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21 Aprile 2026
21 Aprile 2026
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Due trapianti di rene al Gom di Reggio Calabria: un padre lo dona al figlio, una sorella al fratello

Dimissioni in 10 giorni grazie alla chirurgia robotica. Due gli interventi distinti da donatore vivente. Il Grande Ospedale Metropolitano si conferma hub della trapiantologia in Calabria

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Nelle ultime settimane il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria ha portato a termine due trapianti renali da donatore vivente, entrambi conclusi con successo.
Protagoniste sono due famiglie che hanno scelto la donazione diretta per cambiare il destino di un proprio caro.
Il primo intervento è stato un trapianto preemptive, eseguito prima dell’avvio della dialisi. Un padre ha donato un rene al figlio per anticipare la progressione della malattia e restituirgli una vita libera dalle macchine.
Il secondo caso ha visto una donna donare al fratello già in trattamento dialitico, offrendogli una nuova autonomia quotidiana. Due percorsi clinici diversi, uniti dalla stessa forza dei legami familiari.

Tecnica robotica e recupero record: dimessi in 9 e 11 giorni

A rendere eccezionali i due interventi è stata la rapidità del recupero post-operatorio. La degenza media è stata di soli dieci giorni, con il primo paziente dimesso dopo 9 giorni e il secondo dopo 11 giorni.
Un risultato annunciato dall’azienda sanitaria con una nota e reso possibile dall’utilizzo della chirurgia robotica mini-invasiva per il prelievo dell’organo, che riduce il trauma chirurgico, limita il dolore e accelera la mobilizzazione. In entrambi i riceventi la ripresa della funzione renale è stata immediata, con ripresa pronta della diuresi già nelle prime ore, segnale clinico della perfetta riuscita dell’intervento.

Il modello del Gom: equipe multidisciplinare e presa in carico totale

Dietro le due storie c’è il lavoro strutturato dell’UOC di Nefrologia del GOM, che ha accompagnato donatori e riceventi in ogni fase, dalla selezione alla valutazione di idoneità fino alla preparazione clinica.
Centrale è stato il ruolo del responsabile del programma trapianti da vivente e del case manager, che ha coordinato ogni passaggio con precisione, garantendo continuità assistenziale e massima sicurezza. Prima di ogni intervento i casi sono stati discussi in tavolo multidisciplinare con nefrologi, urologi, chirurghi generali, anestesisti e personale infermieristico specializzato. È questa integrazione tra le Unità di Nefrologia, Urologia e Chirurgia Generale che ha permesso un percorso fluido e personalizzato.

Un segnale controcorrente mentre calano le donazioni in Calabria

Questi risultati assumono un valore ancora più rilevante in un momento in cui in Calabria si registra un rallentamento delle donazioni d’organo. Il Grande Ospedale Metropolitano continua invece a investire in tecnologie avanzate e in organizzazione, mantenendo attiva e in crescita la propria attività trapiantologica.
È la dimostrazione concreta di come la sanità pubblica possa offrire eccellenza, trasformando un gesto familiare in una terapia salvavita e restituendo a due pazienti calabresi la possibilità di tornare alla propria quotidianità.

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