestire risorse realmente limitate e non per creare artificialmente condizioni di scarsità.
Dalle licenze taxi agli Ncc: la battaglia contro le rendite di posizione
Nel colloquio con Il Foglio, Occhiuto allarga poi il ragionamento al metodo con cui vengono costruite le riforme. Il presidente calabrese critica apertamente le mediazioni troppo strette con le categorie interessate, sostenendo che una riforma scritta “insieme alle corporazioni” finisca spesso per perdere efficacia.
A sostegno della sua tesi cita il caso della medicina generale, ricordando di essere stato tra i pochi dirigenti del suo partito a contestare l’idea di una riforma costruita esclusivamente sulle richieste dei medici di base.
Lo stesso approccio, rivendica, sarebbe stato applicato anche nel settore del trasporto pubblico non di linea. Occhiuto ricorda infatti il contenzioso costituzionale aperto contro il governo sui decreti relativi agli Ncc durante la gestione del ministero guidato da Matteo Salvini. Secondo quanto dichiarato nell’intervista, la Corte costituzionale avrebbe riconosciuto alla Regione competenze autonome sulla materia, consentendo alla Calabria di intervenire sul mercato locale dei servizi taxi e noleggio con conducente.
Il presidente sostiene che quella scelta sia stata possibile proprio perché, a suo dire, la Regione avrebbe privilegiato le esigenze degli utenti rispetto alle pressioni delle categorie professionali coinvolte.
Diritti civili e identità politica: il messaggio agli alleati
La parte più politica dell’intervista riguarda però il futuro del centrodestra e il ruolo di Forza Italia all’interno della coalizione di governo.
Occhiuto descrive una percezione crescente di un centrodestra “conservatore” soprattutto sul terreno dei diritti civili e delle libertà personali. Una trasformazione che, secondo il governatore, rischierebbe di allontanare la coalizione dall’impronta originaria impressa da Silvio Berlusconi.
Nel colloquio con Il Foglio, il vicesegretario azzurro sottolinea che un partito nato attorno alla figura di Berlusconi dovrebbe contribuire a riportare nel dibattito del centrodestra temi legati ai diritti individuali e alle libertà personali, senza relegarli a una posizione marginale o soltanto simbolica.
Pur ribadendo la collocazione stabile di Forza Italia nella coalizione guidata da Giorgia Meloni, Occhiuto chiarisce di voler rafforzare il profilo “riformista” del partito. Allo stesso tempo esclude qualsiasi ipotesi di avvicinamento strategico al centrosinistra, replicando indirettamente alle letture che vedrebbero FI come possibile forza di equilibrio moderato alternativa agli alleati sovranisti.
Il progetto politico di Forza Italia nella fase post-Berlusconi
Nella parte conclusiva dell’intervista pubblicata il 15 maggio, Occhiuto sintetizza la sua visione politica con una formula che punta a ridefinire il ruolo di Forza Italia nella fase post-berlusconiana. Il partito, afferma, non dovrebbe limitarsi a essere una presenza accessoria nel centrodestra né trasformarsi in una forza subordinata alle dinamiche del centrosinistra.
Una posizione che si inserisce nel confronto interno alla maggioranza sulle future coordinate politiche della coalizione, tra spinte conservatrici, aperture liberali e ridefinizione degli equilibri tra gli alleati di governo.








