“Si metta fine a questa odiosa forma di precariato di Stato“. Con queste parole, il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, presidente del Gruppo Misto – Liberamente Progressisti, chiede un intervento urgente alla Giunta regionale calabrese per la stabilizzazione dei Tirocinanti di Inclusione Sociale (Tis), un bacino che oggi conta migliaia di lavoratori ancora senza contratto pieno.
Una vertenza che riguarda 3.758 lavoratori
Secondo Lo Schiavo, attualmente sono 3.758 i Tis impiegati negli enti pubblici calabresi, da anni fondamentali per il funzionamento quotidiano delle amministrazioni locali, ma senza tutele contrattuali. Un contributo spesso ignorato, nonostante la Regione Calabria abbia sempre finanziato l’intero costo dei tirocini, con fondi propri o statali.
Il piano della Regione e i limiti degli enti locali
Per il 2025, in assenza di fondi nazionali, la Regione Calabria ha previsto un contributo agli enti locali per ogni Tis stabilizzato under 60, pari a 40mila euro in quattro anni. Per i lavoratori over 60 è invece previsto un assegno di inclusione sociale fino all’età pensionabile.
Tuttavia, il numero di enti che hanno deciso di procedere alla stabilizzazione dei Tis è ancora troppo basso. A scoraggiare i Comuni, spesso in difficoltà finanziarie, è anche la penalizzazione economica prevista nel caso di assunzioni con un monte ore settimanale inferiore a 18. Di fronte a questi ostacoli, secondo Lo Schiavo, “la Regione deve assumersi le proprie responsabilità e intervenire in modo strutturale”.
Cgil: distribuire il bacino anche ad altri enti regionali
A sostegno della battaglia per la stabilizzazione è intervenuta anche la Cgil Calabria, che ha proposto di distribuire i lavoratori Tis non solo tra i Comuni, ma anche tra altri enti regionali o subregionali. Il sindacato ha inoltre stimato in 70 milioni di euro il fabbisogno necessario per garantire un’intera annualità lavorativa a tutti i tirocinanti.
Lo Schiavo: “Risorse disponibili, ora serve la volontà politica”
Lo Schiavo invita la Regione a recuperare le somme necessarie attraverso i risultati di amministrazione e i fondi di bilancio destinati alle politiche attive del lavoro. In particolare, chiede di allocare queste risorse sul programma per la “realizzazione di misure innovative e sperimentali di tutela dell’occupazione”, individuando azioni concrete per la stabilizzazione dei Tis.
“Gli strumenti ci sono – conclude Lo Schiavo –. Ora è una questione di volontà politica e di rispetto verso lavoratori che per anni hanno garantito servizi essenziali senza il giusto riconoscimento”.







