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10 Maggio 2026
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Comune di Vibo, la rimozione del quadro di Luigi Razza scatena la polemica

La denuncia di Pietro Comito, ex consigliere comunale, presidentedel Circolo Indipendenza Piscopio : "la sparizione dell’opera del ministro Luigi Razza dalla Sala Giunta diventa il simbolo di un’amministrazione che tradisce la memoria storica e i cittadini"

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L’amministrazione comunale di Vibo Valentia è finita sotto accusa per un gesto che ha scatenato polemiche: la rimozione del ritratto di Luigi Razza, ex ministro dei Lavori Pubblici, da una delle stanze simbolo del Palazzo Comunale. La denuncia arriva da Pietro Comito, Presidente del Circolo Indipendenza Piscopio, che non nasconde la sua amarezza per quanto accaduto.

Nel suo comunicato, Comito punta il dito contro “una politica che sembra aver messo in secondo piano la storia della città e il valore delle sue tradizioni”. L’atto, che il presidente definisce “trattamento indegno”, viene visto come un ulteriore segnale di una classe dirigente incapace di valorizzare il proprio passato. Un attacco frontale anche al mancato rispetto delle promesse elettorali, che, secondo Comito, hanno fatto evaporare l’idea di un cambiamento vero per la città.

La sparizione del ritratto:

Nel suo racconto, Comito spiega di aver notato per la prima volta la sparizione del quadro del ministro Razza durante una visita al Comune. Inizialmente convinto che l’opera fosse stata semplicemente spostata in un luogo più adeguato, si è poi reso conto che il ritratto era finito in un ufficio anonimo, lontano dai riflettori. “Mi è stato sussurrato che il quadro si trova in una stanza di un ‘vecchio nostalgico’”, ironizza Comito, concludendo che l’atto di rimozione è stato un gesto che ha calpestato il valore storico della città.

Secondo il presidente del Circolo Indipendenza, il fatto che il ritratto di Razza sia stato spostato in modo così casuale rappresenta un’ulteriore umiliazione per un uomo che ha dato tanto alla sua terra. “Cambiamento” è la parola usata da Comito, ma con un tono di disillusione, poiché sembra che il mutamento voluto dall’amministrazione non vada a beneficio della città ma, al contrario, vada a sminuirne la memoria.

Un attacco alla politica cittadina

Comito non si limita a criticare la rimozione del quadro, ma si lancia in una riflessione più ampia sulla politica cittadina. Lamenta il fatto che le promesse di cambiamento fatte durante la campagna elettorale si siano rivelate vuote, una sorta di “neve al sole”. La sua denuncia si fa più aspra quando si riferisce a figure politiche locali, descrivendo un “vecchio dinosauro” che vaga nei corridoi del Palazzo alla ricerca di un clone del passato.

“Chi ha dato lustro alla sua città natale deve essere ricordato con dignità”, ribadisce Comito, criticando aspramente l’amministrazione comunale per aver ridotto a “rimozione indegna” una figura che ha segnato la storia della città.

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