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15 Maggio 2026
15 Maggio 2026
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118 Calabria, l’allarme della Cisl: “Centrali senza personale e ambulanze ferme in officina”

In una nota inviata ad Azienda Zero e alla Regione, il sindacato denuncia carenze croniche, postazioni chiuse e operatori sotto pressione nelle province di Catanzaro, Vibo e Reggio Calabria. Chiesto un confronto urgente prima dell’estate

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Una lunga relazione indirizzata al direttore di Azienda Zero, al dirigente generale del dipartimento Salute della Regione e, per conoscenza, al presidente della Regione Calabria mette nero su bianco le difficoltà che starebbe attraversando il sistema dell’emergenza-urgenza nella parte meridionale della Calabria.

Al centro della segnalazione, firmata dalla segretaria regionale della Cisl Fp, Luciana Giordano, dal coordinatore delle professioni sanitarie Antonio Curcillo e dal responsabile del dipartimento politiche contrattuali sanità Giuseppe Rubino, ci sono le condizioni operative della centrale del 118 competente per le province di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria, accorpate nella nuova centrale operativa sud dopo la riorganizzazione del sistema.

Nel documento, i rappresentanti sindacali parlano apertamente di “condizioni di lavoro non sostenibili” e di modelli organizzativi che, secondo quanto riportato, risulterebbero di fatto impraticabili.

“Standard minimi di sicurezza non garantiti”

Uno dei passaggi più critici della nota riguarda la situazione degli organici. La carenza di personale nella centrale operativa sud viene definita dalla Cisl Fp una situazione “anomala e di estrema gravità”, tale da compromettere — secondo il sindacato — la possibilità di assicurare standard minimi di sicurezza.

Nel documento si evidenzia come la presenza della consolle sanitaria sarebbe diventata “episodica” e come, frequentemente, due delle quattro postazioni operative previste vengano soppresse durante i turni. Una condizione che, sempre secondo la ricostruzione sindacale, determinerebbe un aumento del carico di lavoro sugli operatori e un possibile allungamento dei tempi di risposta alle richieste di soccorso.

La centrale operativa sud gestisce infatti diverse funzioni contemporaneamente: dalla dispatch alla gestione della flotta mezzi, fino alla consolle sanitaria e a quella dedicata al Creli, la Centrale regionale dell’elisoccorso.

La Cisl sostiene che, in diversi casi, un solo operatore si troverebbe costretto a coprire più mansioni contemporaneamente. In altre circostanze, invece, personale normalmente impiegato nella gestione dei mezzi verrebbe destinato all’elisoccorso, con un conseguente depotenziamento delle attività ordinarie.

“Personale esausto e richieste di trasferimento”

Nella relazione trasmessa ai vertici sanitari regionali emerge anche un quadro di forte pressione sul personale. I sindacalisti descrivono una situazione caratterizzata da operatori “esausti” e “fortemente demotivati”, evidenziando inoltre un numero crescente di richieste di trasferimento verso altre unità operative.

Secondo quanto riferito dalla Cisl Fp, il sovraccarico di lavoro durante i turni starebbe incidendo anche sul piano psicologico, con recuperi considerati insufficienti rispetto ai livelli di stress accumulati.

Ambulanze guaste e postazioni chiuse

Accanto alle criticità della centrale operativa, la nota punta l’attenzione anche sulle condizioni dei mezzi di soccorso e delle postazioni territoriali del 118.

Secondo il sindacato, in diversi casi le postazioni di emergenza verrebbero temporaneamente chiuse a causa della mancanza di personale oppure per guasti meccanici alle ambulanze, definiti nella relazione “all’ordine del giorno”. Una situazione che, secondo la Cisl, avrebbe ripercussioni dirette sulla qualità del servizio e sui tempi di intervento.

Nel documento si segnala inoltre il caso di operatori costretti a restare inattivi nelle postazioni territoriali per l’assenza di mezzi disponibili e funzionanti. Una criticità che, sempre secondo i rappresentanti sindacali, sarebbe legata al numero crescente di veicoli fermi in officina per manutenzione.

La richiesta alla Regione prima dell’estate

Nella parte conclusiva della nota, la Cisl Fp chiede l’apertura di un tavolo di confronto con i rappresentanti regionali, sottolineando la necessità di affrontare le criticità prima dell’avvio della stagione estiva.

Secondo i firmatari del documento, il periodo delle ferie rischierebbe infatti di aggravare ulteriormente una situazione già definita “drammatica”, soprattutto sul fronte della disponibilità del personale e della tenuta complessiva del servizio di emergenza territoriale.

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